Corte di giustizia UEsentenza
Corte di giustizia UE/2004
ECLI:EU:C:2004:161
Testo integrale del provvedimento
Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
Arrêt de la [OSCURATO:PERSONA]8/02
[OSCURATO:PERSONA]
contro
[OSCURATO:PERSONA] für Arbeit
(domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal [OSCURATO:PERSONA])
«Libera prestazione dei servizi — Regime di aiuto applicabile ai pubblici dipendenti in caso di malattia — Cura termale effettuata
in un altro Stato membro — Spese relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione del
referto medico di fine cura — Condizioni di rimborsabilità — Autorizzazione previa — Criteri — Giustificazione»
Massime della sentenza
Libera prestazione dei servizi — Restrizioni — Normativa nazionale relativa alla rimborsabilità di spese connesse a una cura
termale effettuata in un altro Stato membro — Requisito di previa autorizzazione — Concessione subordinata all’assoluta necessità
della cura in considerazione di prospettive terapeutiche notevolmente più favorevoli nell’altro Stato membro — Inammissibilità
— Concessione esclusa in caso di inizio della cura prima della conclusione del procedimento giudiziario intentato avverso
la decisione di rifiuto — Inammissibilità — Concessione subordinata alla condizione che la stazione termale figuri in un apposito
elenco — Ammissibilità — Presupposti
(Artt. 49 CE e 50 CE)
Gli artt. 49 CE e 50 CE devono essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa di uno Stato membro che subordini
la rimborsabilità delle spese relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione del referto
di fine cura, sostenute in ragione di una cura termale effettuata in un altro Stato membro, all’ottenimento di una previa
dichiarazione di rimborsabilità che viene concessa solo in quanto venga attestato da una perizia dei servizi sanitari pubblici
o dal medico di fiducia dell’ente che la cura prevista è assolutamente necessaria in considerazione di prospettive terapeutiche
notevolmente più favorevoli in tale altro Stato membro.
Le dette disposizioni ostano inoltre all’applicazione di una normativa nazionale ai sensi della quale il rimborso di tali
spese è escluso qualora l’interessato non abbia atteso, prima di sottoporsi alla cura di cui trattasi, la conclusione del
procedimento giudiziario intentato avverso una decisione che rifiuta di autorizzare il rimborso delle dette spese.
Gli artt. 49 CE e 50 CE devono invece essere interpretati nel senso che non ostano, in linea di principio, ad una normativa
di uno Stato membro che subordini il rimborso di tali spese, indipendentemente dal fatto che la cura sia effettuata in tale
Stato membro o in un altro Stato membro, alla condizione che la stazione termale di cui trattasi figuri in un apposito elenco.
Spetta tuttavia al giudice nazionale accertare se le eventuali condizioni cui è soggetta l’iscrizione di una stazione termale
in un siffatto elenco rivestano carattere obiettivo e non abbiano la conseguenza di rendere le prestazioni di servizi tra
Stati membri più difficili delle prestazioni di servizi puramente interne dello Stato membro di cui trattasi.
(v. punti 51, 59, dispositivo 1-3)
SENTENZA DELLA CORTE (Quinta Sezione)
18 marzo 2004
(1)
«Libera prestazione dei servizi – Regime di aiuto applicabile ai pubblici dipendenti in caso di malattia – Cura termale effettuata in un altro Stato membro – Spese relative all'alloggio, al vitto, al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione del referto medico di fine cura
– Condizioni di rimborsabilità – Autorizzazione previa – Criteri – Giustificazione»
Nel procedimento C-8/02,
avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell'art. 234 CE, dal [OSCURATO:PERSONA] (Germania) nella causa dinanzi ad esso pendente tra
[OSCURATO:PERSONA]
e
[OSCURATO:PERSONA] für Arbeit,
domanda vertente sull'interpretazione degli artt. 49 CE e 50 CE,
LA CORTE (Quinta Sezione),,
composta dai sigg. C.W.A. [OSCURATO:PERSONA], facente funzione di presidente della Quinta Sezione, A. [OSCURATO:PERSONA] (relatore) e S. von
[OSCURATO:PERSONA], giudici,
avvocato generale: sig. D. Ruiz-[OSCURATO:PERSONA]
cancelliere: sig. R. Grass
viste le osservazioni scritte presentate:
–
per il governo spagnolo, dalla sig.ra L. [OSCURATO:PERSONA], in qualità di agente;
–
per il governo del [OSCURATO:PERSONA], dalla sig.ra Ph. Ormond, in qualità di agente, assistita dalla sig.ra S. Moore, barrister;
–
per la Commissione delle Comunità europee, dalle sig.re H. Michard e C. Schmidt, in qualità di agenti,
sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 10 luglio 2003,
ha pronunciato la seguente
Sentenza
1
Con ordinanza 28 novembre 2001, pervenuta in cancelleria l’11 gennaio 2002, il [OSCURATO:PERSONA] ha sottoposto
alla Corte, a norma dell’art. 234 CE, due questioni pregiudiziali vertenti sull’interpretazione degli artt. 49 CE e 50 CE.
2
Tali questioni sono state sollevate nell’ambito di una controversia tra il sig. [OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:PERSONA] für Arbeit (Ufficio
federale del lavoro; in prosieguo: la «[OSCURATO:PERSONA]»), in merito al rifiuto di quest’ultima di dichiarare rimborsabili le
spese connesse con una cura termale alla quale il ricorrente nella causa principale intendeva sottoporsi in Italia.
