CassazionedecretoSezione LDecisione del 23 marzo 2023
Cassazione n. 17286/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
243-2018proposto da: [OSCURATO:PERSONA] (INPS) , in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentat o e difeso, in forza di procura conferita in calce a l ricorso per cassazione , dagli avvocati [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], con domicilio eletto in ROMA, [OSCURATO:PERSONA], 29, presso l’Avvocatura centrale dell’Istituto – ricorrent e – contro [OSCURATO:PERSONA], rappresentatoe difeso , per procura conferita in calce al controricorso, dall’avvocato [OSCURATO:PERSONA], con domicilio eletto in ROMA, VIAAGRI, 1, presso lo studio del difensore – controricorrente – per la cassazione della sentenza n. 1126 del 201 8 della C ORTE D’[OSCURATO:PERSONA] , depositata il 15 ottobre 201 8 (R.G.N. 1280/2017). R.G.N.34243/2018 Cron. Rep. C.C. 23/03/2023 giurisdizione Pensione di vecchiaia anticipata e differimento dell’erogazione della pensione -2 - Udita la relazione della causa,sv olta nell a camera di consiglio del 2 3 marzo2023 dal Consigliere A ngelo Cerulo. [OSCURATO:PERSONA] 1.– Il Tribunale di Lecce, con sentenza del 12 aprile 2017, ha accertato che il signor [OSCURATO:PERSONA] ha diritto di percepire con la decorrenza indicata in sede amministrativa (1° aprile 2012) la pensione di vecchiaia prevista dall’art. 1, comma 8, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e ha rigettato la domanda del ricorrente, volta a identificare il dies a quo del trattamento previdenziale nel mese successivo al compimento del sessantesimo anno. 2.–Con sentenza n. 1126 del 2018, depositata il 15 ottobre 20 18, la Corte d’appello di Lecceha accolto il gravame del signor Sergio e, in riforma della pronuncia di primo grado, ha dichiarato che l’appellante ha diritto alla pensione di vecchiaia a far data dal 1° febbraio 2011e ha condannato l’INPS a corrispondere la «relativa prestazione, oltre rivalutazione monetaria o interessi legali dal giorno della maturazione del diritto». A fondamento della decisione, la Corte territoriale ha osservato che il differimento della decorrenza della pensione di vecchiaia (art. 12, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122) si applica soltanto a chi acquista il diritto a tale trattamento a sessantacinque anni (gli uomini) e a sessant’anni (le donne). Gl’invalidi «che presentino una gravissima perdita della capacità lavorativa» non sono assoggettati al «graduale aumento delle età minime per l’accesso alla pensione di vecchiaia». 3.–L’INPS ricorre per cassazione, sulla base di un motivo . 4.–Il signor [OSCURATO:PERSONA] resiste con controricorso. 5.–Il ricorso è stato fissato in camera di consiglio dinanzi a questa sezione, in conformità all’art. 380-bis.1., primo comma, cod. proc. civ., nella formulazione applicabile ratione temporis. -3 - 6.–Il Pubblico Ministero non ha depositato in cancelleria conclusioni scritte,in vista dell’adunanza in camera di consiglio. 7.–Il collegio si è riservato il deposito dell’ordinanza nei sessanta giorni successivi alla camera di consiglio (art. 380-bis.1, secondo comma, cod. proc. civ.). [OSCURATO:PERSONA] 1.–Con l’unico motivo (art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.), il ricorrente deduce violazione dell’art. 12 del d.l. n. 78 del 2010 e lamenta che la sentenza impugnata abbia escluso l’applicabilità dello «slittamento della decorrenza delle pensioni di vecchiaia»,disposto «in via generale», come conferma «la tassativa indicazione di ipotesi derogatorie», e finalizzato «a consentire un risparmio di spesa». 1.1.–Il motivo è fondato. 1.2.– Questa Corte è costante nell ’ affermare che il differimento dell’erogazione del trattamento di vecchiaia, disposto dall’art. 12 del d.l. n. 78 del 2010, presenta una valenza generale, corroborata da elementi di ordine letterale e teleologico (Cass., sez. lav., 19 ottobre 2022, n. 30791). 