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CassazionesentenzaSezione 3

Cassazione n. 32362/2025

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seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 11442/2024R.G. proposto da [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA], in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentat o e difes o dall’Avv. [OSCURATO:PERSONA] e dall’Avv. [OSCURATO:PERSONA] –ricorrente – contro [OSCURATO:PERSONA], in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. [OSCURATO:PERSONA] –controricorrente – avverso la sentenza n. 152/2023della [OSCURATO:PERSONA]– [OSCURATO:PERSONA], pubblicata il giorno 7 novembre 2023; udita la relazione svolta alla camera di consiglio tenuta il giorno 3 0 settembre 2025 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; Rilevato che con ricorso ex art. 702–bis cod. proc. civ., la Cristanell GmgH domandò la condanna della [OSCURATO:PERSONA] s.r.l. al pagamento [OSCURATO:PERSONA] – [OSCURATO:PERSONA] ELETTRICAr.g. n. 11442/2024 Cons. est. [OSCURATO:PERSONA] –a titolo di ripetizione d’indebito ex art. 2033 cod. civ.– della somma di euro 44.640, pari all’addizionale provinciale all’accisa corrisposta negli anni 2010 e 2011 sull’energia elettrica ex contractu somministrata dalla convenuta alla ricorrente, adducendo, in sintesi, la contrarietà di detta addizionale al diritto dell’Unione europea; la domanda è stata accolta nei due gradi di merito del giudizio; avverso la sentenza in epigrafe, resa in sede di appello, ricorre per cassazione la [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., articolando tre motivi; resiste, con controricorso, la Cristanell GmgH; ambedue le parti hanno depositato memoria; il Collegio si è riservato il deposito dell’ordinanza nel termine di cui al secondo comma dell’art. 380–bis.1 cod. proc. civ.; Considerato che i tre motivi di ricorso, formulati in relazione all’art. 360, primo comma, num. 3, cod. proc. civ., denunciano: (i) il primo, v iolazione e falsa applicazione degli art t. 11 e 117, primo comma, Cost.e 267 e 288 TFUE, per avere la Corte territoriale attribuito efficacia erga omnes all’interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di una norma comunitaria non dotata di efficacia diretta al fine di legittimare la disapplicazione, ad opera del giudice nazionale, dell’articolo 6 del d.l. 28 novembre 1988, n. 511, per contrasto con l’art.1, par . 2 , della Direttiva 2008/118/CE ; (ii)il secondo, v iolazione e falsa applicazione degli art t. 11 e 117, primo comma, Cost., 288e 291 TFUE nonché 2033 cod. civ., per avere la Corte territoriale ritenuto sussistenti i presupposti per l’esercizio dell’azione di ripetizione dell’indebito pur essendo preclusa al giudice di merito la disapplicazione dell’art. 6 del d.l. n. 511 del 1988, per contrasto con l’art.1, par . 2 , della Direttiva 2008/118/CE ; (iii) il terzo, violazione e falsa applicazione degli artt. 6 del d.l. n. 511 del 1988 e 1, par, 2, della Direttiva 2008/118/CE, per aver e la Corte territoriale ricondotto l’addizionale provinciale sull’energia r.g. n. 11442/2024 Cons. est. [OSCURATO:PERSONA] elettrica nell’alveo delle “altre imposte indirette” di cui all’art. 1, par . 2, della Direttiva 2008/118/CE in difetto dei presupposti di autonomia giuridica di tale addizionale rispetto all’accisa sull’energia elettrica; i motivi –scrutinabili congiuntamente, per l’intrinseca connessione delle questioni con essi poste –sono infondati, pur occorrendo, ai sensi dell’art. 384 co. proc. civ., correggere la motivazione della impugnata sentenza, conforme tuttavia a diritto nelfinale dispositivo; su vicenda in tutto sovrapponibile a quella in esame è di recente intervenuta – in conseguenza della declaratoria di illegittimità costituzionale (Corte cost., sentenza n. 43 del 15/4/2025) della norma di riferimento – una serie di pronunce di questa Corte che hanno enunciatoil seguente principio: «In tema di addebito dell’addizionale provinciale di cui all’art. 6, commi 1, lett. c), e 2, del d.l. n. 511 del 1988, conv. con modif. dalla l. n. 20 del 1989, sostituito dall’art. 5 del d.lgs. n. 26 del 2007 (poi abrogato dal combinato disposto degli artt. 2, comma 6, del d.lgs. n. 23 del 2011, e 18, comma 5, del d.lgs. n. 68 del 2011, nonché dall’art. 4, comma 10, del d.l. n. 16 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 44 del 2012), il consumatore finale – se ha corrisposto al fornitore di energia, a titolo