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CassazionesentenzaSezione 5

Cassazione n. 34188/2021

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la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 21329/2015 R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA] (C.F. [OSCURATO:CODICE_FISCALE]), rappresentato e difeso dall'Avv. [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliato presso lo studio dell'Avv. [OSCURATO:PERSONA] in Roma, [OSCURATO:PERSONA], 34 - ricorrente - contro AGENZIA DELLE ENTRATE ([OSCURATO:CODICE_FISCALE_SOCIETA]), in persona del Direttore pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12 - controricorrente - contro MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE (C.F.), in persona del Ministro pro tempore - intimato - N. 21329 I di 5 Est.

F. D' avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania, n. 6131/29/15, depositata il 19 giugno 2015.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 28 settembre 2021 dal [OSCURATO:PERSONA]Aquino. [OSCURATO:PERSONA] Il contribuente [OSCURATO:PERSONA] ha impugnato un avviso di accertamento relativo al periodo di imposta 2008, con il quale si determinava maggior reddito da assoggettare a tassazione separata derivante dalla plusvalenza realizzata dalla cessione di una quota di nuda proprietà di un terreno edificabile in Comune di Ortona.

Il contribuente ha dedotto che il terreno sarebbe stato privato dell'edificabilità a causa di diversi vincoli su di esso gravanti.

La CTP di Benevento ha rigettato il ricorso.

La CTR della Campania, con sentenza in data 19 giugno 2015, ha rigettato l'appello del contribuente.

La CTR ha rilevato come la documentazione versata in atti fosse contraddittoria, essendovi un certificato di destinazione urbanistica con indice di fabbricabilità fondiaria pari a mc/mq 3 e altezza massima 12 m, una relazione tecnica e un certificato rilasciato dall'Agenzia del Territorio.

Il giudice di appello ha, poi, accertato che il Comune di Ortona ha adottato un provvedimento amministrativo «di cui in questa sede è intangibile la valutazione di edificabilità, sia pure con i numerosi vincoli».

Propone ricorso per cassazione il contribuente affidato a un unico motivo, ulteriormente illustrato da memoria; l'Ufficio si è costituito ai soli fini della partecipazione all'udienza di discussione. [OSCURATO:PERSONA]

1. Con l'unico motivo si deduce, in relazione all'art. 360, primo comma, n. 3 cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione dell'art. 67, primo comma, lett. b) d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), nonché - in relazione all'art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., omessa insufficiente e contraddittoria motivazione, oltre che omesso esame1 ii un punto di fatto decisivo ai fini della decisione, nella parte N. 2132J15R.G. 2 di 5 Est.

F. fftiino in cui la sentenza impugnata ha ritenuto che il terreno oggetto di cessione fosse suscettibile di vocazione edificatoria.

Deduce il ricorrente che il terreno in oggetto non fosse edificabile, stante l'esistenza di vincoli idrogeologici, ambientali ed urbanistici e ciò indipendentemente dagli indici di fabbricabilità.

Evidenzia il ricorrente che tale circostanza scaturisce dall'esame dal certificato di destinazione urbanistica - che il ricorrente trascrive per specificità - nonché dalle distanze da osservare tra costruzioni, come risultanti dalla relazione tecnica in atti.

Conclude parte ricorrente deducendo che ai fini della qualificazione del terreno come edificabile non possa prescindersi dall'accertamento dell'effettiva e concreta edificabilità.

2. Il ricorso proposto nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze è inammissibile, sia in quanto intimato non parte del giudizio di appello (Cass., Sez.

V; 18 febbraio 2021, n. 4329; Cass., Sez.

II, 16 gennaio 2012, n. 520), sia in quanto la legittimazione in tema di contenzioso tributario spetta esclusivamente all'Agenzia delle Entrate per i procedimenti introdotti successivamente al 10 gennaio 2001 (Cass., Sez.

V, 6 dicembre 2017, n. 29183).

3. Il ricorso proposto nei confronti dell'Agenzia delle Entrate è infondato quanto alla dedotta violazione di legge.

Il giudice di appello ha accertato, con statuizione in fatto non censurata e passata in cosa giudicata, che il terreno in oggetto che il terreno fosse suscettibile di vocazione edificatoria («questo Collegio non può ignorare un provvedimento amministrativo adottato dal Comune, di cui in questa sede è intangibile la valutazione di edificabilità, sia pure con i numerosi vincoli che Io caratterizzano»).