Normativa nazionale
3
L’[OSCURATO:PERSONA] für Beihilfen in Krankheits‑, Pflege‑, Geburts‑ und Todesfällen (regolamentazione amministrativa
generale per il rimborso delle spese in caso di malattia, cure, parto e decesso), denominata «Beihilfevorschriften» (norme
sui rimborsi) nella versione 10 luglio 1995 (
[OSCURATO:PERSONA]
, pag. 470), come da ultimo modificata il 20 febbraio 2001 (
[OSCURATO:PERSONA]
, pag. 186; in prosieguo: le «BhV»), disciplina la concessione di sussidi ai dipendenti ed ai giudici federali nonché ai dipendenti
dello Stato federale in pensione, in caso di malattia, cura, parto e morte.
4
A tenore dell’art. 1 delle BhV, i detti sussidi «integrano l’assistenza in proprio finanziata con i trattamenti retributivi
correnti», poiché si presume che gli interessati abbiano stipulato un’assicurazione privata contro le malattie.
5
La presa a carico delle cure in virtù di un’assicurazione privata contro le malattie o tramite i sussidi previsti dalle BhV
avviene sotto forma di rimborso agli interessati degli importi da essi esposti.
6
L’art. 8 delle BhV, intitolato «Spese per le quali sono ammessi sussidi in caso di cure», così dispone:
«(…)
2)
Nell’ambito di una cura termale si rimborsano:
1.
le spese menzionate all’articolo 6, n. 1, punti 1)‑3),
2.
le spese per il vitto e l’alloggio fino a un massimo di 23 giorni di calendario, compresi i giorni di viaggio nei limiti dell’importo
di 30 DEM giornalieri (…),
3.
le spese menzionate all’articolo 6, n. 1, punto 9),
4.
la tassa di soggiorno, (…),
5.
gli onorari riscossi dal medico per il referto di fine cura.
3)
Le spese menzionate al n. 2, punti 2)‑5), sono rimborsate solo:
1.
se la cura termale per il ripristino o il mantenimento della capacità lavorativa dopo una malattia grave, oppure un trattamento
balneare o climatico, in caso di malattia cronica, è dichiarata indispensabile dal servizio sanitario pubblico o dal medico
di fiducia dell’ente e non può essere sostituita da altri trattamenti terapeutici che abbiano eguali prospettive di successo,
in particolare, da trattamenti nel luogo di residenza del dipendente o nelle sue immediate vicinanze ai sensi del Bundesumzugskostengesetz
(legge federale sulle spese di trasferimento);
2.
se l’ufficio competente le ha preventivamente dichiarate rimborsabili. Tale riconoscimento vale solo qualora la cura abbia
avuto inizio entro 4 mesi dalla notifica della decisione.
(…)
6)
Ai sensi del presente articolo si intende per cura termale il trattamento eseguito sotto controllo medico e secondo un programma
in una stazione termale figurante nell’elenco dei centri termali riconosciuti; l’alloggio deve trovarsi nella stazione termale
e dev’essere con essa collegato».
7
Ai sensi dell’art. 13 delle BhV, intitolato «Rimborsabilità di spese sostenute al di fuori della Repubblica federale di Germania»:
«1)
Le spese sostenute al di fuori della Repubblica federale di Germania sono rimborsabili solo se si tratta di spese previste
dagli articoli 6 e 9‑12 e solo alle condizioni e nell’ammontare in cui sarebbero sorte e sarebbero state rimborsabili in Germania
se l’interessato avesse seguito la cura nel suo luogo di residenza.
2)
(…)
3)
Le spese affrontate in ragione di una cura termale effettuata al di fuori della Repubblica federale di Germania e previste
dall’art. 8, n. 2, punti 2)‑5), sono eccezionalmente rimborsabili:
1.
se sia stato attestato dal servizio sanitario pubblico o dal medico di fiducia dell’ente che una cura al di fuori della Repubblica
federale di Germania risulta assolutamente necessaria in quanto presenta prospettive di successo nettamente maggiori,
2.
se il luogo di cura figuri nell’elenco dei centri termali riconosciuti e
3.
se ricorrano le restanti condizioni di cui all’art. 8.
Le spese di cui all’art. 8, n. 2, punti 1), 3)‑5), possono essere rimborsate senza che ci si limiti a quelle sostenute in
Germania.
4)
(…)».
Controversia nella causa principale e questioni pregiudiziali
8
Il sig. [OSCURATO:PERSONA] è dipendente della [OSCURATO:PERSONA]. Il 22 febbraio 2000 chiedeva a quest’ultima che fossero dichiarate rimborsabili
ai sensi delle BhV le spese relative a una cura termale che intendeva seguire in Ischia.
9
Tale domanda veniva respinta dalla [OSCURATO:PERSONA] il 29 febbraio 2000 con la motivazione che non era soddisfatta la condizione
posta dall’art. 13, n. 3, punto a), delle BhV. Secondo il medico di fiducia della [OSCURATO:PERSONA], le informazioni mediche disponibili
non consentivano infatti di considerare che la cura dispensata a Ischia offrisse prospettive di successo molto più elevate
delle cure termali offerte in Germania.
10
L’opposizione proposta dal sig. [OSCURATO:PERSONA] avverso tale decisione veniva respinta dalla [OSCURATO:PERSONA] con decisione 22 marzo
2000.
11
Il sig. [OSCURATO:PERSONA] proponeva allora un ricorso dinanzi al [OSCURATO:PERSONA] al fine di ottenere l’annullamento
di tali decisioni. Si recava quindi ad Ischia, dove si sottoponeva a una cura termale dal 29 aprile al 13 maggio 2000.