di rivalsa, l’imposta riconosciuta in contrasto con il diritto dell’Unione Europea – è legittimato ad esercitare, nel rispetto dell’ordinario termine decennale di prescrizione, l’azione di ripetizione dell’indebito stesso ex art. 2033 cod. civ. direttamente nei confronti dello stesso fornitore (che potrà, a sua volta, rivalersi nei confronti dello Stato), poiché la dichiarata illegittimità costituzionale della norma interna per contrarietà al diritto UE comporta, nei rapporti tra solvens e accipiens, la caducazione ex tunc della causa giustificatrice della prestazione» (Cass. 22/05/2025, nn. 13740–13741; conformi, ex aliis, Cass. 24/06/2025, nn. 16992– 16993; Cass. 30/06/2025, nn. 17642 e 17645); in ossequio al disposto dell’art. 118, comma 1, ultimo inciso, disp. att. cod. proc. civ, è qui sufficiente rinviare e fare integrale richiamo r.g. n. 11442/2024 Cons. est. [OSCURATO:PERSONA] alla motivazione della citata Cass. n. 13740/2025, per giustificare il rigetto, con opportuna correzione della motivazione della qui gravata sentenza, dei motivi oggi esaminati; tanto va confermato pure in esito alla sopravvenuta sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 19 giugno 2025, in causa C– 546/23, che, tra l’altro ribadendo la natura di imposta indiretta della addizionale sull’accisa, comunque è intervenuta su disciplina travolta dalla richiamata declaratoria di illegittimità costituzionale; le spese delgiudizio di legittimità possono essere compensate, per essere stato deciso il ricorso, in via dirimente, in forza di una pronuncia di illegittimità costituzionale intervenuta dopo la sua proposizione; va dato atto, però, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente ed al competente ufficio di merito, ai sensi dell’art. 13, comma 1–quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello previsto per il ricorso, ove dovuto, a norma del comma 1– bisdello stesso art. 13; p. q. m. rigettail ricorso; dichiara interamente compensate tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità; ai sensi dell’art. 13, comma 1–quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento al competente ufficio di merito da parte dei ricorrent i dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello, ove dovuto, previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 11442/2024R.G. proposto da [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA], in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentat o e difes o dall’Avv. [OSCURATO:PERSONA] e dall’Avv. [OSCURATO:PERSONA] –ricorrente – contro [OSCURATO:PERSONA], in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. [OSCURATO:PERSONA] –controricorrente – avverso la sentenza n. 152/2023della [OSCURATO:PERSONA]– [OSCURATO:PERSONA], pubblicata il giorno 7 novembre 2023; udita la relazione svolta alla camera di consiglio tenuta il giorno 3 0 settembre 2025 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; Rilevato che con ricorso ex art. 702–bis cod. proc. civ., la Cristanell GmgH domandò la condanna della [OSCURATO:PERSONA] s.r.l. al pagamento [OSCURATO:PERSONA] – [OSCURATO:PERSONA] ELETTRICAr.g. n. 11442/2024 Cons. est. [OSCURATO:PERSONA] –a titolo di ripetizione d’indebito ex art. 2033 cod. civ.– della somma di euro 44.640, pari all’addizionale provinciale all’accisa corrisposta negli anni 2010 e 2011 sull’energia elettrica ex contractu somministrata dalla convenuta alla ricorrente, adducendo, in sintesi, la contrarietà di detta addizionale al diritto dell’Unione europea; la domanda è stata accolta nei due gradi di merito del giudizio; avverso la sentenza in epigrafe, resa in sede di appello, ricorre per cassazione la [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., articolando tre motivi; resiste, con controricorso, la Cristanell GmgH; ambedue le parti hanno depositato memoria; il Collegio si è riservato il deposito dell’ordinanza nel termine di cui al secondo comma dell’art. 380–bis.1 cod. proc. civ.; Considerato che i tre motivi di ricorso, formulati in relazione all’art. 360, primo comma, num. 3, cod. proc. civ., denunciano: (i) il primo, v iolazione e falsa applicazione degli art t. 11 e 117, primo comma, Cost.e 267 e 288 TFUE, per avere la Corte territoriale attribuito efficacia erga omnes all’interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di una norma comunitaria non dotata di efficacia diretta al fine di legittimare la disapplicazione, ad opera del giudice nazionale, dell’articolo 6 del d.l. 28 novembre 1988, n. 511, per contrasto con l’art.1, par . 