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CassazionedecretoSezione 1Decisione del 12 dicembre 2022

Cassazione n. 09163/2023

Testo disponibile della fonte

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la seguente SENTENZA sul conflitto di competenza sollevato da: [OSCURATO:PERSONA] nei confronti di: [OSCURATO:PERSONA] con l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del GIUD.

SORVEGLIANZA di ROMAudita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del [OSCURATO:PERSONA] che ha chiesto dichiararsi la competenza del Magistrato di Sorveglianza di Roma [OSCURATO:PERSONA]

1. [OSCURATO:PERSONA] di Sorveglianza di Bologna, con ordinanza del 18/7/2022, dichiarava la propria incompetenza in ordine all'istanza di permesso premio presentata da [OSCURATO:PERSONA], detenuto presso la [OSCURATO:PERSONA] di Ferrara, e trasmetteva gli atti al Magistrato di Sorveglianza di Roma.

Chimenti e i suoi familiari sono stati sottoposti ad uno speciale programma di protezione ai sensi del d.l. 8 del 1991: secondo il Magistrato, di conseguenza, in forza dell'art. 12, comma 3 bis dello stesso decreto-legge, la competenza funzionale a provvedere sull'istanza apparteneva al Magistrato di Sorveglianza di Roma.

2. Con ordinanza del 25/7/2022, il Magistrato di Sorveglianza di Roma ha sollevato conflitto di competenza, disponendo la trasmissione degli atti a questa Corte. [OSCURATO:PERSONA], condannato per omicidio volontario, non è un collaboratore di giustizia, allo stesso non si applica la legge n. 82 del 1991; è il figlio della convivente ad essere collaboratore di giustizia, circostanza in conseguenza della quale il nucleo familiare è stato sottoposto al programma di protezione: ma si tratta di fatto del tutto accidentale.

3. Nella requisitoria scritta, il [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale [OSCURATO:PERSONA] chiede affermarsi la competenza del Magistrato di Sorveglianza di Roma. [OSCURATO:PERSONA] Deve essere dichiarata la competenza del Magistrato di Sorveglianza di Roma.

Non vi è dubbio che, come sottolinea il Magistrato che ha sollevato il conflitto, l'art. 16 nonies, comma 8 d.l. n. 8 del 1991 è dettato nell'ambito della disciplina dei benefici penitenziari resi possibili a coloro che hanno prestato collaborazione; tuttavia, il comma in esame fa riferimento ai provvedimenti adottati "nei confronti di persona sottoposta a speciali misure di protezione" e non soltanto nei confronti di collaboratori di giustizia.

L'art. 9, comma 5, della legge in commento stabilisce che le speciali misure di protezione possono essere applicate anche a coloro che convivono stabilmente con chi collabora con la giustizia: si tratta, come è pacifico, della condizione in cui si trova [OSCURATO:PERSONA], atteso che le speciali misure di protezi9)e sono state disposte nei suoi confronti in quanto convivente con la madre di un collaboratore di giustizia.

Poiché le decisioni sulla competenza devono essere adottate sulla base di criteri formali al fine di ottenere maggiore certezza sulle questioni, non può essere recepita la tesi del Magistrato di Sorveglianza di Roma, che si basa sulla ratio della disciplina, dovendosi attribuire rilevanza decisiva alla lettera della norma.

P.Q.M.

Decidendo sul conflitto, dichiara la competenza del Magistrato di Sorveglianza di Roma, cui dispone trasmettersi gli atti.

Così deciso il 12 dicembre 2022 Ilc)nsigliere este

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente SENTENZA sul conflitto di competenza sollevato da: [OSCURATO:PERSONA] nei confronti di: [OSCURATO:PERSONA] con l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del GIUD. SORVEGLIANZA di ROMAudita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del [OSCURATO:PERSONA] che ha chiesto dichiararsi la competenza del Magistrato di Sorveglianza di Roma [OSCURATO:PERSONA] 1. [OSCURATO:PERSONA] di Sorveglianza di Bologna, con ordinanza del 18/7/2022, dichiarava la propria incompetenza in ordine all'istanza di permesso premio presentata da [OSCURATO:PERSONA], detenuto presso la [OSCURATO:PERSONA] di Ferrara, e trasmetteva gli atti al Magistrato di Sorveglianza di Roma. Chimenti e i suoi familiari sono stati sottoposti ad uno speciale programma di protezione ai sensi del d.l. 8 del 1991: secondo il Magistrato, di conseguenza, in forza dell'art. 12, comma 3 bis dello stesso decreto-legge, la competenza funzionale a provvedere sull'istanza apparteneva al Magistrato di Sorveglianza di Roma. 2. Con ordinanza del 25/7/2022, il Magistrato di Sorveglianza di Roma ha sollevato conflitto di competenza, disponendo la trasmissione degli atti a questa Corte. [OSCURATO:PERSONA], condannato per omicidio volontario, non è un collaboratore di giustizia, allo stesso non si applica la legge n. 82 del 1991; è il figlio della convivente ad essere collaboratore di giustizia, circostanza in conseguenza della quale il nucleo familiare è stato sottoposto al programma di protezione: ma si tratta di fatto del tutto accidentale. 3. Nella requisitoria scritta, il [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale [OSCURATO:PERSONA] chiede affermarsi la competenza del Magistrato di Sorveglianza di Roma. [OSCURATO:PERSONA] Deve essere dichiarata la competenza del Magistrato di Sorveglianza di Roma. Non vi è dubbio che, come sottolinea il Magistrato che ha sollevato il conflitto, l'art. 16 nonies, comma 8 d.l. n. 8 del 1991 è dettato nell'ambito della disciplina dei benefici penitenziari resi possibili a coloro che hanno prestato collaborazione; tuttavia, il comma in esame fa riferimento ai provvedimenti adottati "nei confronti di persona sottoposta a speciali misure di protezione" e non soltanto nei confronti di collaboratori di giustizia. L'art. 9, comma 5, della legge in commento stabilisce che le speciali misure di protezione possono essere applicate anche a coloro che convivono stabilmente con chi collabora con la giustizia: si tratta, come è pacifico, della condizione in cui si trova [OSCURATO:PERSONA], atteso che le speciali misure di protezi9)e sono state disposte nei suoi confronti in quanto convivente con la madre di un collaboratore di giustizia. Poiché le decisioni sulla competenza devono essere adottate sulla base di criteri formali al fine di ottenere maggiore certezza sulle questioni, non può essere recepita la tesi del Magistrato di Sorveglianza di Roma, che si basa sulla ratio della disciplina, dovendosi attribuire rilevanza decisiva alla lettera della norma. P.Q.M. Decidendo sul conflitto, dichiara la competenza del Magistrato di Sorveglianza di Roma, cui dispone trasmettersi gli atti. Così deciso il 12 dicembre 2022 Ilc)nsigliere este
Decreto Cassazione n. 09163/2023 — Fons Iuris — Fons Iuris