4. Secondo la giurisprudenza di questa Corte, a partire da Cass., Sez.

U., 30 novembre 2006, n. 25506 (in materia di imposta di registro), ai fini dell'art. 67, primo comma, lett. b) TUIR l'edificabilità dell'immobile che determina la tassazione delle plusvalenze derivanti da cessione di terreni consegue direttamente all'adozione di uno strumento urbanistico generale o di una sua variante, pur in assenza di approvazione regionale, mentre non rileva l'avvenuta stipulazione N. 213 15 R.G. 3 di 5 Est.

F. 1Lino di una convenzione urbanistica o il rilascio di un titolo edificatorio (Cass., Sez.

V, 30 dicembre 2020, n. 29861).

L'irrilevanza, nella specie, di uno strumento urbanistico attuativo si ricava dall'art. 11- quaterdecies, comma 16, d.l. 30 settembre 2005, n. 203, conv. dalla

I. 2 dicembre 2005, n. 248 (in tema di ICI) e, soprattutto, dall'art. 36, comma 2, d.l. 4 luglio 2006, n. 223, conv. dalla

I. 4 agosto 2006, n. 248 (in materia di IVA,, imposta di registro, imposte sui redditi e ICI) che hanno fornito l'interpretazione autentica dell'art. 2, comma 1, lett. b), d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 (Cass., Sez.

VI, 20 febbraio 2014, n. 4116).

Per l'effetto, sono sempre tassabili a termini della suddetta disposizione le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria a prescindere - oltre che delle modalità di acquisizione dei terreni, del tempo intercorso tra acquisto e rivendita - dall'eventuale svolgimento di alcun tipo di attività sui terreni da parte del cedente (Cass., Sez.

V, 27 luglio 2018, n. 19964; Cass., Sez.

VI, 10 agosto 2016, n. 16936) o, comunque, non rilevando cosa ed a qual fine si costruisca (Cass., Sez.

V, 23 novembre 2016, n. 23845; Cass., Sez.

VI, 20 novembre 2014, n. 24691), salvo che venga accertata la destinazione agricola del terreno e l'esistenza di inedificabilità assoluta (Cass., Sez.

V, 6 dicembre 2017, n. 29183).

5. Deve, pertanto, ritenersi che, stante l'intervento normativo di cui all'art. 36, comma 2, d.l. n. 223/2006, anche in tema di imposte sui redditi, è stato introdotto in materia tributaria un concetto di edificabilità diverso da quello proprio del diritto amministrativo, in relazione al quale ciò che rileva non è l'edificabilità in concreto, ma la mera astratta edificabilità fondata sullo strumento urbanistico generale (Cass., Sez.

V, 20 giugno 2021, n. 16470; Cass., Sez.

V, 28 aprile 2021, n. 11163), in considerazione del fatto che tali beni «per la loro semplice vocazione fanno presumere un incremento di valore rispetto ad una destinazione agricola», ancorché vocazione innescata dall'inizio del procedimento di trasformazione urbanistica ([OSCURATO:PERSONA].

V, 10 febbraio 2021, n. 3243, ove si ricostruisce N.21 hyr.1,5 R.G. 4 di 5 Est.

F. uino l'evoluzione giurisprudenziale).

Ciò che rileva è, pertanto, la mera possibilità di utilizzazione edificatoria (come osservato dallo stesso ricorrente in memoria), accertata in fatto del giudice di appello, il cui accertamento non può essere ripercorso in questa sede, come il ricorrente suggerisce anche in memoria'.

La sentenza impugnata non si è sottratta alla corretta applicazione dei suddetti principi.

6. Il ricorso è, invece, inammissibile quanto alla violazione di cui all'art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., sia per il dedotto vizio di motivazione, non essendo più deducibile tale censura se non sotto il profilo della mancanza assoluta di motivazione, sia per omesso esame di fatto decisivo, non essendo stato indicato il fatto storico, prima che la collocazione processuale e la decisività dello stesso, il cui esame sarebbe stato omesso dal giudice di appello.