12
A sostegno del suo ricorso il sig. [OSCURATO:PERSONA] afferma che l’art. 13, n. 3, delle BhV viola gli artt. 49 CE e 50 CE. Tale disposizione
avrebbe la conseguenza di rendere l’accesso alle cure erogate in altri Stati membri praticamente impossibile agli interessati
e l’ostacolo alla libera prestazione dei servizi così posto in essere non potrebbe essere giustificato dalla necessità di
assicurare il mantenimento di un livello essenziale di cure o di assistenza medica nel territorio nazionale.
13
[OSCURATO:PERSONA] obietta che la totale liberalizzazione dell’accesso agli stabilimenti termali europei metterebbe in pericolo
l’equilibrio finanziario, la competenza medico‑ospedaliera nonché il livello sanitario del sistema degli stabilimenti termali
tedeschi.
14
[OSCURATO:PERSONA] contesta inoltre l’interesse ad agire del sig. [OSCURATO:PERSONA]. Sottolinea che le spese relative agli interventi
strettamente medici ricevuti dall’interessato ad Ischia, cioè un importo di EUR 239,10, sono state dichiarate rimborsabili
a concorrenza dell’importo di EUR 154,41, cosicché rimarrebbe in sospeso solo la questione della rimborsabilità delle spese
connesse di EUR 326,72 e di EUR 1 124,84 relative al viaggio e all’alloggio. Orbene, il sig. [OSCURATO:PERSONA] non potrebbe, comunque,
pretendere il rimborso delle dette spese, avendo seguito la cura di cui trattasi senza che fosse stata soddisfatta la condizione
tassativa della previa autorizzazione.
15
[OSCURATO:PERSONA] sottolinea che non è controverso tra le parti che sono soddisfatte le condizioni sanitarie
previste dall’art. 8, n. 3, punto 1, delle BhV, e cioè che la cura seguita dal sig. [OSCURATO:PERSONA] era necessaria e non poteva essere
sostituita da altre azioni terapeutiche che presentassero eguali prospettive di successo erogate nel luogo di residenza o
di servizio dell’interessato.
16
Secondo il [OSCURATO:PERSONA], è altresì dimostrato che l’applicazione del criterio previsto all’art. 13, n. 3,
lett. 1), delle BhV deve, nella specie, portare ad un diniego della dichiarazione di rimborsabilità, tenuto conto dell’esistenza,
in Germania, in particolare a [OSCURATO:PERSONA] o a [OSCURATO:PERSONA] am Stein, di centri termali in grado di offrire cure alternative
equivalenti a quelle seguite dal sig. [OSCURATO:PERSONA] in Italia.
17
Ne consegue che l’esito della controversia di cui alla causa principale dipende essenzialmente dalla questione se quest’ultima
disposizione sottoponga legittimamente la concessione del rimborso di talune spese relative a cure termali effettuate in altri
Stati membri a condizioni restrittive particolari rispetto a quelle che vengono applicate allorché la cura ha luogo nel territorio
nazionale o se gli artt. 49 CE e 50 CE vi si oppongano.
18
[OSCURATO:PERSONA] ritiene, innanzi tutto, che dalla giurisprudenza della Corte e, in particolare, dalle sentenze
28 aprile 1998, causa C‑158/96, Kohll ([OSCURATO:PERSONA]. pag. I‑1931), e 12 luglio 2001, causa C‑157/99, Smits e Peerbooms ([OSCURATO:PERSONA]. pag. I‑5473),
sia dato desumere che la disposizione nazionale di cui sopra costituisce, sia per il dipendente interessato sia per i prestatori
stabiliti in altri Stati membri, un ostacolo alla libera prestazione dei servizi medici.
19
È vero che le disposizioni delle BhV non ostano alla concessione del rimborso delle prestazioni propriamente mediche erogate
in occasione di una cura seguita in un altro Stato membro, poiché, come risulta dagli artt. 13, n. 1, 8, n. 2, punto 1), e
3 delle BhV, in siffatta ipotesi l’importo del contributo è limitato a quello che sarebbe stato versato qualora i trattamenti
fossero stati effettuati in Germania. Tuttavia, il fatto di assoggettare la concessione di un rimborso per l’alloggio, il
vitto, le spese di viaggio, la tassa di soggiorno e il referto medico di fine cura, collegati con un trattamento terapeutico
eseguito fuori dalla Germania, all’ottenimento di una previa autorizzazione che viene rilasciata soltanto alle condizioni
estremamente restrittive previste dall’art. 13, n. 3, punto 1), delle BhV avrebbe la conseguenza pratica di impedire al dipendente
di seguire una siffatta cura. Infatti, i fattori di costo sopra menzionati non dovrebbero essere considerati disgiuntamente
dalle prestazioni propriamente mediche delle quali costituirebbero l’inevitabile accessorio, poiché una cura termale per sua
stessa natura richiede del tempo, uno spostamento, un soggiorno in loco del paziente, cosa che del resto la renderebbe simile
ad un trattamento ospedaliero.
20
[OSCURATO:PERSONA] desidera pertanto sapere se il regime previsto dall’art. 13, n. 3, punto 1, delle BhV sia
o no giustificabile alla luce delle norme poste dal Trattato.
21
Considera a questo proposito che la citata sentenza Smits e Peerbooms non consentirebbe, di per sé, di risolvere la questione
sollevata nella specie, in quanto, a differenza del sistema nazionale in discussione in tale causa, le BhV non garantirebbero
ai dipendenti prestazioni in natura né pianificherebbero, ad esempio tramite una convenzione, un sistema di copertura sociale
da proteggere con le restrizioni previste dalle BhV.
