CassazionesentenzaSezione LDecisione del 24 gennaio 2024
Cassazione n. 08871/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
o la seguente ORDINANZA sul ricorso per regolamento di competenza d'ufficio N. 6893/2023 proposto da: Tribunale di VERONA, con ordinanza R.G.N. 531/2022 del 16/03/2023, nel procedimento pendente tra: [OSCURATO:PERSONA]; contro [OSCURATO:SOCIETA], in persona del legale rappresentante pro tempore domiciliata in [OSCURATO:PERSONA] presso la [OSCURATO:PERSONA], rappresentata e difesa dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; -resistente con procura - udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 24/01/2024 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA]; il P.M. in persona del [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] ha depositato conclusioni scritte. Rilevato che Oggetto R.G.N.6893/2023 Cron. Rep. Ud.24/01/2024 CC 1. [OSCURATO:PERSONA], sul presupposto dell’esistenza di un collegamento/unicità di centro di imputazione tra [OSCURATO:SOCIETA]. ed [OSCURATO:SOCIETA]., premesso di avere prestato attività lavorativa in favore delle suddette, in via principale in qualità di agente o anche solo di venditore porta a porta in un rapporto di natura agenziale nonché di avere svolto prestazioni accessorie di creazione e coordinamento della rete commerciale, conveniva in giudizio entrambe le società deducendo la illegittimità del recesso dal rapporto e chiedendo la condanna delle convenute, in solido, al pagamento delle provvigioni ancora dovute, dell’indennità di fine rapporto, dell’indennità suppletiva, dell’indennità meritocratica e del danno derivante dall’anticipata risoluzione del rapporto; 2. il Tribunale di Mantova, in accoglimento della eccezione formulata dalle società, dichiarava la propria incompetenza per territorio e rimetteva le parti davanti al Tribunale di Verona ritenuto competente; 3. il Tribunale di Verona, davanti al quale sia il Perini che le società avevano riassunto la causa, ritenuta insussistente la propria competenza per territorio, formulava istanza di regolamento di competenza; a tal fine evidenziava che in base agli elementi in atti (indicazioni del domicilio e della residenza in Sabbioneta, nella circoscrizione del Tribunale di Mantova, risultanti sia dall’atto introduttivo che dalle fatture emesse dal Perini in favore delle società resistenti) ed in ragione delle caratteristiche dell’attività dedotta, costituita oltre che dalla vendita diretta dei prodotti delle convenute anche dall’attività di sviluppo e supervisione della rete commerciale attraverso la selezione e la formazione di un team di venditori, attività quest’ultima implicante, come noto, frequenti spostamenti, non era possibile radicare il domicilio del Perini in un luogo specifico diverso da quello coincidente con la residenza, anche considerato che l’attività di agente doveva svolgersi in relazione a tutto il Nord Italia; analogamente in relazione all’attività di allestimento del servizio di promozione commerciale; in assenza pertanto di indizi sufficienti per affermare la convenienza del Perini alla scelta di un domicilio differente da quello coincidente con il luogo di residenza non appariva giustificata la indicazione da parte del Tribunale di Mantova, che aveva individuato quale luogo di domicilio del Perini, [OSCURATO:PERSONA]Ambrogio (nella circoscrizione del Tribunale di Verona), ove era svolta l’attività di rafforzamento e supervisione del telemarketing e si tenevano le riunioni presso la sede della società; alla luce delle complessive emergenze di causa andava pertanto valorizzata la presunzione semplice di coincidenza tra la residenza ed il domicilio con la conseguenza della sussistenza della competenza per territorio del Tribunale di Mantova originariamente adito ; 4. [OSCURATO:SOCIETA]. ha depositato memoria nella quale, richiamato il contenuto del contratto sottoscritto con il Perini, che asserisce riconducibile all’ambito regolato dall’art. 2222 cod. civ., e le dichiarazioni da questi rese