7. Il ricorso nei confronti dell'Agenzia delle Entrate va, pertanto, rigettato; nulla per le spese dell'amministrazione costituita in assenza di difese scritte e nulla nei confronti dell'intimato; sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

P. Q. MI.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze; rigetta il ricorso nei confronti dell'Agenzia delle Entrate; dà atto che sussistono i presupposti processuali, a carico di par-te ricorrente, ai sensi dell'art. 13 comma 1-quaterd.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, inserito dall'art. 1, comma 17 della

I. 24 dicembre 2012, n. 228, per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso articolo 13, se dovuto.

Co

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 21329/2015 R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA] (C.F. [OSCURATO:CODICE_FISCALE]), rappresentato e difeso dall'Avv. [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliato presso lo studio dell'Avv. [OSCURATO:PERSONA] in Roma, [OSCURATO:PERSONA], 34 - ricorrente - contro AGENZIA DELLE ENTRATE ([OSCURATO:CODICE_FISCALE_SOCIETA]), in persona del Direttore pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12 - controricorrente - contro MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE (C.F.), in persona del Ministro pro tempore - intimato - N. 21329 I di 5 Est. F. D' avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania, n. 6131/29/15, depositata il 19 giugno 2015. Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 28 settembre 2021 dal [OSCURATO:PERSONA]Aquino. [OSCURATO:PERSONA] Il contribuente [OSCURATO:PERSONA] ha impugnato un avviso di accertamento relativo al periodo di imposta 2008, con il quale si determinava maggior reddito da assoggettare a tassazione separata derivante dalla plusvalenza realizzata dalla cessione di una quota di nuda proprietà di un terreno edificabile in Comune di Ortona. Il contribuente ha dedotto che il terreno sarebbe stato privato dell'edificabilità a causa di diversi vincoli su di esso gravanti. La CTP di Benevento ha rigettato il ricorso. La CTR della Campania, con sentenza in data 19 giugno 2015, ha rigettato l'appello del contribuente. La CTR ha rilevato come la documentazione versata in atti fosse contraddittoria, essendovi un certificato di destinazione urbanistica con indice di fabbricabilità fondiaria pari a mc/mq 3 e altezza massima 12 m, una relazione tecnica e un certificato rilasciato dall'Agenzia del Territorio. Il giudice di appello ha, poi, accertato che il Comune di Ortona ha adottato un provvedimento amministrativo «di cui in questa sede è intangibile la valutazione di edificabilità, sia pure con i numerosi vincoli». Propone ricorso per cassazione il contribuente affidato a un unico motivo, ulteriormente illustrato da memoria; l'Ufficio si è costituito ai soli fini della partecipazione all'udienza di discussione. [OSCURATO:PERSONA] 1. Con l'unico motivo si deduce, in relazione all'art. 360, primo comma, n. 3 cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione dell'art. 67, primo comma, lett. b) d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), nonché - in relazione all'art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., omessa insufficiente e contraddittoria motivazione, oltre che omesso esame1 ii un punto di fatto decisivo ai fini della decisione, nella parte N. 2132J15R.G. 2 di 5 Est. F. fftiino in cui la sentenza impugnata ha ritenuto che il terreno oggetto di cessione fosse suscettibile di vocazione edificatoria. Deduce il ricorrente che il terreno in oggetto non fosse edificabile, stante l'esistenza di vincoli idrogeologici, ambientali ed urbanistici e ciò indipendentemente dagli indici di fabbricabilità. Evidenzia il ricorrente che tale circostanza scaturisce dall'esame dal certificato di destinazione urbanistica - che il ricorrente trascrive per specificità - nonché dalle distanze da osservare tra costruzioni, come risultanti dalla relazione tecnica in atti. Conclude parte ricorrente deducendo che ai fini della qualificazione del terreno come edificabile non possa prescindersi dall'accertamento dell'effettiva e concreta edificabilità. 2. Il ricorso proposto nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze è inammissibile, sia in quanto intimato non parte del giudizio di appello (Cass., Sez. V; 18 febbraio 2021, n. 4329; Cass., Sez. II, 16 gennaio 2012, n. 520), sia in quanto la legittimazione in tema di contenzioso tributario spetta esclusivamente all'Agenzia delle Entrate per i procedimenti introdotti successivamente al 10 gennaio 2001 (Cass., Sez. V, 6 dicembre 2017, n. 29183). 