CassazionesentenzaSezione 1Decisione del 31 gennaio 2023
Cassazione n. 10989/2023
Testo integrale del provvedimento
Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
[OSCURATO:PERSONA] Consigliere ORDINANZA sul ricorso iscritto al n.7295/2018 R.G. proposto da : [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], domiciliati in Roma , presso lo studio dell'avvocato [OSCURATO:PERSONA], rappresentati e difesi dagli avvocati [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] - ricorrenti - contro [OSCURATO:PERSONA], domiciliata in Roma , presso l'Avvocatura Generale dello Stato che larappresenta e difende - controricorrente - nonchè contro [OSCURATO:PERSONA] - intimato - avverso la sentenza della CORTE D'APPELLO di LECCE - SEZ.DIST. di TARANTO n. 1/2018 depositata il 23/01/2018; RG 7295/18De Laurentiis-ANAS Est. Cons. [OSCURATO:PERSONA] la relazione svolta nella camera di consiglio del 31/01/2023 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] 1. La Corte d'Appello di Lecce, con la sentenza che si riporta in copertina, ha respinto il ricorso proposto da [OSCURATO:PERSONA] ed [OSCURATO:PERSONA] a conseguire a mente dell'art. 28 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 l'autorizzazione allo svincolo della sommaloro liquidata da [OSCURATO:SOCIETA]. per la subita ablazione, seguita da un provvedimento di acquisizione sanante, di un fondodi loro proprietà, sull'assunto che, poiché l'unico caso in cui l'A.G.O. può disporre il pagamento dell'indennità in luogo dell'espropriante è quello previsto dall'art. 29 d.P.R. 327/2001, l'istanza attorea non poteva essere accolta «non sussistendo alcuna norma di diritto positivo che ne faccia ipotizzare la possibilità di legittimo accoglimento». Per la cassazione di detta sentenza i [OSCURATO:PERSONA] svolgono ora cinque motivi di ricorso ai quali replica, quiescente il Ministero dell'Economia e delle Finanze, l'intimata ANAS con controricorso. [OSCURATO:PERSONA] 2. Con il primo motivo si deduce la violazione dell'art. 101, comma 2, cod. proc. civ. Sostengono i ricorrenti che la ragione enunciata dal decidente era estranea al confronto processuale, sicché essa è frutto di una personale valutazione di questo mai sottoposta al previo contraddittorio tra le parti. Con il secondo motivo di ricorso si deduce la violazione e falsa applicazione dell'art. 737 cod. proc. civ. Sostengono i ricorrenti che, avendo instato i ricorrenti nelle forme della volontaria giurisdizione, la determinazione assunta dal decidente di pronunciarsi con sentenza ha conferito natura decisoria ad una statuizione che per sua natura n'è priva. RG 7295/18De Laurentiis-ANAS Est. Cons. [OSCURATO:PERSONA] il terzo motivo di ricorso si deduce la violazione e falsa applicazione dell'art. 112 cod. proc. civ. Sostengono i ricorrenti che il decidente, violando la norma in indirizzo, ha riformulato la domanda attribuendogli una portata contenziosa che pacificamente essa non ha. Con il quarto motivo di ricorso si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 28 e 29 d.P.R. 327/2001. Sostengono i ricorrenti che, abrogate le disposizioni sulla competenza di cui alla l. 3 aprile 1926, n. 686e stante la competenza generale in materia di espropriazione della Corte d'Appello, l'iniziativa attorea costituiva l'unica possibilità offerta ai soggetti incisi di conseguire il pagamento dell'indennità dovuta per la sofferta ablazione di un proprio bene. Con il quinto motivo di ricorso si deduce la violazione e falsa applicazione dell'art. 91 cod. proc. civ. Sostengono i ricorrenti che, avendo il procedimento da loro promosso natura di volontaria giurisdizione, non avrebbe dovuto trovare applicazione il principio della soccombenza non essendo stata da essi proposta alcuna domanda. 3. Tanto premesso, è bene inizialmente considerare che non è di ostacolo alla scrutinabilità del proposto atto di gravame la circostanza allegata dai ricorrenti con il secondo motivo di ricorso, per mezzo del quale si sostiene, censurando il fatto che la Corte d'Appello nell'occasione abbia inteso pronunciarsi con sentenza, che l'istanza così decisa era stata invece da loro introdotta con le forme proprie del procedimento di volontaria giurisdizione. Che qui, tuttavia, non si determini l'inammissibilità cui il ricorso andrebbe naturalitersoggetto se fosse effettivamente inquadrabile in conformità all'allegazione in parola – allegazione che , ove si rendesse minimamente condivisibile, ne comporterebbe ex se la RG 7295/18De Laurentiis-ANAS Est. Cons. Marulli caducazione, non a vendo i provvedimenti adottabili ai sensi degli artt. 737 e segg. cod. proc. civ. naturale attitudine al giudicato – riscuote nel caso che ne occupa una doppia conferma. Sul piano formale va infatti osservato che il provvedimento qui impugnato è stato adottato in forma di sentenza e tanto basta ad assicurare l'esistenza del presupposto che ne rende possibili l'opposizione in questa sede, potendo infatti il ricorso per cassazione proporsi ai sensi dell'art. 360, comma 1, cod. proc. civ. solo nei confronti delle sentenze; sul piano sostanziale, poi, come questa Corte ha già osservato (Cass., Sez. I, 8/05/2019, n. 12049), sconfessando l'eccezione di inammissibilità sollevata nei confronti di un provvedimento analogo a quello qui opposto,adottato nella forma del decreto, non è dubitabile neanche la natura decisoria che, in disparte dalla forma concretamente assunta, il dictum pronunciato dal decidente intrinsecamente incarna, essendo destinato ad incidere su diritti soggettivi dei ricorrenti con piena attitudine a produrre effetti definitivi di diritto sostanziale e processuale. 