in sede di libero interrogatorio, ha sostenuto che gli interessi economici e personali del Perini risultavano concentrati nel luogo di svolgimento dell’attività lavorativa, conseguendone la competenza per territorio del Tribunale di Verona; 5. il P.G. ha depositato requisitoria scritta concludendo per la sussistenza della competenza per territorio del Tribunale di Mantova;Considerato che 1. sussiste la competenza per territorio del Tribunale di Mantova a conoscere della presente controversia; 2. è opportuno premettere che il regolamento di competenza ha la funzione di investire la S.C. del potere di individuare definitivamente il giudice competente, onde evitare che la designazione di quest'ultimo sia ulteriormente posta in discussione nell'ambito della stessa controversia, e le consente, pertanto, di estendere i propri poteri di indagine e di valutazione, anche in fatto, ad ogni elemento utile acquisito sino a quel momento al processo, senza incontrare limiti nelcontenuto della sentenza impugnata e nelle difese delle parti, nonché di esaminare le questioni di fatto non contestate nel giudizio di merito e che non abbiano costituito oggetto della richiesta di regolamento di competenza (Cass. n. 21422 del 2016; Cass.n. 17312 del 2018); costituisce comune affermazione che la Corte di cassazione, quando decide sulla competenza, è giudice anche del fatto, nel senso che può conoscere e sindacare tutte le risultanze fattuali (influenti sulla competenza) rilevabili "ex actis” (Cass. n. 5125 del 2007); 3. questa Corte ha chiarito che la verifica dellacompetenza va attuata alla stregua delle allegazioni contenute nella domanda e non anche delle contestazioni mosse alla pretesa dalla parte convenuta, tenendo altresì conto che, qualora uno stesso fatto possa essere qualificato in relazione a diversi titoli giuridici, spetta alla scelta discrezionale della parte attrice la individuazione dell’azione da esperire in giudizio, essendo consentito al giudice di riqualificare la domanda stessa soltanto nel caso in cui questa presenti elementi di ambiguità non altrimenti risolvibili ( Cass. n. 20508 del 2017); 4. in sintonia con tali indicazioni, in relazione alla presente fattispecie è innanzitutto da rilevare che dalle allegazioni contenute in domanda emerge che il Perini ha inteso far valere le proprie pretese in relazione ad un rapporto che ha espressamente qualificato come di natura agenziale e che comunque viene configurato nei suoi profili fattuali quale rapporto di collaborazione personale di carattere continuativo e coordinato, riconducibile quindi all’area della cd. parasubordinazione ex art. 409, comma 1 n. 3 c.p.c., e non, come viceversa prospettato nella memoria depositata dalla società, all’area del contratto d’opera, regolato dall’art. 2222 cod. civ. . Da tanto deriva che il criterio di determinazione della competenza per territorio deve essere individuato, ai sensi dell’art. 413 comma 4 cod. proc. civ., nel “giudice nella cui circoscrizione si trova il domicilio dell’agente, del rappresentante di commercio ovvero del titolare degli altri rapporti di collaborazione di cui al predetto n. 3 dell’art. 409”; 5. secondo la giurisprudenza di legittimità, cui in questa sede va assicurata continuità, il domicilio — in accordo con l'art. 43 cod. civ., comma 1, che ne fornisce la nozione — individua il luogo in cui la persona ha stabilito il centro principale dei propri affari e interessi, sicché riguarda la generalità dei rapporti del soggetto - non solo economici, ma anche morali, sociali e familiari - e va desunta alla stregua di tutti quegli elementi di fatto che, direttamente oindirettamente, denuncino la prese nza in un certo luogo di tale complesso (Cass. n. 15723 del 2014, Cass. Cass. 2936 del 2980) tra i quali, secondo Cass. 13 gennaio 2012 n. 403, deve prestarsi particolare attenzione al luogo di residenza, in quanto, secondo l'id quod plerumque accidit, esso coincide con il domicilio; 5.1. in questa prospettiva è stato in particolare affermato che “ Ai fini della