3. Il ricorso proposto nei confronti dell'Agenzia delle Entrate è infondato quanto alla dedotta violazione di legge. Il giudice di appello ha accertato, con statuizione in fatto non censurata e passata in cosa giudicata, che il terreno in oggetto che il terreno fosse suscettibile di vocazione edificatoria («questo Collegio non può ignorare un provvedimento amministrativo adottato dal Comune, di cui in questa sede è intangibile la valutazione di edificabilità, sia pure con i numerosi vincoli che Io caratterizzano»). 4. Secondo la giurisprudenza di questa Corte, a partire da Cass., Sez. U., 30 novembre 2006, n. 25506 (in materia di imposta di registro), ai fini dell'art. 67, primo comma, lett. b) TUIR l'edificabilità dell'immobile che determina la tassazione delle plusvalenze derivanti da cessione di terreni consegue direttamente all'adozione di uno strumento urbanistico generale o di una sua variante, pur in assenza di approvazione regionale, mentre non rileva l'avvenuta stipulazione N. 213 15 R.G. 3 di 5 Est. F. 1Lino di una convenzione urbanistica o il rilascio di un titolo edificatorio (Cass., Sez. V, 30 dicembre 2020, n. 29861). L'irrilevanza, nella specie, di uno strumento urbanistico attuativo si ricava dall'art. 11- quaterdecies, comma 16, d.l. 30 settembre 2005, n. 203, conv. dalla I. 2 dicembre 2005, n. 248 (in tema di ICI) e, soprattutto, dall'art. 36, comma 2, d.l. 4 luglio 2006, n. 223, conv. dalla I. 4 agosto 2006, n. 248 (in materia di IVA,, imposta di registro, imposte sui redditi e ICI) che hanno fornito l'interpretazione autentica dell'art. 2, comma 1, lett. b), d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 (Cass., Sez. VI, 20 febbraio 2014, n. 4116). Per l'effetto, sono sempre tassabili a termini della suddetta disposizione le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria a prescindere - oltre che delle modalità di acquisizione dei terreni, del tempo intercorso tra acquisto e rivendita - dall'eventuale svolgimento di alcun tipo di attività sui terreni da parte del cedente (Cass., Sez. V, 27 luglio 2018, n. 19964; Cass., Sez. VI, 10 agosto 2016, n. 16936) o, comunque, non rilevando cosa ed a qual fine si costruisca (Cass., Sez. V, 23 novembre 2016, n. 23845; Cass., Sez. VI, 20 novembre 2014, n. 24691), salvo che venga accertata la destinazione agricola del terreno e l'esistenza di inedificabilità assoluta (Cass., Sez. V, 6 dicembre 2017, n. 29183). 5. Deve, pertanto, ritenersi che, stante l'intervento normativo di cui all'art. 36, comma 2, d.l. n. 223/2006, anche in tema di imposte sui redditi, è stato introdotto in materia tributaria un concetto di edificabilità diverso da quello proprio del diritto amministrativo, in relazione al quale ciò che rileva non è l'edificabilità in concreto, ma la mera astratta edificabilità fondata sullo strumento urbanistico generale (Cass., Sez. V, 20 giugno 2021, n. 16470; Cass., Sez. V, 28 aprile 2021, n. 11163), in considerazione del fatto che tali beni «per la loro semplice vocazione fanno presumere un incremento di valore rispetto ad una destinazione agricola», ancorché vocazione innescata dall'inizio del procedimento di trasformazione urbanistica ([OSCURATO:PERSONA]. V, 10 febbraio 2021, n. 3243, ove si ricostruisce N.21 hyr.1,5 R.G. 4 di 5 Est. F. uino l'evoluzione giurisprudenziale). Ciò che rileva è, pertanto, la mera possibilità di utilizzazione edificatoria (come osservato dallo stesso ricorrente in memoria), accertata in fatto del giudice di appello, il cui accertamento non può essere ripercorso in questa sede, come il ricorrente suggerisce anche in memoria'. La sentenza impugnata non si è sottratta alla corretta applicazione dei suddetti principi. 6. Il ricorso è, invece, inammissibile quanto alla violazione di cui all'art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., sia per il dedotto vizio di motivazione, non essendo più deducibile tale censura se non sotto il profilo della mancanza assoluta di motivazione, sia per omesso esame di fatto decisivo, non essendo stato indicato il fatto storico, prima che la collocazione processuale e la decisività dello stesso, il cui esame sarebbe stato omesso dal giudice di appello. 7. Il ricorso nei confronti dell'Agenzia delle Entrate va, pertanto, rigettato; nulla per le spese dell'amministrazione costituita in assenza di difese scritte e nulla nei confronti dell'intimato; sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato. P. Q. MI. La Corte dichiara inammissibile il ricorso nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze; rigetta il ricorso nei confronti dell'Agenzia delle Entrate; dà atto che sussistono i presupposti processuali, a carico di par-te ricorrente, ai sensi dell'art. 13 comma 1-quaterd.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, inserito dall'art. 1, comma 17 della I. 24 dicembre 2012, n. 228, per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso articolo 13, se dovuto. Co
Sentenza Cassazione n. 34188/2021 — Fons Iuris — Fons Iuris