1.3.–Dal punto di vista testuale, lo “slittamento”di dodici mesi per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia opera non solo per i soggetti che, a far tempo dal gennaio 2011, maturino tale diritto a sessantacinque anni (uomini) e a sessant ’ anni (donne), ma anche nei confronti di tutti gli altri assicurati che lo maturino alle età previste dalle norme di riferimento. La norma, difatti, non contempla alcuna esclusione a favore dei titolari di pensione di vecchiaia anticipata (Cass., sez. VI-L, 3 febbraio 2020, n. 2382). Come emerge dalla formulazione onnicomprensiva , che s’accompagna alla previsione di deroghe tassative, la disposizione richiamata si estende anche atale platea di pensionati (Cass., sez. lav., 13 novembre 2018, n. 29191). -4 - Questa Corte ha rilevato, inoltre, che«A favore di tali conclusioni militano le caratteristiche della pensione di vecchiaia anticipata, che non si configura come “una pensione diretta di invalidità”, ma rientra a pieno titolo tra i trattamenti di vecchiaia contemplati dalla normativa sulle “finestre”. La prestazione di cui all’art. 1, comma 8, del d.lgs. n. 503 del 1992si atteggia come “una anticipazione dei normali tempi di perfezionamento del diritto alla pensione attuata attraverso un’integrazione ex lege del rapporto assicurativo e contributivo, che consente, in presenza di una situazione di invalidità, una deroga ai limiti di età per il normale pensionamento”(Cass., sez. VI-L, 8 giugno 2015, n. 11750; negli stessi termini, Cass., sez. lav., 27 novembre 2019, n. 31001)»(ordinanza n. 30791 del 2022, cit., punto 4). 1.4.– Dal punto di vista teleologico , si deve evidenziare che le previsioni in esame si prefiggono di contenere la spesa previdenziale, in una prospettiva di razionalizzazione e di riequilibrio (sentenza n. 29191 del 2018, cit., punto 9), che ne impone l’applicazione nei termini più ampi (ordinanza n. 30791 del 2022, cit., punto 4), come anche la parte ricorrente non manca di rimarcare (pagina 6del ricorso). 1.5.–Né giova richiamare, in senso contrario, la speciale disciplina di favore che il legislatore appresta per chi presenti minorazioni di particolare gravità. Su tale disciplina sidiffonde il controricorso. Come argomenta la parte ricorrente (pagin a 7 del ricorso ), permane immutato il diritto degl’invalidi in misura non inferiore all’80% di accedere alla pensione di vecchiaia in anticipo rispetto alla generalità degli assicurati. Al regime così delineato fa riscontro la generale operatività del meccanismo di “slittamento”congegnato dall’art. 12 del d.l. n. 78 del 2010 (Cass., sez. lav., 28 gennaio 2021, n. 1931). Si attua così un bilanciamento non irragionevole tra i contrapposti interessi, che non lede né l’adeguatezza della tutela previdenziale né -5 - le esigenze di speciale protezione che lalegge persegue (ordinanza n. 30791 del 2022, cit.). 1.6.–Da tale orientamento, ribadito anche di recente da questa Corte (fra le molte, Cass., sez. lav., 21 febbraio 2023, n. 5325 e n. 5324), non vi sono ragioni di discostarsi. 2.– Il ricorso, in conclusione, dev’essere accolto e la sentenza d’appello va cassata. La causa dev’essere rinviata alla Corte d’appello di Lecce che, in diversa composizione, rinnoverà l’esame della fattispecie controversa in conformità ai principi di diritto ribaditi nella presente ordinanza e individuerà così puntualmente la corretta decorrenza della pensione, alla streguadella normativa richiamata nel ricorso. Al giudice di rinvio è demandato anche il compito di provvedere sulle spese del presente giudizio. P.Q.M. accoglie il ricorso; cassa l’impugnata sentenza erinvia la causa, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio, alla Corte d’appello di Lecce, in diversa comp