CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 25 febbraio 2021
Cassazione n. 45745/2021
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] il [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del TRIB. SORVEGLIANZA di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; [OSCURATO:PERSONA] 1. Con ordinanza deliberata in data 25 febbraio 2021, il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha respinto il reclamo avverso il provvedimento del Ministro della giustizia, in data 14 gennaio 2020, di proroga del regime differenziato, ex art. 41-bis Ord. Pen., applicato nei confronti di [OSCURATO:PERSONA]. Ad avviso del Tribunale, la proroga del suddetto regime penitenziario era giustificata da plurimi elementi: a) il profilo criminale del [OSCURATO:PERSONA], esponente di vertice del clan dei "Casalesi", nipote di [OSCURATO:PERSONA] e di [OSCURATO:PERSONA], personaggi di spicco dell'organizzazione camorristca in questione, più volte condannato per gravi delitti (partecipazione ad associazione di cui all'art. 416 bis cod. pen. con il ruolo di promotore; estorsioni tentate e consumate aggravate dall'agevolazione mafiosa), dettagliatamente indicati; b) l'operatività del clan in argomento, la cui vitalità era confermata da recenti operazioni di polizia, arresti e provvedimenti giudiziali riguardanti soggetti ritenuti organici e contigui all'organizzazione di appartenenza e in rapporti di affari criminali con essa; c) gli esiti del trattamento penitenziario, che, pur mettendo in rilievo una corretta condotta carceraria nell'ultimo periodo di restrizione, avevano evidenziato che il [OSCURATO:PERSONA] in precedenza si era contraddistinto per avere posto in essere "comportamenti di aperta ostilità alle istituzioni, concretizzatisi in refrattarietà rispetto alle regole, danneggiamenti, inosservanza degli ordini". Sussistevano, quindi, secondo il Tribunale, tutti gli elementi per ritenere, in concreto, l'attuale pericolo di collegamenti del reclamante con la criminalità organizzata e il rischio di una ripresa dei rapporti, ove venisse ripristinato il regime detentivo ordinario. 2. Avverso detta ordinanza, il [OSCURATO:PERSONA] ha proposto ricorso per cassazione, per il tramite dei suoi difensori di fiducia, avvocati [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], denunciando, con un unico motivo, "violazione dell'art. 606 lett. b) e e) cod. proc. pen. in relazione all'art. 41 bis 0.P.". [OSCURATO:PERSONA] 1. Il ricorso risulta basato su motivi non consentiti nel giudizio di legittimità. L'art. 41 bis, comma 2-bis, della I. n. 354 del 1975, sostituito dall'art. 2, comma 25, lett. d), della I. 15 luglio 2009, n. 94, stabilisce che i provvedimenti applicativi del regime di detenzione differenziato sono prorogabili "per successivi periodi, ciascuno pari a due anni (...), quando risulta che la capacità di mantenere collegamenti con l'associazione criminale, terroristica o eversiva non è venuta meno".L'ambito del sindacato devoluto alla Corte di cassazione è segnato dal comma 2-sexies [recentemente sostituito dall'art. 2, comma 25, lett. b), I. n. 94 del 2009, cit.] del novellato art. 41-bis, a norma del quale il Procuratore nazionale antimafia, il Procuratore della Repubblica che procede alle indagini preliminari, il Procuratore generale presso la Corte d'appello, il detenuto, l'internato o il difensore possono proporre, entro dieci giorni della sua comunicazione, ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale (solo) "per violazione di legge". La limitazione dei motivi di ricorso alla sola violazione di legge è da intendere nel senso che il controllo affidato al giudice di legittimità è esteso, oltre che all'inosservanza delle disposizioni di legge sostanziale e processuale, all'inesistenza della motivazione, dovendo in tale vizio essere ricondotti tutti i casi nei quali la motivazione stessa risulti del tutto priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e logicità, al punto di risultare meramente apparente o assolutamente inidonea a rendere comprensibile il filo logico seguito dal giudice di merito per ritenere giustificata la proroga, ovvero quando le linee argomentative del provvedimento siano talmente scoordinate e carenti dei necessari passaggi logici da far rimanere oscure le ragioni che hanno giustificato la decisione (Sez. Un. 28 maggio 2003, Pellegrino, Rv. 224611; Sez. I, 9 novembre 2004, Santapaola, Rv. 230203; Sez. 6, n. 7651 del 14/01/2010, dep. 25/02/2010, Mannino, Rv. 246172). 2. Alla luce di questi principi, il Collegio osserva che la motivazione dell'ordinanza impugnata non è meramente apparente o assolutamente inidonea a comprendere le ragioni argomentatíve della decisione e che il ricorso tende, in buona sostanza, a provocare una non consentita nuova valutazione delle circostanze di fatto, in quanto tali insindacabili in sede di legittimità. L'ordinanza impugnata, peraltro, ha correttamente valutato gli elementi risultanti agli atti, senza violare la legge penale sostanziale e processuale, sottolineando l'attuale operatività del sodalizio mafioso in argomento, il ruolo apicale esercitato dal [OSCURATO:PERSONA] con la coerente affermazione, in assenza di elementi concreti da cui desumere la rescissione dei vincoli delinquenziali, dell'attuale pericolo che il detenuto possa mantenere i collegamenti con l'associazione criminale di appartenenza, ove sottoposto al regime penitenziario ordinario. 3. Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso consegue di diritto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi atti ad escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. sentenza n. 186 del 2000), al versamento a favore della Cassa delle ammende di una sanzione pecuniaria che pare congruo determinare in euro tremila, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, 1'8 settembre 2021 Il Consigliere estensore [OSCURATO:PERSONA]