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Corte costituzionalesentenza

Corte costituzionale n. 182/1981

ECLI:IT:COST:1981:182
Testo integrale del provvedimento

Testo integrale del provvedimento

:

1. - Con decreto del 12 gennaio 1979, n. 7, pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale n, 7 del 16 gennaio 1979, l'Assessore alla pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione autonoma della Sardegna approvava il Piano territoriale paesistico della zona degli stagni di Molentargius e [OSCURATO:PERSONA], in provincia di Cagliari.

Avverso tale decreto sollevava conflitto di attribuzione il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, con ricorso notificato il 30 agosto 1979, denunciando l'inosservanza delle norme che regolano le rispettive competenze della Regione Sardegna e dello Stato, e in particolare i rapporti tra Regione e Amministrazioni dello Stato relativamente all'attuato trasferimento dei poteri dallo Stato alla Regione stessa, e chiedendo alla Corte l'annullamento del provvedimento.

2. - Si costituiva in giudizio il Presidente della Giunta della Regione autonoma della Sardegna, rappresentato e difeso dall'avv. [OSCURATO:PERSONA], con atto del 18 settembre 1979, resistendo al ricorso ed eccependo in primo luogo l'irricevibilità dello stesso, colpito da decadenza per essere stato proposto tardivamente, oltre i sessanta giorni dalla notificazione o pubblicazione dell'atto impugnato (art. 39, secondo comma, legge n. 87/1953).

Nel merito sosteneva che la tesi dello Stato contrasta con il principio di autonomia della Regione, in quanto condiziona un provvedimento di competenza regionale ad "accordi" od "intese" con le amministrazioni centrali dello Stato, riconoscendo in tal modo ad una autorità diversa da quella regionale un potere determinativo del contenuto dell'atto che svaluta la norma fondamentale attributiva delle funzioni (art. 6, secondo comma, d.P.R. n. 480 del 22 maggio 1975), il cui testo non consente alcuna limitazione. : Il conflitto di attribuzione sollevato dallo Stato nei confronti della Regione autonoma della Sardegna si fonda sull'inosservanza delle norme che regolano le competenze rispettive della Regione e dello Stato, in quanto - secondo il Presidente del Consiglio - l'adozione del provvedimento di approvazione del piano paesistico degli stagni di Molentargius e [OSCURATO:PERSONA] da parte del competente assessore regionale doveva essere preceduta, a norma dell'art. 18 della legge n. 1497 del 1939, da "accordi" od "intese" con le amministrazioni statali interessate, e cioè con i Ministeri delle Finanze, della [OSCURATO:PERSONA], della Difesa e dell'Agricoltura.

Nelle more del giudizio, tuttavia, lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri, con atto notificato il 3 marzo 1981, ha dichiarato di rinunciare al ricorso stesso, allo scopo di consentire - alla luce di un approfondito esame degli interessi pubblici sostanziali - la realizzazione delle opere pubbliche previste dal piano paesistico che avevano carattere d'urgenza (in particolare la costruzione di un depuratore fognario in località "[OSCURATO:PERSONA]") e che la pendenza del presente giudizio aveva sospeso.

La rinuncia è stata accettata ritualmente dal Presidente della Giunta regionale della Sardegna con atto depositato nella Cancelleria di questa Corte il 12 maggio 1981.

Pertanto, ai sensi dell'art. 27, quarto comma, delle norme integrative per i giudizi davanti a questa Corte, il giudizio promosso dallo Stato contro la Regione Sardegna deve dichiararsi estinto.

P.Q.M.

per questi motivi

[OSCURATO:PERSONA]

dichiara estinto per rinuncia il giudizio relativo al ricorso per conflitto di attribuzione sollevato dal Presidente del Consiglio dei ministri in ordine al decreto del 12 gennaio 1979 n. 7 dell'Assessore alla pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione autonoma della Sardegna, con il quale si approvava il Piano territoriale paesistico della zona degli Stagni di Molentargius e di [OSCURATO:PERSONA].

