CassazionesentenzaSezione 1Decisione del 29 gennaio 2024
Cassazione n. 25272/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente SENTENZA sul conflitto di competenza sollevato da: [OSCURATO:PERSONA] nei confronti di [OSCURATO:PERSONA], con l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del GIP TRIBUNALE di MILANOudita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; sentite le conclusioni del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale [OSCURATO:PERSONA], che ha concluso chiedendo dichiararsi la competenza del Tribunale di Roma. udito l'avvocato [OSCURATO:PERSONA] del foro di ROMA, presente in difesa di [OSCURATO:PERSONA]' [OSCURATO:PERSONA], il quale si è riportato alle conclusioni del Procuratore generale; udito l'avvocato [OSCURATO:PERSONA] del foro di ROMA, presente in difesa di [OSCURATO:PERSONA] e quale sostituto processuale dell'avvocato [OSCURATO:PERSONA] del foro di ROMA, in difesa di [OSCURATO:PERSONA], come da nomina depositata all'odierna udienza, che ha concluso chiedendo dichiararsi la competenza del Tribunale di Roma; udito l'avvocato [OSCURATO:PERSONA] del foro di ROMA, presente in proprio e quale sostituto processuale, come da nomina depositata all'odierna udienza, dell'avvocato [OSCURATO:PERSONA] del foro di ROMA, in difesa di [OSCURATO:PERSONA], che si è riportato alle conclusioni del Procuratore generale. [OSCURATO:PERSONA] 1. Con sentenza del [OSCURATO:DATA_NASCITA], il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma ha declinato la propria competenza territoriale - nell'ambito del processo a carico di [OSCURATO:PERSONA] e altri, a vario titolo imputati ex artt. 615-ter e 648-bis cod. pen., disponendo trasmettersi gli atti al Procuratore della Repubblica di Milano. Tale decisione si fonda sulle seguenti considerazioni: - quanto alle contestazioni ex art. 615-ter cod. pen., occorre fare riferimento alla pronuncia delle Sezioni Unite di questa Corte (Sez. U, n. 17325 del 26/03/2015, Rocco, Rv. 263020 — 01), secondo cui il luogo di consumazione di tale reato, da prendere in considerazione ai fini della individuazione della competenza territoriale, è quello nel quale si trova colui che si introduce abusivamente nel sistema e non quello in cui è ubicato il server; - in ordine alle contestazioni ex art. 648-bis cod. pen., le somme destinate ad [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] sono state incassate presso l'ufficio postale denominato "Milano 80", ubicato nel capoluogo lombardo, mediante vaglia clonati, per essere successivamente riversate su un conto corrente aperto con le false generalità del Pugnaloni e, infine, accreditate su altri conti correnti. A Milano si sono svolte, dunque, le operazioni di donazione dei vaglia e di fittizia intestazione del conto corrente a [OSCURATO:PERSONA], mentre le ulteriori distribuzioni di denaro rappresentano - rispetto a tali operazioni - un post factum e non valgono a radicare una diversa competenza per territorio; - sussiste connessione fra le ipotesi di abusivo accesso al sistema informatico di [OSCURATO:PERSONA] e di riciclaggio, essendo il primo reato strumentale rispetto al secondo, in quanto finalizzato a verificare sia l'avvenuto pagamento di determinati vaglia, sia le successive distribuzioni di denaro, poste in essere mediante vaglia postale. La connessione tra le suddette fattispecie incriminatrici determina lo spostamento della competenza territoriale, a norma dell'art. 16 cod. proc. pen., verso il Tribunale di Milano, competente per il reato più grave, ossia il riciclaggio perpetrato in danno di [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA]. 1.1. In data [OSCURATO:DATA_NASCITA], il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano ha presentato, nei confronti dei medesimi imputati, richiesta di rinvio a giudizio e, in vista dell'udienza preliminare, ha inoltrato una memoria, a mezzo della quale ha domandato la rimessione degli atti a questa Corte, a norma degli artt. 28 e 30 cod. proc. pen. o, in subordine, ex art. 24-bis cod. proc. pen., per sentir dichiarare la competenza territoriale del Tribunale di Roma. 1.2. Con l'ordinanza indicata in epigrafe, il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Milano ha rimesso gli atti a questa Corte, per la risoluzione del conflitto negativo di competenza, dando la prescritta comunicazione al Giudice in conflitto. Tale provvedimento si basa sulle seguenti considerazioni: - il delitto di riciclaggio non e teRratd integrato mediante il compimento delle operazioni di clonazione dei vaglia, nonché di fittizia intestazione del conto corrente a [OSCURATO:PERSONA] (fatti pacificamente realizzatisi in Milano), costituendo queste condotte il delitto presupposto, atto a generare