22
[OSCURATO:PERSONA] dubita del resto della pertinenza dell’argomento della [OSCURATO:PERSONA] secondo il quale una
liberalizzazione totale dell’accesso agli stabilimenti termali europei comporterebbe un vero e proprio pericolo per l’equilibrio
finanziario e la competenza medico‑ospedaliera del sistema degli stabilimenti termali tedeschi. Rileva, in particolare, che,
nella citata sentenza Smits e Peerbooms, la Corte avrebbe in particolare considerato che non poteva essere consentito che
agli stabilimenti ospedalieri nazionali con i quali la cassa di assicurazione malattia dell’assicurato non ha concluso convenzioni
fosse data priorità a danno di stabilimenti ospedalieri situati in altri Stati membri.
23
Nell’ipotesi in cui la Corte dovesse interpretare gli artt. 49 CE e 50 CE nel senso che ostano alla condizione particolare
posta dall’art. 13, n. 3, punto 1), delle BhV, il [OSCURATO:PERSONA] è del parere che, in presenza di una cura
la cui necessità medica è accertata e a proposito della quale la sola questione controversa è quella di sapere se le disposizioni
nazionali cui è subordinata la concessione del rimborso siano conformi al diritto comunitario, non si può pretendere che l’interessato
ottenga una previa dichiarazione di rimborsabilità dell’aiuto anche dinanzi al giudice competente, prima di sottoporsi alla
prevista cura termale. Secondo il [OSCURATO:PERSONA], ciò si risolverebbe nel privare di fatto l’interessato di
ogni effettiva possibilità di sottoporsi a una siffatta cura in un altro Stato membro e, quindi, di fruire delle norme comunitarie
sulla libera prestazione dei servizi. Non potendo, per ragioni mediche, ritardare la detta cura per tutto il tempo necessario
allo svolgimento dei procedimenti amministrativi e giudiziari, l’interessato si troverebbe infatti costretto a seguire una
cura in Germania.
24
A parere del [OSCURATO:PERSONA], ne conseguirebbe che la tesi della [OSCURATO:PERSONA], secondo cui la domanda del
sig. [OSCURATO:PERSONA] dev’essere dichiarata irricevibile per il motivo che l’interessato ha effettuato la cura controversa senza aver
ottenuto una previa dichiarazione di rimborsabilità delle relative spese, dev'essere respinta.
25
[OSCURATO:PERSONA] rileva che su tale questione non esiste giurisprudenza nazionale consolidata, anche se la
giurisprudenza del Bundesverwaltungsgericht (Germania) contiene indicazioni che sembrano deporre a favore dell’interpretazione
così auspicata, e vuole pertanto sapere se la detta interpretazione possa affermarsi nel diritto comunitario.
26
Ciò considerato, il detto giudice ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni
pregiudiziali:
«1)
Se gli artt. 49 CE e 50 CE del Trattato CE debbano essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa nazionale [nella
specie l’art. 13, n. 3, dell'[OSCURATO:PERSONA] für Beihilfen in Krankheits‑, Pflege‑, Geburts‑ und Todesfällen
– Beihilfevorschriften (BhV) – regolamentazione amministrativa generale per il rimborso delle spese in caso di malattia, cure,
parto e decesso] che faccia dipendere la presa a carico delle spese per una cura in un altro Stato membro dal fatto che la
cura al di fuori della Repubblica federale di Germania sia assolutamente necessaria, in ragione di prospettive terapeutiche
notevolmente superiori, di cui sia stata data dimostrazione tramite attestati del servizio sanitario pubblico o di medici
di fiducia, e che lo stabilimento termale figuri nell’elenco dei luoghi di cura riconosciuti.
2)
Se gli artt. 49 CE e 50 CE debbano essere interpretati nel senso che essi ostano ad una normativa nazionale (nella specie
il combinato disposto degli artt. 13, n. 3, primo comma, punto 3, delle BhV e 8, n. 3, punto 2, delle BhV) ai sensi della
quale l’autorizzazione preventiva ad una cura termale è esclusa se il richiedente inizia la cura senza attendere la conclusione
del procedimento amministrativo o giudiziario in corso a questo riguardo e che l’unica questione controversa è la legittimità
della normativa nazionale che esclude la rimborsabilità delle spese sostenute per una cura in un altro Stato membro dell’Unione
europea».
Sulle questioni pregiudiziali
Sulla prima questione
27
Con la prima questione, il giudice a quo vuole in sostanza sapere se gli artt. 49 CE e 50 CE debbano essere interpretati nel
senso che ostano ad una normativa di uno Stato membro quale quella di cui alla causa principale, che subordini il rimborso
delle spese relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione del referto medico di fine
cura sostenute in ragione di una cura termale effettuata in un altro Stato membro, da un lato, all’ottenimento di una previa
autorizzazione che viene concessa solo nella misura in cui venga attestato dal servizio sanitario pubblico o da un medico
di fiducia dell’ente che la cura prevista è assolutamente necessaria in ragione di prospettive di successo molto più elevate
in tale altro Stato membro e, dall’altro lato, alla condizione che la stazione termale considerata figuri in un apposito elenco.
