CassazionesentenzaSezione 2
Cassazione n. 17559/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
024 ha pronunciato la seguente Sentenza sul ricorso iscritto al n.10879/2021 proposto da : [OSCURATO:PERSONA], difesodall'avvocato [OSCURATO:PERSONA] e domici- liatoa Roma presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] R e ; -ricorrente- contro [OSCURATO:PERSONA], difeso da sé e dall’avvocato [OSCURATO:PERSONA]; -controricorrente- avversola sentenza della Corte di appello di Roma n. 4833 / 2020 de l 9/10/2020. Ascoltata la relazione del consigliere [OSCURATO:PERSONA]. Ascoltato il Sostituto procuratore generale , [OSCURATO:PERSONA], che ha concluso per l’accoglimento del ricorso. Ascoltatigli avvocati [OSCURATO:PERSONA] per il ricorrente e [OSCURATO:PERSONA] per il controricorrente. 2di 6 – 10879 /20 21 – 2 – 1 3 / 0 2 /202 4 ( 14 ) – [OSCURATO:PERSONA]. Fatti di causa Nel 2010 l’avvocato [OSCURATO:PERSONA], iscritto al foro di Milano, conveniva dinanzi al Tribunale di Roma il cliente [OSCURATO:PERSONA] per la condanna al corrispettivo di attività professionale. Nel 2013,nelle more del giudizio di primo grado,l’avvocato trasferiva altrove il proprio stu- dio secondario di Roma. N el 2015 , all’esito del primo grado, il cliente veniva condannato a € 9.000. Egli attivava tempestivamente(alla fine di febbraio del 2015) il procedimento di notifica del l’ atto di appello pressoil domicilio che l ’avvocato aveva originariamente eletto al fine del giudizio, ma la notifica non andava a buon fine entro (in conse- guenza del menzionato trasferimento dello studiolegale) e l’atto intro- duttivo veniva restituito al notificante. Alcuni mesi dopo (a luglio del 2015), nella prima udienzadel giudizio di appello, la Corte territoriale ha ordinato la rinnovazione della notificazione dell’atto introduttivo . Costituitosil’appellato, egli ha eccepitol’inammissibilità dell’appello per tardività. Nel merito ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado. All’esito, la Corte di appello haaccolto l’eccezione preliminare dell’appellato,dichiarando l’ appello inammissibil e per tardività. Ricorre in cassazione il cliente, già convenuto e appellante, con tre motivi. L’avvocato, già attore e appellato, resiste con controricorso. A seguito di proposta di definizione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. nel senso della manifesta infondatezzadel ricorso, il ricorrente ha richiesto la decisione.Con ordinanza interlocutoria n. 28899/2023 il Collegio ha rimesso latrattazione del ricorso in udienza pubblica. Il Pubblico Ministero ha concluso per l’accoglimento del ricorso. Sono pervenute memorie. Ragioni della decisione 1. -Il primo motivo denuncia, sotto un primo profilo, che la notifica sia stata considerata inesistente e non già affetta da nullità sanabile ex 3di 6 – 10879 /20 21 – 2 – 1 3 / 0 2 /202 4 ( 14 ) – [OSCURATO:PERSONA]. art. 291 c.p.c. Sotto un secondo profilo, si fa valere che la notifica era avvenuta nel rispetto dell’art. 330 c.p.c. e dell’art. 82 r.d. 37/1934. Sotto un terzo profilo, si fanno valere gli orientamenti giurisprudenziali dell’epoca in tema di mancato perfezionamento della notificazione per caso fortuito. Sotto un quarto profilo, si fa valere che la notificazione era comunque nulla (e non inesistente), poichépromossa in un luogo collegato al destinatario. Si deduce violazione degli artt. 325, 164, 291, 330c.p.c. e dell’art. 82 r.d. 37/1934. Il secondo motivo denuncia la violazione dell’art. 291 c.p.c. perché in precedenza era stata ordinata ed eseguita la rinnovazione della no- tificazione dell’atto di appello con impedimento di ogni decadenza. Il terzo motivo denuncia la violazione dei principi del giusto processo, sotto il profilo del diritto ad ottenere una pronuncia di merito e del dovere di adottare interpretazioni tendenti a garantire il raggiungi- mento di tale finalità. Si deduce violazione degli artt. 111 Cost. e 6 Cedu. 2. –I tre motivi di ricorso possono essere esaminati congiuntamente per connessione. Essi non sono fondati. La parte censurata della sentenza è (in sintesi) la seguente. Notifi- cata la sentenza il 2/2/2015, il termine breve per l'appello è scaduto il [OSCURATO:DATA_NASCITA]. La notificazione dell'appello a mezzo di ufficiale giudiziario eseguita il 27/2/ 2015 non è andata a buon fine a causa del trasferi- mento medio tempore dello studio legale presso il quale l'attore appel- lato aveva eletto domicilio ai fini del giudizio. La notificazione deve ri- tenersi inesistente, poiché l'avvocato[…] aveva comunicato all'ordine di appartenenza fin dal 25/3/2013il trasferimento della sede seconda- ria dello studio legale al nuovo indirizzo. In ogni caso, il mancato per- fezionamento della notificazione nel termine di decadenza è imputabile 4di 6 – 10879 /20 21 – 2 – 1 3 / 0 2 /202 4 ( 14 ) – [OSCURATO:PERSONA]. a negligenza del notificante, poiché è onere della parte l'accertamento del domicilio attuale del notificato e che, fallito il tentativo di notifica- zione del 27/2/2015, l’appellante avrebbe dovuto diligentemente rin- novare la notificazione, avendoancora 5 giorni a disposizione per farlo prima della scadenza del termine di impugnazione. La successiva noti- ficazione del 28/7/2015, ancorché autorizzata dalla corte, è stata per- ciò eseguita a decadenza già intervenuta. 