competenza territoriale per le controversie di lavoro parasubordinato, la disposizione dell'art. 413, quarto comma, cod. proc. civ. fa riferimento aldomicilio ex art. 43 cod. civ., quale sede principale degli affari ed interessi, che si presume coincidente con la residenza, non potendosi ritenere, di norma, che ildomicilio si trovi nel luogo cui la persona si rapporta nei limiti della prestazione lavorativa, anche se resa con funzioni di massima responsabilità (Cass. n. 403 del 2012). Il domicilio a norma dell'art. 43 c.c., quale luogo in cui la persona costituisce il centro principale dei suoi affari ed interessi, potenzialmente distinto dalla residenza, riguarda la sfera di affari ed interessi propri del soggetto, ed è una nozione unitaria e caratterizzata dalla tendenziale stabilità della scelta operata espressamente o per fatti concludenti dal soggetto relativamente all'accentramento in un determinato luogo dei propri interessi e rapporti. Ne consegue che non può ritenersi che il domicilio di una persona sia ubicato, almeno di norma, nel luogo di pertinenza di un altro soggetto, dove egli faccia riferimento (e sia abilitato a fare riferimento) ai fini e nei limiti dell'attività lavorativa svolta in favore del medesimo terzo, anche se eventualmente con funzioni della massima responsabilità. Deve anche rilevarsi che la separazione del domicilio dal luogo in cui il soggetto ha la residenza presuppone che il medesimo abbia la convenienza, in ragione della ampiezza, la natura e l'importanza dei suoi affari ed interessi, di scegliere e attrezzare un luogo distinto dalla residenza per il suo domicilio.Si tratta di ipotesi che non riguarda la generalità delle persone e, di conseguenza, può anche affermarsi che sussiste una presunzione di fatto di coincidenza del domicilio con la residenza (cfr., in tali termini,Cass., sez. un., n. 2060 del 2003); 6. tanto premesso in punto di diritto, in relazione alla fattispecie in esame, come osservato dal giudice a quo, non sono in fatto individuabili concrete circostanze che possano determinare il superamento della presunzione di coincidenza del domicilio con il luogo di residenza del Perini, in Sabbioneta, provincia di Mantova; invero, anche a voler superare il profilo del riferimento all’indicazione contenuta nelle fatture emesse dal Perini nei confronti delle società, alla luce della normativa fiscale indicata nella memoria di [OSCURATO:SOCIETA]., le caratteristiche dell’attività espletata, connotata da frequenti spostamenti per l’incontro con i potenziali clienti e gli agenti facenti parte del team nonché per l’allestimento dei servizi di promozione commerciale tramite i quali presentare i prodotti venduti dalle società committenti attraverso degli stands posizionati all’interno di vari centri commercialie la circostanza che l’attività di interesse dovesse espletarsi nell’ambito dell’intero Nord Italia non consentono di radicare in un luogo preciso, diverso dalla residenza, il centro principale degli affari e degli interessi del Perini, come viceversa richiesto dall’art. 43 cod. civ.; né elementi in senso contrario alla conclusione attinta possono trarsi dalle dichiarazioni rese in sede di libero interrogatorio dall’originario ricorrente il quale ha riferito di recarsi tutte le mattine presso la sede dell’azienda delle società sita in Pescantina; invero, tale generica affermazione è insufficiente a fondare un’inferenza probabilistica circa la individuazione del domicilio in luogo diverso dalla sede di residenza, tanto più ove si consideri che nello stesso contesto dichiarativo il ricorrente ha riferito che nel pomeriggio si recava in varie località per appuntamenti di lavoro; 7. in base alle considerazioni in fatto ed in diritto che precedono deve quindi essere dichiarata la competenza per territorio del Tribunale di Mantova quale giudice del lavoro, nella cui circoscrizione ha la residenza il Perini, dinanzi al quale il procedimento andrà riassunto con rimessione al definitivo della regolamentazione delle spese; P.Q