28
Al fine di risolvere tale questione si deve ricordare, in via preliminare, che dalla costante giurisprudenza risulta che le
attività mediche rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 50 CE senza che in proposito si debba distinguere a seconda
che le cure siano dispensate in ambito ospedaliero o fuori dallo stesso (v., in particolare, sentenze 12 luglio 2001, causa
C‑368/98, Vanbraekel e a., [OSCURATO:PERSONA]. pag. I‑5363, punto 41; Smits e Peerbooms, cit., punto 53, nonché 13 maggio 2003, causa C‑385/99,
Müller‑Fauré e [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I‑4509, punto 38).
29
Peraltro, pur essendo pacifico che il diritto comunitario non menoma la competenza degli Stati membri ad organizzare i loro
sistemi previdenziali e che, in mancanza di un’armonizzazione a livello comunitario, spetta alla normativa di ciascuno Stato
membro determinare le condizioni di concessione delle prestazioni in materia di sicurezza sociale, resta tuttavia il fatto
che nell’esercizio di tale potere gli Stati membri devono rispettare il diritto comunitario (v., in particolare, citate sentenze
Smits e Peerbooms, punti 44‑46, nonché Müller‑Fauré e [OSCURATO:PERSONA], punto 100, e giurisprudenza cit.).
30
[OSCURATO:PERSONA], la Corte ha dichiarato, in particolare, che l’art.49 CE osta all’applicazione di una normativa nazionale che subordini
il rimborso di spese mediche sostenute in un altro Stato membro ad un sistema di previa autorizzazione quando risulti che
un tale tipo di sistema scoraggia gli affiliati all’assicurazione sociale, o addirittura impedisce loro di rivolgersi a prestatori
di servizi medici stabiliti in Stati membri diversi da quello di iscrizione, a meno che l’ostacolo alla libera prestazione
di servizi che ne risulta possa essere giustificato da una delle eccezioni previste dal Trattato CE (v., in tal senso, citate
sentenze Kohll, punti 33‑36; Smits e Peerbooms, punti 62, 69 e 71, nonché Müller‑Fauré e [OSCURATO:PERSONA], punti 44 e 45).
31
Per quanto riguarda la presente fattispecie, si deve senz’altro rilevare che la questione pregiudiziale non verte sul rimborso
delle spese inerenti alle cure propriamente dette, erogate in occasione di una cura termale effettuata in un altro Stato membro,
poiché tali spese, nella specie, hanno già costituito oggetto di rimborso conformemente alle disposizioni delle BhV.
32
Resta ciò nondimeno che il fatto che una normativa di uno Stato membro subordini il rimborso delle altre spese esposte in
relazione a una siffatta cura a condizioni diverse da quelle che normalmente ricorrono per le cure effettuate in tale Stato
membro può dissuadere gli assicurati sociali dal rivolgersi a prestatori di servizi medici stabiliti in Stati membri diversi
da quello di affiliazione.
33
Come rilevato dal giudice a quo, le spese connesse con l’alloggio e il vitto possono infatti essere considerate parte integrante
della cura termale stessa. A questo proposito, dall’art. 8, n. 6, delle BhV risulta che del rimborso concesso sulla base di
tale normativa possono beneficiare solo le cure effettuate sotto controllo medico e secondo un programma di cure in una stazione
termale, e che l’alloggio deve trovarsi nella stazione termale o essere ad essa collegato. [OSCURATO:PERSONA] come le cure erogate dall’ospedale
possono implicare un soggiorno ospedaliero, la cura termale effettuata a fini terapeutici può dunque, per natura, includere
il soggiorno in loco del paziente.
34
Da parte sua, il referto medico redatto alla fine della cura rientra direttamente nell’attività medica.
35
Per quanto riguarda le spese di viaggio e l’eventuale tassa di soggiorno, queste, pur non rivestendo carattere medico, né
essendo in linea di principio pagate a favore di chi presta le cure, appaiono ciò nondimeno indissociabilmente connesse con
la cura stessa in quanto quest’ultima implica necessariamente, come sopra rilevato, lo spostamento e il soggiorno in loco
del paziente.
36
Ne consegue che le eventuali condizioni di rimborso di queste diverse spese da parte di un regime quale le BhV sono senz’altro
tali da ripercuotersi direttamente sulla scelta del luogo di cura e, pertanto, sulla scelta di un centro di cura termale in
grado di fornire tale tipo di servizi.
37
Per quanto riguarda, in primo luogo, il principio stesso della necessità di una previa dichiarazione di rimborsabilità delle
spese relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione del referto medico di fine cura,
e a prescindere dalle condizioni cui è soggetto l’ottenimento di una siffatta dichiarazione, si deve rilevare che dagli artt. 8,
n. 3, e 13, n. 3, delle BhV risulta che, con riferimento alle spese occasionate da una cura termale, tale principio si applica
sia che la cura venga effettuata in Germania sia che abbia luogo all’estero. Ne consegue che la detta condizione non ha, in
quanto tale, l’effetto di rendere le prestazioni di servizi tra Stati membri, nella specie quelle offerte dai centri di cura
situati in altri Stati membri, più difficili delle prestazioni puramente interne, cioè quelle offerte dai centri di cura situati
in Germania (v., in questo senso, sentenze 5 ottobre 1994, causa C‑381/93, Commissione/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I‑5145, punto 17;
Kohll, cit., punto 33, nonché Smits e Peerbooms, cit., punto 61).
38
Per quanto riguarda, in secondo luogo, le condizioni alle quali le BhV subordinano la dichiarazione di rimborsabilità delle
spese relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione del rapporto medico di fine cura,
sostenute in ragione di una cura termale effettuata fuori dalla Germania, si deve rilevare che, come risulta dal combinato
disposto degli artt. 8, n. 3, e 13, n. 3, delle BhV, esse sono due.
