CassazionesentenzaSezione 1
Cassazione n. 10583/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del TRIB. SORVEGLIANZA di MILANOudita la -relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del [OSCURATO:PERSONA] che ha chiesto dichiararsi l'inammissibilità del ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1. Con l'ordinanza indicata in epigrafe, il Magistrato di sorveglianza ha rigettato nel merito il reclamo proposto ai sensi dell'art. 35-bis ord. pen. dal detenuto [OSCURATO:PERSONA], che censurava il mancato inserimento da parte della Direzione del carcere di alcuni alimenti tra quelli che possono essere ricevuti tramite pacco postale. 2. Avverso tale provvedimento, Palazzolo ha proposto reclamo personalmente al Tribunale di sorveglianza di Milano, che, rilevando la non inerenza del tema alla lesione di diritti suscettibili di tutela giurisdizionale, ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di cassazione a norma dell'art. 568, comma 5, cod. proc. 3. Il Procuratore generale, intervenuto con requisitoria scritta, ha chiesto che sia dichiarata l'inammissibilità del ricorso, rilevando che il provvedimento che definisce il reclamo generico non è soggetto ad impugnazione. [OSCURATO:PERSONA] 1. L'impugnazione va qualificata come reclamo e trasmessa per competenza al Tribunale di Sorveglianza di Milano. 2. In premessa va rammentato che mentre il reclamo generico ex art. 35, comma 1, n. 5, Ord. pen. è rivolto alla tutela di un mero interesse del detenuto alla corretta esecuzione della pena, il reclamo giurisdizionale di cui agli artt. 35- bis e 69, comma 6, lett. b), Ord. pen. ha, invece, ad oggetto la verifica di un pregiudizio concreto ed attuale sofferto dal medesimo in conseguenza di un comportamento dell'Amministrazione penitenziaria lesivo di una sua posizione di diritto soggettivo, che, pur in difetto di un espresso riconoscimento di legge, ben può consistere nella proiezione di un diritto intangibile della persona (Sez. 1, n. 54117 del 14/6/2017, Costa, Rv. 271905). A fronte dell'istanza-reclamo del detenuto, il magistrato di sorveglianza è, preliminarmente, chiamato a procedere alla qualificazione dello strumento giuridico azionato, verificando se sia configurabile, in relazione alla pretesa dedotta, una situazione di diritto soggettivo e se vi sia una correlazione tra la tale posizione soggettiva e la condotta tenuta dall'Amministrazione penitenziaria. In caso di riscontro negativo, il reclamo deve essere qualificato come generico ex art. 35, comma 1, n. 5, Ord. pen. e la decisione del magistrato di sorveglianza non è impugnabile né dinanzi al tribunale di sorveglianza né in sede di legittimità. Quando è configurabile un diritto soggettivo, che, secondo la prospettazione difensiva, viene inciso da un atto o un comportamento dell'Amministrazione penitenziaria, il rimedio esperibile è quello dell'art. 35-bis Ord. pen.. e il provvedimento emesso risulta, di conseguenza, impugnabile con lo strumento del reclamo dinnanzi al Tribunale di sorveglianza (da ultimo e sulla distinzione tra diritto soggettivo ed interessi legittimi esemplificativamente, Sez. 1, n. 36865 del 08/06/2021, Ministero della Giustizia, Rv. 281907-01; Sez. 1, n. 23533 del 07/07/2020, Mandala, Rv. 3 279456-01; Sez. 7, n. 7805 del 16/07/2013, Attanasio, Rv. 260117- 01; Sez. 1, n. 767 del 15/11/2013, dep. 2014, Attanasio, Rv. 258398-01). Quanto alla portata del controllo preliminare affidato al Magistrato di sorveglianza ai fini della qualificazione del reclamo, il giudice è tenuto ad attivare il procedimento giurisdizionale in tutti i casi in cui la doglianza potrebbe - sia pure in astratto — riferirsi ad un diritto soggettivo dell'esponente, mentre l'istanza va ritenuta come sollecitazione all'esercizio dei generici poteri di controllo e verifica spettanti al Magistrato di Sorveglianza sull'agire dell'amministrazione nelle ipotesi in cui sia immediata e manifesta l'assenza di una qualsiasi correlazione tra la condotta dell'amministrazione e una posizione giuridica di diritto soggettivo della persona detenuta (Sez. 1, n. 54117 del 14/06/2017, Costa, Rv. 271905 -01). 3. Nel caso di specie, il Magistrato di sorveglianza, dopo aver compiuto la delineata valutazione preliminare, si è pronunciato sul merito del reclamo all'esito del contraddittorio tra le parti, e ha dunque attivato il procedimento giurisdizionale di cui all'art. 35-bis, Ord. pen. Una volta incardinatosi il modulo procedimentale di cui all'art. 35-bis, Ord. pen., che prevede il doppio grado di merito (Sez. 1, n. 30237 del 29/07/2022, non mass.), il ricorrente - senza, peraltro, avvalersi del patrocinio di un difensore iscritto all'Albo speciale della Corte di cassazione, che, invece, sarebbe stato necessario per il giudizio di legittimità - ha correttamente proposto reclamo al Tribunale di sorveglianza, avvalendosi, del rimedio previsto da quarto comma dell'art. 35-bis cit.. a mente del quale: "avverso la decisione del magistrato di sorveglianza è ammesso reclamo al tribunale di sorveglianza" - salvo che, ai sensi del comma 1, il magistrato di sorveglianza abbia dichiarato, con decreto de plano, ricorribile per Cassazione, la manifesta inammissibilità della richiesta ai sensi dell'art. 666, comma 2, cod. proc. pen . 4. Per il principio di conservazione di cui all'art. 568, comma 5 cod. proc. pen., l'impugnazione proposta dalla Direzione ministeriale correttamente qualificata come reclamo deve essere trasmessa al Tribunale di Sorveglianza di Milano. P.Q.M. Riqualificato il ricorso quale reclamo, dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza d