CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 10 novembre 2021
Cassazione n. 43147/2021
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 17/07/2020 della CORTE APPELLO di SALERNOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] 1. Con la sentenza impugnata la Corte di appello di Salerno ha confermato la condanna di [OSCURATO:PERSONA] per il reato di furto in abitazione; mentre ha ridotto la pena inflitta. 2. Avverso la sentenza ricorre l'imputato, tramite il difensore, proponendo un unico motivo con il quale denuncia violazione di legge e vizio di motivazione circa il mancato riconoscimento della figura del recesso attivo ex art. 56, comma quarto, cod. pen. 3. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza. Viene riproposto l'omologo motivo di appello che era già stato respinto avuto riguardo alla circostanza che il furto era giunto a consumazione, situazione giuridicamente incompatibile con il recesso attivo. 4. Dalla inammissibilità del ricorso discende la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma, che si stima equa, di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 10/11/2021 Il Consigliere estensore I