39
La prima di tali condizioni esige che i servizi sanitari pubblici o il medico di fiducia dell’ente attestino che la cura è
indispensabile per recuperare o mantenere l’idoneità del dipendente ad esercitare funzioni dopo una grave malattia oppure
che, in caso di grave dolore cronico, una balneoterapia o una climatoterapia risulti assolutamente necessaria e non possa
essere sostituita da altre azioni terapeutiche aventi eguali prospettive di successo, in particolare da trattamenti erogati
nel luogo di residenza o nel luogo di servizio del dipendente.
40
Si deve a questo proposito constatare che siffatte condizioni che, come risulta dagli artt. 8, n. 3, punto 1, e 13, n. 3,
punto 3, delle BhV, si applicano indistintamente a seconda che si tratti di spese prodottesi in ragione di cure termali effettuate
in Germania o al di fuori di quest’ultima, non hanno l’effetto di rendere le prestazioni di servizi tra Stati membri più difficili
delle prestazioni puramente interne (v., in questo senso, la giurisprudenza citata al punto 37 della presente sentenza).
41
La seconda condizione, posta dall’art. 13, n. 3, punto 1, delle BhV si applica, per contro, solo alle spese prodottesi in
occasione di una cura termale effettuata in uno Stato membro diverso dalla Germania, poiché implica, affinché le dette spese
siano dichiarate rimborsabili, esattamente che risulti attestata, dai servizi sanitari pubblici o del medico di fiducia dell’ente,
l'assoluta necessità della cura termale in ragione delle prospettive di successo molto più elevate al di fuori della Repubblica
federale di Germania.
42
Come risulta dalla giurisprudenza ricordata al punto 30 della presente sentenza, una siffatta condizione, che per sua stessa
natura produce l’effetto di dissuadere i dipendenti cui si applicano le BhV dal rivolgersi ai centri di cura termale stabiliti
in altri Stati membri, non può essere consentita a meno che l’ostacolo alla libera prestazione di servizi che ne consegue
possa essere giustificato alla luce del Trattato.
43
Conformemente ad una giurisprudenza costante, occorre a tale riguardo assicurarsi che, qualora esista una giustificazione
desunta da un’eccezione prevista dal Trattato come, del resto, da una ragione imperativa di interesse generale, i provvedimenti
adottati a tale titolo non eccedano quanto oggettivamente necessario a tale scopo e che tale risultato non possa essere ottenuto
tramite provvedimenti meno incisivi (v. citata sentenza Müller‑Fauré e [OSCURATO:PERSONA], punto 68, e giurisprudenza cit.).
44
Come risulta dall’ordinanza di rinvio, la [OSCURATO:PERSONA] sostiene, facendo riferimento ad una circolare del Ministero federale
dell'Interno, che una totale liberalizzazione dell’accesso agli stabilimenti termali europei implicherebbe un vero e proprio
pericolo per l’equilibrio finanziario e la competenza medico ospedaliera del sistema degli stabilimenti termali tedeschi.
Allo stesso modo, il governo spagnolo sostiene, nelle sue osservazioni scritte, che la controversa condizione potrebbe essere
giustificata dalla necessità di salvaguardare l’equilibrio finanziario in materia di cure termali e di assicurare il mantenimento
di una capacità di cura e di una competenza medica in tale settore nel territorio tedesco.
45
Si deve tuttavia ricordare che le giustificazioni che possono essere addotte da uno Stato membro devono essere corredate da
un’analisi dell’idoneità e della proporzionalità della misura restrittiva adottata da tale Stato.
46
E’ giocoforza a tal riguardo constatare che né gli atti trasmessi alla Corte dal giudice a quo né le osservazioni sottoposte
alla Corte contengono elementi precisi che consentano di suffragare la tesi secondo cui l’art. 13, n. 3, punto 1, delle BhV
è necessario ai fini del mantenimento di un livello essenziale di cure o di un’assistenza medica per la tutela della sanità
pubblica (v., analogamente, citata sentenza Müller‑Fauré e [OSCURATO:PERSONA], punto 70).
47
Per quanto riguarda la giustificazione fondata sulla necessità di evitare un rischio di grave pregiudizio dell’equilibrio
finanziario del sistema previdenziale, si deve rilevare che dinanzi alla Corte non è stato dedotto alcun preciso argomento
a sostegno dell’affermazione secondo cui l’art. 13, n. 3, punto 1, delle BhV sarebbe a tale fine necessario (v., analogamente,
citata sentenza Müller‑Fauré e [OSCURATO:PERSONA], punto 93).
48
Si deve inoltre ricordare che spetta ai soli Stati membri determinare la portata dell’assicurazione malattia di cui beneficiano
gli assicurati (citata sentenza Müller‑Fauré e [OSCURATO:PERSONA], punto 98). Ne consegue che nulla osterebbe a che all’importo a concorrenza
del quale possono essere dichiarate rimborsabili le spese relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla tassa di soggiorno
e alla redazione del referto medico di fine cura sostenute in ragione di una cura termale effettuata in un altro Stato membro
vengano posti massimali pari agli importi a concorrenza dei quali siffatte spese verrebbero dichiarate rimborsabili se fosse
stata effettuata in Germania una cura ivi disponibile, di equivalente efficacia terapeutica. Infatti, l’istituzione di siffatti
massimali, che, come rilevato dalla Commissione, può essere giustificata dalla considerazione che i costi che gli Stati devono
sopportare debbono essere limitati a quanto è necessario su un piano medico, riposa su un criterio obiettivo, non discriminatorio
e trasparente (citata sentenza Müller‑Fauré e [OSCURATO:PERSONA], punto 107).