2 , della Direttiva 2008/118/CE ; (ii)il secondo, v iolazione e falsa applicazione degli art t. 11 e 117, primo comma, Cost., 288e 291 TFUE nonché 2033 cod. civ., per avere la Corte territoriale ritenuto sussistenti i presupposti per l’esercizio dell’azione di ripetizione dell’indebito pur essendo preclusa al giudice di merito la disapplicazione dell’art. 6 del d.l. n. 511 del 1988, per contrasto con l’art.1, par . 2 , della Direttiva 2008/118/CE ; (iii) il terzo, violazione e falsa applicazione degli artt. 6 del d.l. n. 511 del 1988 e 1, par, 2, della Direttiva 2008/118/CE, per aver e la Corte territoriale ricondotto l’addizionale provinciale sull’energia r.g. n. 11442/2024 Cons. est. [OSCURATO:PERSONA] elettrica nell’alveo delle “altre imposte indirette” di cui all’art. 1, par . 2, della Direttiva 2008/118/CE in difetto dei presupposti di autonomia giuridica di tale addizionale rispetto all’accisa sull’energia elettrica; i motivi –scrutinabili congiuntamente, per l’intrinseca connessione delle questioni con essi poste –sono infondati, pur occorrendo, ai sensi dell’art. 384 co. proc. civ., correggere la motivazione della impugnata sentenza, conforme tuttavia a diritto nelfinale dispositivo; su vicenda in tutto sovrapponibile a quella in esame è di recente intervenuta – in conseguenza della declaratoria di illegittimità costituzionale (Corte cost., sentenza n. 43 del 15/4/2025) della norma di riferimento – una serie di pronunce di questa Corte che hanno enunciatoil seguente principio: «In tema di addebito dell’addizionale provinciale di cui all’art. 6, commi 1, lett. c), e 2, del d.l. n. 511 del 1988, conv. con modif. dalla l. n. 20 del 1989, sostituito dall’art. 5 del d.lgs. n. 26 del 2007 (poi abrogato dal combinato disposto degli artt. 2, comma 6, del d.lgs. n. 23 del 2011, e 18, comma 5, del d.lgs. n. 68 del 2011, nonché dall’art. 4, comma 10, del d.l. n. 16 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 44 del 2012), il consumatore finale – se ha corrisposto al fornitore di energia, a titolo di rivalsa, l’imposta riconosciuta in contrasto con il diritto dell’Unione Europea – è legittimato ad esercitare, nel rispetto dell’ordinario termine decennale di prescrizione, l’azione di ripetizione dell’indebito stesso ex art. 2033 cod. civ. direttamente nei confronti dello stesso fornitore (che potrà, a sua volta, rivalersi nei confronti dello Stato), poiché la dichiarata illegittimità costituzionale della norma interna per contrarietà al diritto UE comporta, nei rapporti tra solvens e accipiens, la caducazione ex tunc della causa giustificatrice della prestazione» (Cass. 22/05/2025, nn. 13740–13741; conformi, ex aliis, Cass. 24/06/2025, nn. 16992– 16993; Cass. 30/06/2025, nn. 17642 e 17645); in ossequio al disposto dell’art. 118, comma 1, ultimo inciso, disp. att. cod. proc. civ, è qui sufficiente rinviare e fare integrale richiamo r.g. n. 11442/2024 Cons. est. [OSCURATO:PERSONA] alla motivazione della citata Cass. n. 13740/2025, per giustificare il rigetto, con opportuna correzione della motivazione della qui gravata sentenza, dei motivi oggi esaminati; tanto va confermato pure in esito alla sopravvenuta sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 19 giugno 2025, in causa C– 546/23, che, tra l’altro ribadendo la natura di imposta indiretta della addizionale sull’accisa, comunque è intervenuta su disciplina travolta dalla richiamata declaratoria di illegittimità costituzionale; le spese delgiudizio di legittimità possono essere compensate, per essere stato deciso il ricorso, in via dirimente, in forza di una pronuncia di illegittimità costituzionale intervenuta dopo la sua proposizione; va dato atto, però, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente ed al competente ufficio di merito, ai sensi dell’art. 13, comma 1–quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello previsto per il ricorso, ove dovuto, a norma del comma 1– bisdello stesso art. 13; p. q. m. rigettail ricorso; dichiara interamente compensate tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità; ai sensi dell’art. 13, comma 1–quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento al competente ufficio di merito da parte dei ricorrent i dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello, ove dovuto, previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13
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