3. – L’ ordinanza interlocut oria n. 28899/2023 ha rimesso il ricorso all’udienza pubblicaper la rilevanza nomofilattica della questione se il rilascio di un ordine di sanatoria da parte del giudice, pur erroneo (trat- tandosi di notifica inesistente per mancata consegna , quindi non su- scettibile di essere rinnovata ex art. 291 c.p.c., cfr. Cass. SU 14916/2016) abbia comunque destato nell’appellante l’aspettativa ra- gionevole che l’appello potesse a quel punto concludersi con una deci- sione nel merito e non con una sentenza d’inammissibilitàdell’appello. 4.– Le sezioni hanno affermato che, in caso di notifica di atti pro- cessuali non andata a buon fine per ragioni non imputabili al notifi- cante, l'estensione del principio della scissione degli effetti alla proce- dura notificatoria che non abbia avuto esito, aifini della conservazione degli effetti collegati alla richiesta originaria, è condizionata all'accer- tamento dell'assenza di colpa del notificante, che rileva sotto un duplice aspetto in quanto, da un lato, è necessario che il mancato perfeziona- mento nonderivi da responsabilità della parte, dall'altro che quest'ul- tima non sia rimasta inerte, ma abbia diligentemente agito per assicu- rare la continuità e la speditezza del procedimento (Cass. SU 13394/2022). Con riferimento al caso di specie, era dunque esigibile che il notifi- cante, appreso alla fine di febbraio 2015 del mancato perfezionamento della notificazione, si determinasse tempestivamente ed 5di 6 – 10879 /20 21 – 2 – 1 3 / 0 2 /202 4 ( 14 ) – [OSCURATO:PERSONA]. autonomamente al fine di riattivare il procedimento di notificazione, senza attendere ben quattro mesi (cioè, l’udienza del 22 luglio 2015) per chiedere al giudice l’autorizzazione alla rinnovazione della notifica- zione. Tale negligenza non consente di ritenere meritevole di protezione l’affidamento generato nella parte dall’erroneo rilascio ex art. 291 c.p.c. dell’ordine di rinnovazione della notificazione. Per completezza di esposizione, osserva il Collegio che non sarebbe applicabile neppure quella giurisprudenza (Cass. SS.UU. 3818/2009 , 3960/2009, 14494/2019 e 25339/2015, Cass. 8983/2023) che con- sente alla parte di riattivare il procedimento notificatorio mediante istanza al giudice ad quem- da depositarsi contestualmente all'atte- stazione dell'omessa notifica, nel termine previsto per la costituzione della parte nel caso di regolare instaurazione del contraddittorio -volta a domandare la fissazione di un termine perentorio per il relativo com- pletamento. Infatti, nel caso di specie l’istanza non risulta depositata nel termine previsto per la costituzione della parte (cfr. art. 165 c.p.c., richiamato dall’art. 347c.p.c.) nel caso di regolare instaurazione del contradditto- rio, ma risulta avanzata direttamente alla prima udienza del 22/7/2015, quindi oltre il termine stabilito per la costituzione della parte. In questi sensi (quindi con corrispondente correzione della sentenza impugnata), il ricorso è rigettato. Il carattere non univoco degli orientamenti giurisprudenzialicon ri- ferimentoalla disciplina di fattispecie così articolate, verificatesi ante- riormente Cass. SU 14594/2016,giustifica la compensazione integrale tra le parti delle spese del giudizio di legittimità, così come giustifica a fortiorila non applicazione dell’art. 96 co. 3 e 4 c.p.c. riformati. Infatti, 6di 6 – 10879 /20 21 – 2 – 1 3 / 0 2 /202 4 ( 14 ) – [OSCURATO:PERSONA]. Cass. SU 27433/2023 contempla la possibilità che emergano « indici che possano far propendere per una diversa applicazione» di tale di- sposizione(a ciò si aggiunga che la decisione finale argomenta il rigetto del ricorso sulla base di ragioni non perfettamente coincidenti con quelle poste a fondamento della proposta ex art. 380-bis c.p.c.). Ai sensi dell’art. 13 co. 1quater d.p.r. 115/2002, si dà atto della sus- sistenza dei presupposti processuali per il versamento, ad opera della parte ricorrente, di un'ulteriore somma pari a quella prevista per il ri- corso a titolo di contributo unificato a norma dell’art. 1bis dello stesso art. 13, se dovuto. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso e compensa tra le parti le spese del giudizio di legittimità. Sussistono i presupposti processuali per il versamento, ad opera della parte ricorrente, di