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 novembre 1981.

F.to: [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] -

[OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] -

[OSCURATO:PERSONA].

[OSCURATO:PERSONA] - Cancelliere

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
: 1. - Con decreto del 12 gennaio 1979, n. 7, pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale n, 7 del 16 gennaio 1979, l'Assessore alla pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione autonoma della Sardegna approvava il Piano territoriale paesistico della zona degli stagni di Molentargius e [OSCURATO:PERSONA], in provincia di Cagliari. Avverso tale decreto sollevava conflitto di attribuzione il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, con ricorso notificato il 30 agosto 1979, denunciando l'inosservanza delle norme che regolano le rispettive competenze della Regione Sardegna e dello Stato, e in particolare i rapporti tra Regione e Amministrazioni dello Stato relativamente all'attuato trasferimento dei poteri dallo Stato alla Regione stessa, e chiedendo alla Corte l'annullamento del provvedimento. 2. - Si costituiva in giudizio il Presidente della Giunta della Regione autonoma della Sardegna, rappresentato e difeso dall'avv. [OSCURATO:PERSONA], con atto del 18 settembre 1979, resistendo al ricorso ed eccependo in primo luogo l'irricevibilità dello stesso, colpito da decadenza per essere stato proposto tardivamente, oltre i sessanta giorni dalla notificazione o pubblicazione dell'atto impugnato (art. 39, secondo comma, legge n. 87/1953). Nel merito sosteneva che la tesi dello Stato contrasta con il principio di autonomia della Regione, in quanto condiziona un provvedimento di competenza regionale ad "accordi" od "intese" con le amministrazioni centrali dello Stato, riconoscendo in tal modo ad una autorità diversa da quella regionale un potere determinativo del contenuto dell'atto che svaluta la norma fondamentale attributiva delle funzioni (art. 6, secondo comma, d.P.R. n. 480 del 22 maggio 1975), il cui testo non consente alcuna limitazione. : Il conflitto di attribuzione sollevato dallo Stato nei confronti della Regione autonoma della Sardegna si fonda sull'inosservanza delle norme che regolano le competenze rispettive della Regione e dello Stato, in quanto - secondo il Presidente del Consiglio - l'adozione del provvedimento di approvazione del piano paesistico degli stagni di Molentargius e [OSCURATO:PERSONA] da parte del competente assessore regionale doveva essere preceduta, a norma dell'art. 18 della legge n. 1497 del 1939, da "accordi" od "intese" con le amministrazioni statali interessate, e cioè con i Ministeri delle Finanze, della [OSCURATO:PERSONA], della Difesa e dell'Agricoltura. Nelle more del giudizio, tuttavia, lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri, con atto notificato il 3 marzo 1981, ha dichiarato di rinunciare al ricorso stesso, allo scopo di consentire - alla luce di un approfondito esame degli interessi pubblici sostanziali - la realizzazione delle opere pubbliche previste dal piano paesistico che avevano carattere d'urgenza (in particolare la costruzione di un depuratore fognario in località "[OSCURATO:PERSONA]") e che la pendenza del presente giudizio aveva sospeso. La rinuncia è stata accettata ritualmente dal Presidente della Giunta regionale della Sardegna con atto depositato nella Cancelleria di questa Corte il 12 maggio 1981. Pertanto, ai sensi dell'art. 27, quarto comma, delle norme integrative per i giudizi davanti a questa Corte, il giudizio promosso dallo Stato contro la Regione Sardegna deve dichiararsi estinto. P.Q.M. per questi motivi [OSCURATO:PERSONA] dichiara estinto per rinuncia il giudizio relativo al ricorso per conflitto di attribuzione sollevato dal Presidente del Consiglio dei ministri in ordine al decreto del 12 gennaio 1979 n. 7 dell'Assessore alla pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione autonoma della Sardegna, con il quale si approvava il Piano territoriale paesistico della zona degli Stagni di Molentargius e di [OSCURATO:PERSONA]. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 novembre 1981. F.to: [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] - Cancelliere
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