49
Per quanto riguarda, in terzo luogo, la condizione posta dall’art. 13, n. 3, punto 2, delle BhV secondo la quale la stazione
termale considerata deve figurare in un apposito elenco, si deve ricordare che un siffatto requisito, che, come sottolineato
dall’avvocato generale al paragrafo 34 delle sue conclusioni, è probabilmente diretto ad assicurare che gli stabilimenti termali
di cui trattasi siano in grado di erogare le cure ritenute necessarie, è parimenti previsto per quanto riguarda la rimborsabilità
delle spese relative a cure termali effettuate in Germania, come risulta dall’art. 8, n. 6, delle BhV. Ne consegue che una
siffatta condizione non appare, a priori ed in linea di principio, idonea a produrre la conseguenza di rendere le prestazioni
di servizi tra Stati membri più onerose delle prestazioni puramente interne (v. giurisprudenza citata al punto 37 della presente
sentenza).
50
Spetta tuttavia al giudice a quo verificare, in particolare, alla luce delle condizioni alle quali è eventualmente subordinata
l’iscrizione delle stazioni termali in un siffatto elenco, se tale requisito di iscrizione sia o no idoneo a produrre l’effetto
descritto al punto 49 della presente sentenza ed accertare che le dette condizioni rivestano carattere obiettivo.
51
Tenuto conto di tutto quanto sopra considerato, la prima questione va risolta dichiarando che:
–
gli artt. 49 CE e 50 CE devono essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa di uno Stato membro, quale quella
di cui alla causa principale, che subordini la rimborsabilità delle spese relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla
tassa di soggiorno e alla redazione del referto di fine cura, sostenute in ragione di una cura termale effettuata in un altro
Stato membro, all’ottenimento di una previa dichiarazione di rimborsabilità che viene concessa solo in quanto venga attestato
dai servizi sanitari pubblici o dal medico di fiducia dell’ente che la cura prevista è assolutamente necessaria in considerazione
di prospettive terapeutiche notevolmente superiori in tale altro Stato membro;
–
gli artt. 49 CE e 50 CE devono essere interpretati nel senso che non ostano, in linea di principio, ad una normativa di uno
Stato membro, quale quella di cui alla causa principale, che subordini il rimborso delle spese relative all’alloggio, al vitto,
al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione del referto medico di fine cura, sostenute in ragione di una cura termale,
sia essa effettuata in tale Stato membro o in un altro Stato membro, alla condizione che la stazione termale di cui trattasi
figuri in un apposito elenco. Spetta tuttavia al giudice nazionale accertare se le eventuali condizioni cui è soggetta l’iscrizione
di una stazione termale in un siffatto elenco rivestano carattere obiettivo e non abbiano la conseguenza di rendere le prestazioni
di servizi tra Stati membri più difficili delle prestazioni di servizi puramente interne dello Stato membro di cui trattasi.
Sulla seconda questione
52
Con la seconda questione, il giudice a quo vuole sapere se gli artt. 49 CE e 50 CE debbano essere interpretati nel senso che
ostano all’applicazione di una normativa nazionale ai sensi della quale la rimborsabilità delle spese relative all’alloggio,
al vitto, al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione di un referto medico di fine cura, sostenute in ragione di
una cura termale effettuata in un altro Stato membro, sia esclusa nel caso in cui l’interessato non abbia atteso la chiusura
del procedimento per l’ottenimento dell’autorizzazione preventiva prevista dalla detta normativa o di un successivo procedimento
contenzioso, prima di intraprendere la cura di cui trattasi.
53
Si deve in limine osservare che dall’ordinanza di rinvio risulta che, al momento in cui il ricorrente nella causa principale
si è recato a Ischia per sottoporsi alla cura controversa, la [OSCURATO:PERSONA] aveva già respinto la sua domanda di autorizzazione
preventiva per quanto riguarda la detta cura e che l’interessato aveva già adito il giudice a quo con un ricorso avverso tale
decisione.
54
Pertanto, per fornire al giudice a quo le precisazioni che la soluzione della controversia nella causa principale richiede,
è sufficiente indicare se gli artt. 49 CE e 50 CE debbano essere interpretati nel senso che ostano all’applicazione di una
normativa nazionale ai sensi della quale il rimborso delle spese relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla tassa di
soggiorno e alla redazione di un referto medico di fine cura affrontate in ragione di una cura termale effettuata in un altro
Stato membro è escluso qualora l’interessato non abbia atteso la chiusura del procedimento giudiziario promosso avverso la
decisione che rifiuta di riconoscere la rimborsabilità delle dette spese prima di iniziare la cura di cui trattasi.
55
Si deve a questo proposito rilevare che, nel decidere in merito ad una problematica molto simile, la Corte, per quanto riguarda
la previa autorizzazione cui è subordinata la rimborsabilità delle cure erogate in un altro Stato membro in base all’art. 22,
n. 1, lett. c), del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza
sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità,
nella versione modificata e aggiornata dal regolamento (CEE) del Consiglio 2 giugno 1983, n. 2001 (GU L 230, pag. 6), ha già
giudicato in precedenza che l’effetto utile e lo spirito di tale disposizione impongono di considerare che, qualora un assicurato
che ha presentato una domanda di autorizzazione sulla base della detta disposizione abbia ricevuto un diniego da parte dell’istituzione
competente e il carattere infondato di siffatto diniego sia successivamente dimostrato vuoi dalla medesima istituzione competente,
vuoi da una decisione giudiziaria, tale assicurato ha diritto di ottenere direttamente a carico dell’istituzione competente
il rimborso di un importo pari a quello che sarebbe stato normalmente rimborsato se l’autorizzazione fosse stata debitamente
concessa sin dall’inizio (citata sentenza Vanbraekel e a., punto 34).
