CassazionedecretoSezione 2
Cassazione n. 05709/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
o la seguente ORDINANZA sul ricorso n.14954/2019 proposto da: [OSCURATO:PERSONA], rappresentato e difeso da se stesso, elettivamente domiciliatonel proprio studio in [OSCURATO:PERSONA] 5 , -Ricorrente – Contro [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in [OSCURATO:PERSONA] 9, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) che larappresenta e difende. -Controricorrente– Avverso l’ordinanza della Corte d’appello di Milano r.g. n. 1487/2018 depositata il 12/11/2018. Udita la relazione svolta dal [OSCURATO:PERSONA] nella camera di consiglio del28 febbraio 202 4 . Rilevato che: Vendita di cose mobili 1. con ordinanza pubblicata il 12/11/2018 la Corte d’appello di Milano ha dichiarato inammissibile ex art. 348 - bis , cod. proc. civ. , l’appello proposto da [OSCURATO:PERSONA] nei confronti della [OSCURATO:PERSONA] (in seguito “WKI”) avverso la sentenza n. 12690/2017 del Tribunale di Milano che aveva respinto l’opposi zione della parte avverso il decreto ingiuntivo n. 34722/2014 ottenuto da WKI per omesso pagamento di libri e riviste; 2. avverso l’ordinanza della Corte d’appello, [OSCURATO:PERSONA] ha proposto ricorso per cassazione, sulla base di un motivo. WKI ha resistito con controricorso. Il ricorrente ha depositato una memoria; Consideratoche: 1. il ricorso è inammissibile perché tardivo; 2. a norma del terzo comma dell’art. 348-ter, cod. proc. civ. , «Quando è pronunciata l’inammissibilità [dell’appello], contro il provvedimento di primo grado può essere proposto, a norma dell’articolo 360, ricorso per cassazione. In tal caso il termine per il ricorso per cassazione avverso il provvedimento di primo grado decorre dalla comunicazione o notificazione, se anteriore, dell’ordinanza che dichiara l’inammissibilità. Si applica l'articolo 327, in quanto compatibile»; 3. insegnano le Sezioni Unite di questa C orte (Cass. S ez. U n. 25513/2016 e n. 11850 del 15/05/2018) che il ricorso per cassazione proponibile, ex art. 348 - ter , terzo comma, cod. proc. civ., avverso la sentenza di primo grado, entro sessanta giorni dalla comunicazione, o notificazione se anteriore, dell’ordinanza d’inammissibilità dell’appello, resa ai sensi dell’art. 348-bis, cod. proc. civ., è soggetto, ai fini del requisito di procedibilità di cui all’art. 369, secondo comma, cod. proc. civ., ad un duplice onere di deposito, avente ad oggetto la copia autentica sia della sentenza suddetta sia, per la verifica della tempestività del ricorso, della citata ordinanza, con la relativa comunicazione o notificazione; in difetto, il ricorso è improcedibile, salvo che, ove il ricorrente abbia assolto l’onere di richiedere il fascicolo d’ufficio alla cancelleria del giudice a quo , la C orte, nell’esercitare il proprio potere officioso, rilevi che l’impugnazione sia stata proposta nei sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione ovvero, in mancanza dell’una e dell’altra, entro il termine cd. lungo di cui all’art. 327 cod. proc. civ.; 4. il termine di sessanta giorni vale anche quando il ricorso censuri l’ordinanza della corte d’appello per vizi propri. Se è vero, infatti, che le Sezioni Unite, componendo contrasto di giurisprudenza (v. Cass. Sez. U. n. 1914 del 02/02/2016), hanno ammesso che l’ordinanza di inammissibilità dell’appello resa ex art. 348 - ter , cod. proc. civ.,sia ricorribile per cassazione, ai sensi dell'art. 111, settimo comma, Cost., limitatamente ai vizi suoi propri costituenti violazioni della legge processuale, è anche vero che la giurisprudenza ha altresì chiarito (Sez. 2, Ordinanza n. 1 del 03/01/2019, Rv. 652349 – 01 , che menziona Cass. n. 3067 del 06/02/2017 e n. 20662 del 13/10/2016) che il termine previsto dall’art. 348-ter, cod. proc. civ., è applicabile anche all’impugnazione autonoma dell’ordinanza di inammissibilità dell’appello ex art. 348 - bis , cod. proc. civ. , nei casi in cui questa risulti consentita; 5. nella specie, a fronte di dichiarazione, in ricorso (cfr. pag. 10), della mancanza di notificazione della “sentenza” ( recte , ordinanza) della Corte di Milano, la controcorrente ha eccepito la tardività del ricorso facendo rilevare che l’ordinanza della Corte d’appello è stata comunicata alle parti, dalla cancelleria, in data 12/ 11/2018 , e che il ricorso per cassazione le è stato notificato, in ritardo, soltanto il 10/05/2019.Il ricorrente, nella memoria depositata in prossimità dell’adunanza camerale, non ha disconosciuto le asserzioni della controparte, alle quali ha opposto – errando , come si desume dai princìpi di diritto sopra enunciati -che l’ordinanza della Corte d’appello ex art. 348 - ter , cod. proc. civ., non sarebbe impugnabile entro il termine breve di due mesi, ma in quello lungo di sei mesi, e ha aggiunto di avere rispettato detto termine; 6. il ricorso è altresì inammissibile perché deduce un error in iudicando(art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ. ) del giudice d’appello,sebbene, per pacifico orientamento di legittimità (ex multis, Sez. 3, Ordinanza n. 30759 del 06/11/2023, Rv. 669332 - 01) , l’ordinanza in esame sia ricorribile per cassazione, ex art. 111, settimo comma, Cost., limitatamente ai vizi suoi propri costituenti violazioni della legge processuale (si pensi all’inosservanza degli artt. 348-bis, secondo comma, e 348 - ter , primo comm a , primo periodo , e secondo comma, primo periodo, cod. proc. civ.), purché compatibili con la logica e la struttura del giudizio ad essa sotteso; 7. il ricorso è pertanto inammissibile; 8. le spese del giudizio di cassazione, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza; 9. ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115/2002, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma del comma 1-bisdel citato art. 13, se dovuto; P.Q.M. dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquidain € 3.000,00, più € 200,00, per esborsi, oltre alle spese generali, e agli accessori di legge.Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115/2002, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma del comma 1-bis