CassazionesentenzaSezione 2Decisione del 20 aprile 2023
Cassazione n. 30599/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 21/04/2022, della CORTE di APPELLO di CAGLIARIvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA], lette le conclusioni scritte trasmesse dal Pubblico ministero, nella persona del sostituto Procuratore generale, dott.ssa [OSCURATO:PERSONA], che ha chiesto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, per essere il reato estinto per morte dell'imputato; lette le conclusioni scritte trasmesse dal difensore del ricorrente, avv. [OSCURATO:PERSONA], che ha concluso conformemente al Pubblico ministero. < 13-36695/2022 [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] Va preliminarmente rilevato che l'imputato è deceduto, come dimostrato dal certificato anagrafico trasmesso dal difensore del ricorrente e come verificato dalla Cancelleria, in data 11 ottobre 2022 in Oristano, nelle more della fissazione del ricorso per cassazione. I reati a lui contestati, già unificati sotto il vincolo della continuazione, si sono -perciò- estinti, ai sensi dell'art. 150 cod. pen., con la conseguenza che la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio, ai sensi dell'art. 620, comma 1, lett. a), cod. proc. pen. La morte dell'imputato, intervenuta successivamente alla proposizione del ricorso per Cassazione, impone l'annullamento senza rinvio, con l'enunciazione della relativa causale nel dispositivo, risultando esaurito il sottostante rapporto processuale, ed essendo preclusa ogni eventuale pronuncia di proscioglimento nel merito, ex art. 129, comma 2, cod. proc. pen., tanto più quando non ne risulti dal testo del provvedimento impugnato, come nel caso di specie, l'evidenza (Sez. U, n. 30 del 25/10/2000, [OSCURATO:PERSONA], Rv. 217245). P.Q.M. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perché il reato è estinto per morte dell'imputato. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 20 aprile 2023.