56
Come giustamente rilevato dalla Commissione, nella presente fattispecie deve applicarsi un analogo approccio.
57
Infatti, come giustamente sottolineato sia dal giudice a quo sia dalla Commissione e dall’avvocato generale al paragrafo 39
delle sue conclusioni, se non si ammettesse che la constatazione giudiziaria della violazione da parte della [OSCURATO:PERSONA]
degli artt. 49 CE e 50 CE mediante la decisione controversa giustifica il rimborso con effetto retroattivo delle spese di
cui trattasi, l’effetto utile di tali disposizioni comunitarie risulterebbe vanificato, poiché nella maggior parte dei casi
i pazienti non possono attendere l’esito di un procedimento giudiziario prima di beneficiare delle cure che il loro stato
di salute richiede vedendosi così nella condizione di dover rinunciare a recarsi in un altro Stato membro per ricevere ivi
le dette cure.
58
Tenuto conto, in particolare, delle precisazioni contenute nell’ordinanza di rinvio e riprodotte al punto 25 della presente
sentenza, va del resto ricordato che, secondo costante giurisprudenza, in presenza di disposizioni del Trattato direttamente
applicabili come l’art. 49 CE, spetta al giudice nazionale dare alle disposizioni interne, in tutti i casi in cui il diritto
nazionale gli lascia un margine discrezionale, un’interpretazione e un’applicazione conformi alle prescrizioni del diritto
comunitario e, qualora una tale interpretazione conforme non sia possibile, disapplicare le norme nazionali incompatibili
(sentenze 4 febbraio 1988, causa 157/86, Murphy e a., [OSCURATO:PERSONA]. pag. 673, punto 11, e 28 settembre 1994, causa C‑200/91, [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I‑4389, punto 29).
59
Tenuto conto di quanto precede, si deve pertanto risolvere la seconda questione dichiarando che gli artt. 49 CE e 50 CE vanno
interpretati nel senso che ostano all’applicazione di una normativa nazionale ai sensi della quale il rimborso delle spese
relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione di un referto medico di fine cura, sostenute
in ragione di una cura termale effettuata in un altro Stato membro, è escluso qualora l’interessato non abbia atteso, prima
di sottoporsi alla cura di cui trattasi, la conclusione del procedimento giudiziario intentato avverso una decisione che rifiuta
di autorizzare il rimborso delle dette spese.
Sulle spese
60
Le spese sostenute dai governi spagnolo e del [OSCURATO:PERSONA], nonché dalla Commissione, che hanno presentato osservazioni alla
Corte, non possono dar luogo a rifusione. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce
un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese.
Per questi motivi,
LA CORTE (Quinta Sezione),
pronunciandosi sulle questioni sottopostele dal [OSCURATO:PERSONA] con ordinanza 28 novembre 2001, dichiara:
1)
Gli artt. 49 CE e 50 CE devono essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa di uno Stato membro, quale quella
di cui alla causa principale, che subordini la rimborsabilità delle spese relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla
tassa di soggiorno e alla redazione di un referto medico di fine cura, sostenute in ragione di una cura termale effettuata
in un altro Stato membro, all’ottenimento di una previa dichiarazione di rimborsabilità che viene concessa solo in quanto
venga attestato dai servizi sanitari pubblici o dal medico di fiducia dell’ente che la cura prevista è assolutamente necessaria
in considerazione di prospettive terapeutiche notevolmente superiori in tale altro Stato membro.
2)
Gli artt. 49 CE e 50 CE devono essere interpretati nel senso che non ostano, in linea di principio, ad una normativa di uno
Stato membro, quale quella di cui alla causa principale, che subordini il rimborso delle spese relative all’alloggio, al vitto,
al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione del referto medico di fine cura, sostenute in ragione di una cura termale,
sia essa stata effettuata in tale Stato membro o in un altro Stato membro, alla condizione che la stazione termale di cui
trattasi figuri in un apposito elenco. Spetta tuttavia al giudice nazionale accertare se le eventuali condizioni cui è soggetta
l’iscrizione di una stazione termale in un tale elenco rivestano carattere obiettivo e non abbiano la conseguenza di rendere
le prestazioni di servizi tra gli Stati membri più difficili delle prestazioni puramente interne allo Stato membro interessato.
3)
Gli artt. 49 CE e 50 CE devono essere interpretati nel senso che ostano all’applicazione di una normativa nazionale ai sensi
della quale il rimborso delle spese relative all’alloggio, al vitto, al viaggio, alla tassa di soggiorno e alla redazione
di un referto medico di fine cura, sostenute in ragione di una cura termale effettuata in un altro Stato membro, è escluso
qualora l’interessato non abbia atteso, prima di sottoporsi alla cura di cui trattasi, la conclusione del procedimento giudiziario
intentato avverso una decisione che rifiuta di autorizzare il rimborso delle dette spese.
[OSCURATO:PERSONA]
von [OSCURATO:PERSONA] deciso e pronunciato a Lussemburgo il 18 marzo 2004.
Il cancelliere
Il presidente
R. Grass
V. Skouris
1
–
Lingua processuale: il tedesco.