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CassazionesentenzaSezione 1Decisione del 28 giugno 2023

Cassazione n. 17494/2024

Testo disponibile della fonte

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la seguente SENTENZA sul ricorso proposto dal: Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto; avverso l'ordinanza del Tribunale di Spoleto, in funzione di giudice dell'esecuzione, del [OSCURATO:DATA_NASCITA]; nell'ambito del procedimento relativo a: [OSCURATO:PERSONA] (già [OSCURATO:PERSONA]) [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] 1'[OSCURATO:DATA_NASCITA]; visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del Pubblico ministero, in persona del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale DOMENICO A.R.

SECCIA, che ha chiesto l'annullamento con rinvio della ordinanza impugnata. [OSCURATO:PERSONA] 1.Con la ordinanza in epigrafe il Tribunale di Spoleto, in l'unzione di giudice dell'esecuzione, ha tra l'altro respinto l'istanza formulata dal Procuratore della Repubblica in sede diretta alla revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena, concessa a [OSCURATO:PERSONA] (già [OSCURATO:PERSONA]) con sentenza pronunciata dal medesimo Tribunale il giorno 18 maggio 2016 (divenuta irrevocabile il 15 giugno 2017).

2. Avverso la predetta ordinanza il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo, di seguito riprodotto nei limiti di cui all'art.173 disp. att. cod. proc. pen., insistendo per l'annullamento del provvedimento impugnato relativamente al rigetto della richiesta di revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena concesso con la sentenza sopra indicata.

Il ricorrente lamenta, ai sensi dell'art.606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., l'inosservanza ed erronea applicazione dell'art.666, comma 2, del codice di rito per violazione del principio del ne bis in idem ; al riguardo osserva che su analoga istanza si era già pronunciato il Tribunale di Spoleto, con ordinanza del 28 giugno 2023 con la quale era stata disposta la revoca della sospensione condizionale come sopra concessa a [OSCURATO:PERSONA] (già [OSCURATO:PERSONA]).

Pertanto, poiché tale ordinanza non era stata oggetto di impugnazione, essa era passata in giudicato, di talché la nuova richiesta dell'organo dell'esecuzione avrebbe dovuto essere dichiarata inammissibile. [OSCURATO:PERSONA] 1.11 ricorso è fondato per le ragioni appresso indicate.

2. E' opportuno ricordare che il principio del "ne bis in idem" è applicabile in via analogica con riferimento alle ordinanze del giudice dell'esecuzione nei casi in cui esso costituisca l'unico strumento possibile per elimirare uno dei due provvedimenti emessi per lo stesso fatto contro la stessa persona (Sez. 5, Sentenza n. 34324 del 07/10/2020, Rv. 280033 - 01).

3. Ciò posto si osserva che il Tribunale di Spoleto, con ordinanza del 28 giugno 2023 (non impugnata), aveva già provveduto alla revoca della sospensione condizionale della pena concessa a [OSCURATO:PERSONA] (già [OSCURATO:PERSONA]) con sentenza pronunciata dal medesimo Tribunale il giorno 18 maggio 2016 (divenuta irrevocabile il 15 giugno 2017), di talché il giudice dell'esecuzione — nel rigettare la relativa istanza con l'ordinanza impugnata è incorso nella violazione del sopra indicato principio poiché, al contrario, avrebbe dovuto dichiarare inammissibile la suddetta richiesta.

4. Ne consegue che l'ordinanza impugnata deve essere annullata senza rinvio relativamente alla pronuncia di rigetto della richiesta di revoca della sospensione condizionale della pena concessa a [OSCURATO:PERSONA] (già [OSCURATO:PERSONA]) con la sentenza pronunciata dal Tribunale di Spoleto il giorno 18 maggio 2016 (divenuta irrevocabile il 15 giugno 2017).

P.Q.M.

Annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata.

Così deci

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto dal: Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto; avverso l'ordinanza del Tribunale di Spoleto, in funzione di giudice dell'esecuzione, del [OSCURATO:DATA_NASCITA]; nell'ambito del procedimento relativo a: [OSCURATO:PERSONA] (già [OSCURATO:PERSONA]) [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] 1'[OSCURATO:DATA_NASCITA]; visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del Pubblico ministero, in persona del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale DOMENICO A.R. SECCIA, che ha chiesto l'annullamento con rinvio della ordinanza impugnata. [OSCURATO:PERSONA] 1.Con la ordinanza in epigrafe il Tribunale di Spoleto, in l'unzione di giudice dell'esecuzione, ha tra l'altro respinto l'istanza formulata dal Procuratore della Repubblica in sede diretta alla revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena, concessa a [OSCURATO:PERSONA] (già [OSCURATO:PERSONA]) con sentenza pronunciata dal medesimo Tribunale il giorno 18 maggio 2016 (divenuta irrevocabile il 15 giugno 2017). 2. Avverso la predetta ordinanza il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo, di seguito riprodotto nei limiti di cui all'art.173 disp. att. cod. proc. pen., insistendo per l'annullamento del provvedimento impugnato relativamente al rigetto della richiesta di revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena concesso con la sentenza sopra indicata. Il ricorrente lamenta, ai sensi dell'art.606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., l'inosservanza ed erronea applicazione dell'art.666, comma 2, del codice di rito per violazione del principio del ne bis in idem ; al riguardo osserva che su analoga istanza si era già pronunciato il Tribunale di Spoleto, con ordinanza del 28 giugno 2023 con la quale era stata disposta la revoca della sospensione condizionale come sopra concessa a [OSCURATO:PERSONA] (già [OSCURATO:PERSONA]). Pertanto, poiché tale ordinanza non era stata oggetto di impugnazione, essa era passata in giudicato, di talché la nuova richiesta dell'organo dell'esecuzione avrebbe dovuto essere dichiarata inammissibile. [OSCURATO:PERSONA] 1.11 ricorso è fondato per le ragioni appresso indicate. 2. E' opportuno ricordare che il principio del "ne bis in idem" è applicabile in via analogica con riferimento alle ordinanze del giudice dell'esecuzione nei casi in cui esso costituisca l'unico strumento possibile per elimirare uno dei due provvedimenti emessi per lo stesso fatto contro la stessa persona (Sez. 5, Sentenza n. 34324 del 07/10/2020, Rv. 280033 - 01). 3. Ciò posto si osserva che il Tribunale di Spoleto, con ordinanza del 28 giugno 2023 (non impugnata), aveva già provveduto alla revoca della sospensione condizionale della pena concessa a [OSCURATO:PERSONA] (già [OSCURATO:PERSONA]) con sentenza pronunciata dal medesimo Tribunale il giorno 18 maggio 2016 (divenuta irrevocabile il 15 giugno 2017), di talché il giudice dell'esecuzione — nel rigettare la relativa istanza con l'ordinanza impugnata è incorso nella violazione del sopra indicato principio poiché, al contrario, avrebbe dovuto dichiarare inammissibile la suddetta richiesta. 4. Ne consegue che l'ordinanza impugnata deve essere annullata senza rinvio relativamente alla pronuncia di rigetto della richiesta di revoca della sospensione condizionale della pena concessa a [OSCURATO:PERSONA] (già [OSCURATO:PERSONA]) con la sentenza pronunciata dal Tribunale di Spoleto il giorno 18 maggio 2016 (divenuta irrevocabile il 15 giugno 2017). P.Q.M. Annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata. Così deci
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