CassazionedecretoSezione 2
Cassazione n. 04601/2026
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
pronunciato la seguente SENTENZA sulricorso propost o d a : PROCURATORE DELLA REPUBBLICA presso il TRIBUNALE DI TRENTOnel procedimento a carico di [OSCURATO:PERSONA]’nata il 15 / 0 3 / 1969 a [OSCURATO:PERSONA] avverso l’ordinanza in data [OSCURATO:DATA_NASCITA]del [OSCURATO:PERSONA] ; visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; letta la requisitoria del Pubblico ministero, nella persona del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generaleGASPARE STURZO, che ha concluso per l’annullamento con rinvio dell’or- dinanza impugnata; letta la memoria degli Avvocati [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] che, nell’interesse di [OSCURATO:PERSONA], hanno concluso per l’inammissibilitàdel ricorso per viola- zione dell’art. 581, comma1 -bis c od . p roc . p en . o per manifesta infondatezza, ovvero, in subordine, per il suo rigetto; a seguito di trattazione in camera di consiglio, senza la presenza delle parti in mancanza di richiesta di trattazione orale pervenuta nei termini secondo quanto disposto dagli artt.610, comma 5, e 611, comma 1-bis e seguenti del codice di procedura penale. [OSCURATO:PERSONA] 1. IlProcuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trento impugna l’ordi- nanza in data [OSCURATO:DATA_NASCITA] del Tribunale di Trento che, in sede di riesame, ha an- nullato il decreto di “perquisizione personale, locale, Informatica e Sequestro” emesso in data 24/09 /2025 dalla Procura della Repubblica nei confronti di [OSCURATO:PERSONA] e di [OSCURATO:PERSONA], per il reato di cui all’art. 646 cod. pen. 2. Deduce, quale unico motivo,violazione degli artt. 120 e 646 cod. pen. Il ricorrente premette che il Tribunale ha ritenuto l’improcedibilità dell’azione penale in quanto la querela era stata sporta da soggetto non legittimato. In particolare, la querela veniva sporta da [OSCURATO:PERSONA], nella qualità di Pre- sidente [OSCURATO:PERSONA] dell’ASD [OSCURATO:PERSONA], il cui presidente risulta essere [OSCURATO:PERSONA], ossia il soggetto indagato (e querelato)insieme ad [OSCURATO:PERSONA] per l’ap- propriazione indebita di denaro della società presiedutadallo stesso [OSCURATO:PERSONA]. Precisa che gli indagati [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], in sede di riesame, avevanoeccepito che [OSCURATO:PERSONA] non era legittimato a proporre querela, in quanto gli artt. 17 e 18 dello Statuto dell’Associazione stabilivano che il Presidente [OSCURATO:PERSONA] assumesse la rappresentanza legale in sostituzione del presidente soltanto per assenza o im- pedimento dello stesso. Al di fuori di tali ipotesi la rappresentanza dell’Ente era affidata dall’art. 16 dello Statuto al Consiglio [OSCURATO:PERSONA] il quale, in caso di conflitto d’interessi, era te- nuto a nominare altro soggetto, quale delegato alla presentazione della querela. Deduce, quindi, che «il Tribunale accoglieva la prospettazione della difesa avallando una lettura rigorosa e formalistica del disposto dell’art. 120 cod. pen. in ossequio a quanto previsto dallo Statuto della Associazione, in contrasto con i prin- cipi già da tempo espressi da questa Corte a proposito della legittimazione all’eser- cizio del diritto di presentare in casi similari di aggressione del patrimonio sociale ad opera di soggetti con poteri di rappresentanza sociale o di aggressione del pa- trimonio comune». A sostegno della deduzione citale sentenze di questa Corte Sez. 2, n. 11970 del 22/01/2020, [OSCURATO:PERSONA], Rv. 278831-01e Sez. 2 , n. 40578 del 24/09/2014 , Gatti, Rv. 260363-01. [OSCURATO:PERSONA] 1. Il ricorso è fondato. Il pubblico ministero ricorrente ha correttamente richiamato l’orientamento di questa Corte, a mente del quale la legittimazione alla proposizione della querela per il reato di appropriazione indebita posto in essere ai danni della società ammi- nistrata (o di ente giuridico) da parte del legale rappresentante che sia anche socio di maggioranza(nella specie, anche presidente vicario dell’Associazione) spetta al singolo socio titolare delle residue quote, dovendo lo stesso considerarsi non solo danneggiato dal reato, ma anche persona offesa, in quanto titolare del bene giuri- dico costituito dalla integrità del patrimonio sociale (così Sez. 2, n. 11970 del 22/01/2020, [OSCURATO:PERSONA]. 278831-01: In motivazione la Corte ha rilevato che se, di regola, nei reati patrimoniali commessi ai danni di una società la legittimazione a proporre querela appartiene soltanto al legale rappresentante, sarebbe irragione- vole affermare il medesimo principio quando la condotta illecita sia stata posta in essere proprio da quest'ultimo; nello stesso senso, Sez. 2, n. 40578 del 24/09/2014, Gatti, Rv. 260363-01; più di recente, non massimate, Sez. 7, n. 18553 del 23/04/2025, Fencha; Sez.2, n. 21069 del 24/01/2023, Ambrosini). Il Tribunale si è discostato datale risalente e consolidato principio di diritto, così incorrendo nel denunciato vizio di violazione di legge. 2. Risultano correlativamente infondate le deduzioni esposte nell’interesse di [OSCURATO:PERSONA], sia in quanto -diversamente da quanto dedotto-il ricorrente si è puntual- mente confrontato con le motivazioni del provvedimento impugnato, sia in quanto le argomentazioni sviluppate dalla difesa contrastano con l’enunciato orientamento di legittimità, cui questo Collegio non intende discostarsi. 3. Quanto esposto porta all’annullamento dell’ordinanza impugnata, con rinvio al Tribunale del riesame di Trento, per nuovo giudizio. P.Q.M Annulla l'ordinanza impugnata e rinvia per nuovo giudizio al Tribunale di Trento competente ai sensi de