la provvista di euro 85.000,00, oggetto della distinta e successiva condotta di autoriciclaggio, essendo peraltro chiaro - già dalla formulazione dell'imputazione - come tale delitto presupposto sia stato consumato ad opera di persone diverse, rispetto a Carchedi, Gasperini e Sirio, ossia coloro che sono imputati di riciclaggio; - l'effetto dissimulatori°, atto a integrare il contestato delitto di riciclaggio, si è concretizzato allorquando Gasperini e Carchedi hanno ottenuto l'assenso della Sirio, a farsi accreditare la somma di euro 79.000,00 su conto corrente ad ella intestato e, in seguito, ad effettuare ulteriori operazioni di smistamento del denaro; - il delitto di riciclaggio, quindi, si è perfezionato in Roma, ossia laddove la Sirio aveva il conto corrente sul quale sono giunte le somme destinate a essere in seguito smistate, conto dal quale è stata prelevata parte della provvista e dal quale sono stati effettuati i successivi bonifici. 2. Il Procuratore generale, riportandosi alla requisitoria scritta già presentata, ha chiesto dichiararsi la competenza del Tribunale di Roma. Trattandosi di questione di competenza territoriale relativa al delitto di riciclaggio e non essendo stato accertato il luogo di formazione della provvista, occorre aver riguardo al luogo nel quale la materiale distribuzione del denaro, provento di delitti presupposti, risulti realizzata. Nella concreta fattispecie, il conto corrente dal quale sono state realizzate le condotte di frammentazione della somma è quello intestato a [OSCURATO:PERSONA], circostanza che radica la competenza territoriale del Tribunale di Roma. [OSCURATO:PERSONA] 1. Preliminarmente va dichiarata l'ammissibilità, in rito, del proposto conflitto di competenza. Il principio di diritto pacificamente affermato dalla giurisprudenza di legittimità, infatti, è che le condizioni necessarie - ai fini della configurabilità del conflitto negativo - siano rappresentate dal doppio rifiuto di provvedere sulla medesima questione, in ragione della ritenuta propria incompetenza, espresso da due giudici, i quali si indichino reciprocamente come competenti; viene in tal modo a determinarsi la stasi del procedimento, che non può essere risolto senza l'intervento della Corte regolatrice (Sez. 1, n. 4960 del 12/10/1995, [OSCURATO:PERSONA]. 202673; Sez. 1, n. 1858 del 28/04/1992, Becchimanzi, Rv. 190522). Tanto premesso, in punto di ammissibilità del conflitto, deve dichiararsi la competenza per territorio del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma. 2. Integrando la ricostruzione storica e oggettiva esposta in parte narrativa, si può precisare come il meccanismo delittuoso ipotizzato dall'accusa fosse articolato nei seguenti termini: - alcuni impiegati e direttori di uffici postali, operanti sul territorio nazionale, avrebbero compiuto una pluralità di abusivi accessi al sistema informatico di [OSCURATO:PERSONA], al fine di controllare l'avvenuto pagamento di determinati vaglia; - una volta che ciò risultava esser stato effettuato, il vaglia stesso veniva "clonato" e presentato all'incasso presso determinati uffici postali; - due di tali vaglia, l'uno dell'importo di euro 140.000,00 e l'altro dell'importo di euro 85.000,00, sono stati contraffatti e presentati all'incasso presso l'ufficio postale "Milano 80", ad opera di soggetti non identificati, i quali hanno aperto un conto corrente ad hoc, spendendo le false generalità dei legittimi intestatari Pugnaloni e Gaviano; - [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], soggetti diversi dagli ignoti che avevano clonato e portato all'incasso i suddetti vaglia (le cui somme erano state nel frattempo versate, come detto, su un conto corrente falsamente intestato ai reali beneficiari Pugnaloni e Gaviano), hanno convinto [OSCURATO:PERSONA] a farsi accreditare, sul proprio conto corrente, parte di tali somme e, in seguito, ad effettuare bonifici parziali verso i conti correnti di altri soggetti compiacenti. 3. Quanto al fenomeno dello spostamento di competenza ai sensi dell'art.16 cod. proc. pen., pare sufficiente richiamare il dictum di Sez. 6, n. 30998 del 19/04/2018, M., Rv. 274019- 01, a mente della quale: «Ai fini della configurabilità della connessione teleologica prevista dall'art. 12, lett. c), cod. proc. pen. e della sua idoneità a determinare uno spostamento della competenza per territorio, non è richiesto che vi sia identità fra gli autori del reato fine e quelli del reato mezzo, a condizione che risulti un effettivo legame finalistico fra i reati commessi da soggetti diversi». Nel caso di specie, l'accusa ipotizza che i reati strumentali ex art. 615-ter cod. pen. siano stati commessi ad opera di soggetti diversi, rispetto agli autori del