CassazionedecretoSezione 1Decisione del 17 febbraio 2023
Cassazione n. 03338/2025
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ha pronunciato la seguente ORDINANZAINTERLOCUTORIA sul ricorso iscritto al n.6957/2023 R.G. proposto da : [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA], rappresentati e difesi d a ll’ A vvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) giusta procura speciale in calce al ricorso -ricorrenti – contro [OSCURATO:PERSONA] soc. coop. in liquidazione coatta amministrativa, in persona del Commissario liquidatore p.t., rappresentato e difeso d a ll’ A vvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]),giusta procura speciale a margine del controricorso -controricorrente e ricorrente incidentale - avverso il decreto del Tribunale di F orlì n. 1353 /202 3 depositat o i l 17/2/2023; udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 25/9/2024dal [OSCURATO:PERSONA]. Rilevato che: 1. Il giudice del lavoro presso il Tribunale di Forlì dichiarava l’irritualità dell’omesso invio, da parte del [OSCURATO:PERSONA] soc. coop. in liquidazione coatta amministrativa, della comunicazione prevista dall’art. 4, comma 9, l. 223/91 ai dipendenti che erano stati licenziati in data 28 aprile 2017 e riconosceva il diritto dei lavoratori ad ottenere l’indennizzo previsto exart. 18, comma 7, l. 300/1970, dando però atto dell’impossibilità di determinare tale indennità a fronte della sottoposizione d ella compagine datrice di lavoro alla procedura di liquidazione coatta amministrativa. 2. A seguito di questa statuizione (adottata in data 18 marzo 2020) il commissario liquidatore del [OSCURATO:PERSONA] soc. coop. in l.c.a. rigettava, ritenendole inammissibili perché ultra-tardive, le domande di ammissione allo stato passivo di dette indennità presentate il 10 luglio 2020 da [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA]. 3. L’opposizione proposta dai predetti lavoratori contro la decisione è stataparzialmente accolta dal Tribunale di Forlì, che : i) ha ritenuto che ricorressero i presupposti di ammissibilità previsti dall’art. 101, ultimo comma, l. fall., perché gli opponenti, all’esito del giudizio instaurato davanti al giudice del lavoro, avevano richiesto entro un termine ragionevole (dopo poco più di tre mesi) l’ammissione al passivo delle somme a cui avevano diritto; ii) ha riconosciuto a ciascun opponente un credito a titolo risarcitorio pari a dodici mensilità, disponendo l’ammissione delle relative somme in privilegio ex art. 2751 - bis n. 1 cod. civ. ; iii) ha negato , invece, il riconoscimento della prededuzione assumendo che i crediti non erano sorti in funzione della procedura néerano strumentali al celere e corretto svolgimento della stessa. 3. [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] hanno proposto ricorso per la cassazione di questo decreto, pubblicato in data 17 febbraio 2023, prospettando un unico motivo di doglianza, al quale ha resistito con controricorso il [OSCURATO:PERSONA] soc. coop. in l.c.a., che, a sua volta, ha presentato ricorso incidentale, affidato a due motivi. Entrambe le parti hanno depositato memoria ai sensi dell’art. 380- bis.1 cod. proc. civ.. Considerato che: 4.1 L’unico motivo del ricorso principale denuncia la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 111 comma 2, l. fall., per aver il tribunale negato la collocazione in prededuzione dei crediti senza tener conto del fatto che gli stessi erano sorti in occasione della procedura, a causa della condotta tenuta dal commissario liquidatore. 4.2 Il primo motivo del ricorso incidentale lamenta, ex art. 360, comma 1, n. 3, cod. proc. civ., la violazione e falsa applicazione degli artt. 209 e 101 l. fall.: il tribunale, pur avendo constatato che lo stato passivo era stato depositato dal commissario liquidatore in data 8 marzo 2017 e che la domanda dei lavoratori era stata presentata il 10 luglio 2020, ben oltre il termine di dodici mesi previsto dall’art.101 l. fall., ha ritenuto che il ritardo fosse dipeso da cause non imputabili agli istanti, senza considerare che i lavoratori si erano erroneamente rivolti al giudice del lavoro anche per la determinazione dell’indennità loro spettante ed avevano trascurato di domandare l’ammissione al passivo con riserva dei loro crediti nelle more di tale giudizio. 4.3 Il secondo motivo del ricorso incidentale assume la violazione e falsa applicazione dell’art. 92 cod. proc. civ., per aver il tribunale posto le spese del giudizio a carico della procedura, anziché compensarle in ragione del rigetto della domanda di collocazione dei crediti in prededuzione. 5. Va rilevato che, con la recente ordinanza interlocutoria n. 2931/2025, questa sezione ha, fra l’altro, richiesto alle Sezioni Unite della Corte di chiarire se il creditoreconcorsuale (o verso la massa), che siatenuto a rivol gersi a un giudice diverso da quello fallimentare perché statuisca sull’andel proprio credito, abbia o meno l’obbligo di proporre nel contempo domanda di ammissione al passivo con riserva del credito stesso, onde sottrarsi alla contestazione dell’ammissibilità della domanda a termini dell’art. 101 l. fall. L’esame del ricorsova pertanto rinviato a nuovo ruolo , in attesa della decisione delle S.U. su tale questione, posta dal primo motivo del ricorso incidentale P.Q.M.