4. In ciò sta peraltro anche la chiave di volta che conduce a ritenere fondato, accogliendo la ragione più liquida che trova esplicitazione nel quarto motivo, il ricorso in disamina. E' infatti opinione concorde della giurisprudenza di questa Corte (Cass., Sez. U, 18/12/2008, n. 29527) ed, ancor più, di quella amministrativa (Cons. Stato, Sez. IV, 27/02/2008, n.741), che il procedimento originato dall'art. 28 d.P.R. 327/2001 cui – in disparte da quanto meglio si osserverà in seguito – va ricondotta l'istanza ricorrente sia fonte, nella sussistenza dei presupposti di legge, di un vero e proprio diritto soggettivo del privato richiedente. Ove, infatti, come onera la norma, la determinazione dell'indennità sia divenuta definitiva o non vi sia stata tempestiva opposizione al suo pagamento o ancora quando le parti a cui spetta si sono accordate RG 7295/18De Laurentiis-ANAS Est. Cons. Marulli per la sua distribuzione, l'autorità espropriante è tenuta ad autorizzarne il pagamento in favore del proprietario o degli aventi diritto, in tal modo qualificandosi espressamente la posizione di costoro come appunto titolari di un diritto soggettivo alla sua percezione. Né rileva in contrario che la norma, in luogo del meno equivoco richiamo alla figura del nulla osta accolto nella legislazione precedente, faccia a più riprese menzione dell'autorizzazione da parte dell'autorità espropriante, giacché nella determinazione di svincolo non sono ravvisabili poteri discrezionali dell'Amministrazione, che deve limitarsi ad accertare la definitività della determinazione di stima e l'esistenza di diritti od opposizioni di altri soggetti. Il soggetto espropriato è, quindi, titolare di un diritto, come è confermato dal successivo art. 29, il quale dispone che "qualora esistano diritti reali sul fondo espropriato o vi siano opposizioni al pagamento, ovvero le parti non si siano accordate sulla distribuzione, il pagamento delle indennità agli aventi diritto è disposto dall'autorità giudiziaria, su domanda di chi ne abbia interesse." 5. E' dunque evidente che il contrario convincimento espresso dal decidente ritenendo che non sussista alcuna norma di diritto positivo che legittimi l'iniziativa ricorrente non solo urta contro il diritto scritto e la conforme interpretazione di esso decretatane dalla giurisprudenza unanime, ma finisce per lasciare inconcepibilmente i ricorrenti privi di ogni tutela offendendo il diritto costituzionale degli stessi di agire per la difesa dei propri diritti. 6. L'impugnata sentenza va dunque, cassata e la causa va rinviata avanti al giudice a quo, posto che avendo questi deciso nel merito, implicitamente ha pure statuito, riconoscendola , sulla propria competenza. RG 7295/18De Laurentiis-ANAS Est. Cons. [OSCURATO:PERSONA], invero, stato al riguardo il giudicato formatosi sul punto per effetto della mancata contestazione dell'implicita determinazione così adottata dal decidente (Cass., Sez. IV, 12/03/2002, n. 3613; Cass., Sez. III, 7/03/2001, n. 3340; Cass., Sez. I, 23/06/1998, n. 6245). E, dunque, a nulla rileva in contrario l'eccezione sul punto, ancora in sede di controricorso, sollevata dall'intimata sulla considerazione che, essendo nella specie intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità prima dell'entrata in vigore del d.P.R. 327/2001, ai sensi dell'art. 57 avrebbero dovuto trovare applicazione tutte le normative vigenti a tale data. Di conseguenza, avrebbe dovuto escludersi l'applicazione del richiamato art. 28, con la riflessa devoluzione della vicenda alla cognizione della Corte d'Appello, quale giudice di sistema secondo le SS.UU. 15283/2016;ed in relazione alla corrispondente disposizione dell'art. 12 l. 22 ottobre 1971, n. 865 o dell'art. 55 l. 25 giugno 1865, n. 2359avrebbe dovuto trovare applicazione, quanto al punt o oggetto di eccezione,l'art. 1. l. 3 aprile 1926, n. 686. P.Q.M. Accoglie il ricorso per quanto di ragione, cassa l'impugnata sentenza nei limiti predetti e rinvia la causa avanti alla Corte d'Appello di Lecce Sezione distaccata di Taranto che, in altra composizione, provvederà pure alla liquidazione delle spese del presente giudizio. Cosi deciso in Roma nella camera di consiglio della I sezione civile il giorno31.1.2023. [OSCURATO:PERSONA].[OSCURATO:PERSONA]