reato-fine di riciclaggio; l'evidente legame finalistico, esistente fra l'accesso abusivo al sistema informatico e il successivo riciclaggio della provvista illecitamente costituita, però, legittima pienamente l'attrazione della competenza verso il giudice competente in relazione al reato più grave.3.1. Il più grave degli episodi di riciclaggio sussunti in rubrica è quello contestato sub 7); la soluzione della dedotta questione, allora, si incentra sulla definizione della competenza territoriale relativa a tale delitto. [OSCURATO:PERSONA] dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma, come detto, ha ritenuto di poter anticipare la soglia della consumazione di tale modello legale, inglobandovi anche le condotte consistenti nella clonazione dei vaglia e nell'apertura dei conti correnti fittiziamente intestati a Pugnaloni e Gaviano; il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Milano è andato in contrario avviso, ritenendo che tali condotte - peraltro ascrivibili a soggetti diversi - integrassero più propriamente i delitti presupposti, di truffa e sostituzione di persona e non potessero già essere ricondotte al paradigma normativo ex art. 648-bis cod. pen. 3.2. La competenza inerente al reato di riciclaggio, laddove questo sia eseguito mediante modalità frammentata, in tempi diversi e ad opera di soggetti tra loro distinti, va determinata sulla falsariga del canone ermeneutico fissato da Sez. 2, n. 38105 del 08/04/2021, Brotini, Rv. 282019, secondo la quale: «In tema di riciclaggio, ai fini della determinazione della competenza territoriale, il reato realizzato con condotte frammentarie e progressive, affidate a plurimi soggetti che apportino il loro contributo in tempi e luoghi diversi, deve considerarsi consumato ove si realizza il primo atto, ancorché costituente un segmento della condotta tipica»(si ricorda anche Sez. 2, n. 29611 del 27/04/2016, Bokossa, Rv. 267511, secondo la quale: «Il reato di riciclaggio, pur essendo a consumazione istantanea, è reato a forma libera e può anche atteggiarsi a reato eventualmente permanente quando il suo autore lo progetti e lo esegua con modalità frammentarie e progressive»). In base a tale principio di diritto, la competenza territoriale relativa al reato sub 7) - e, consequenzialmente, in ordine all'intero processo, in virtù della sopra richiamata "forza di attrazione" - consegue all'individuazione del primo atto costituente la condotta segmentata di riciclaggio. 3.3. Ulteriore principio di diritto al quale attenersi è quello dettato da Sez. 1, n. 31335 del 23/03/2018, Giugliano, Rv. 273484 - 01, secondo la quale: «La competenza per territorio, nell'ipotesi di reati connessi, si determina avendo riguardo alla contestazione formulata dal pubblico ministero, a meno che la stessa non contenga rilevanti errori, macroscopici ed immediatamente percepibili». 4. Nella descrizione della condotta di riciclaggio contestata al capo 7), vi è l'espresso richiamo alla commissione del reato di contraffazione dei vaglia, ad opera di ignoti e nel quale non concorrono i soggetti attivi del riciclaggio Gasperini, Carchedi e Sirio. Nella descrizione delle contestazioni ex art. 615-ter cod. pen., inoltre, si trova il riferimento al fatto che il vaglia donato sia stato posto all'in sso /LA / • a Milano. Secondo la stessa contestazione, quindi, fra gli accessi abusivi al sistema informatico di [OSCURATO:PERSONA] e la concretizzazione della condotta integrante la fattispecie delittuosa del riciclaggio, esiste una fase intermedia, nella quale vengono poste in essere altre condotte. 4.1. Ritiene il Collegio, allora, che l'effetto dissimulatorio, atto a integrare la figura tipica del riciclaggio, si sia realizzato solo mediante l'invio della ( già creata) provvista illecita, sul conto corrente intestato a un so ggetto diverso, rispetto al legittimo prenditore, ossia - stando alla contestazione - allorquando il denaro è stato accreditato sul conto corrente di [OSCURATO:PERSONA], a Roma. 4.2. Le condotte precedenti - sarebbe a dire, la clonazione dei vaglia e l'apertura del conto corrente, falsamente intestato ai legittimi beneficiari - sebbene sicuramente verificatesi a Milano, per un verso sembrano adombrare altri reati, al momento non oggetto di contestazione, per altro verso hanno una natura prodromica e propedeutica, rispetto all'effetto dissimulatorio atto a inte grare il modello legale del riciclaggio. Pacifico, invece, è che il conto corrente sul quale la provvista illecitamente accumulata è confluita, per poi essere smistata, si trovi a Roma. 5. Alla luce delle considerazioni che precedono, deve essere dichiarata la competenza di Roma, laddove dovranno essere trasmessi gli atti. P.Q.M. Decidendo sul conflitto, dichiar