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CassazionesentenzaSezione 7

Cassazione n. 21604/2023

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la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] nato il [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 22/04/2022 della CORTE APPELLO di FIRENZEdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; OSSERVA

1. Visto il ricorso proposto da [OSCURATO:PERSONA] avverso la sentenza della Corte d'Appello di Firenze, che ha confermato la pronuncia di primo grado con cui l'imputato è stato condannato per il delitto di lesioni aggravate. 4

2. Considerato che il primo ed unico motivo di ricorso, con cui si ripropone la questione relativa alla concedibilità delle circostanze attenuanti generiche, già dichiarata inammissibile per aspecificità dal giudice di secondo grado, è manifestamente infondato e, ancora una volta, proposto in modo alquanto generico, facendosi leva sulla regolare presenza sul territorio, sull'incensuratezza e sul comportamento processuale, dati di per sé non automaticamente idonei a determinare la concessione del beneficio.

La Corte territoriale, richiamando la sentenza del primo giudice, ha evidenziato la gravità del reato commesso, per le modalità della condotta ed il danno cagionato alla vittima, quali elementi ostativi al riconoscimento delle attenuanti richieste.

In tema di attenuanti generiche, il giudice del merito esprime un giudizio di fatto, la cui motivazione è insindacabile in sede di legittimità, purché sia non contraddittoria e dia conto, anche richiamandoli, degli elementi, tra quelli indicati nell'art. 133 cod. pen., considerati preponderanti ai fini della concessione o dell'esclusione (cfr., per tutte, Sez. 5, n. 43952 del 13/4/2017, Pettinelli, Rv. 271269); sicchè anche un solo elemento attinente alla personalità del colpevole o all'entità del reato ed alle modalità di esecuzione di esso può risultare all'uopo sufficiente (Sez. 2, n. 23093 del 15/7/2020, Marigliano, Rv. 279549).

Le circostanze attenuanti generiche, in altre parole, hanno lo scopo di estendere le possibilità di adeguamento della pena in senso favorevole all'imputato, in considerazione di situazioni e circostanze che effettivamente incidano sull'apprezzamento dell'entità del reato e della capacità a delinquere del reo, sicché il riconoscimento di esse richiede la dimostrazione di elementi di segno positivo (Sez. 2, n. 9299 del 7/11/2018, dep. 2019, Villani, Rv. 275640).

3. Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende (cfr.

Corte cost. n. 186 del 2000).

P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Così deci

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] nato il [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 22/04/2022 della CORTE APPELLO di FIRENZEdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; OSSERVA 1. Visto il ricorso proposto da [OSCURATO:PERSONA] avverso la sentenza della Corte d'Appello di Firenze, che ha confermato la pronuncia di primo grado con cui l'imputato è stato condannato per il delitto di lesioni aggravate. 4 2. Considerato che il primo ed unico motivo di ricorso, con cui si ripropone la questione relativa alla concedibilità delle circostanze attenuanti generiche, già dichiarata inammissibile per aspecificità dal giudice di secondo grado, è manifestamente infondato e, ancora una volta, proposto in modo alquanto generico, facendosi leva sulla regolare presenza sul territorio, sull'incensuratezza e sul comportamento processuale, dati di per sé non automaticamente idonei a determinare la concessione del beneficio. La Corte territoriale, richiamando la sentenza del primo giudice, ha evidenziato la gravità del reato commesso, per le modalità della condotta ed il danno cagionato alla vittima, quali elementi ostativi al riconoscimento delle attenuanti richieste. In tema di attenuanti generiche, il giudice del merito esprime un giudizio di fatto, la cui motivazione è insindacabile in sede di legittimità, purché sia non contraddittoria e dia conto, anche richiamandoli, degli elementi, tra quelli indicati nell'art. 133 cod. pen., considerati preponderanti ai fini della concessione o dell'esclusione (cfr., per tutte, Sez. 5, n. 43952 del 13/4/2017, Pettinelli, Rv. 271269); sicchè anche un solo elemento attinente alla personalità del colpevole o all'entità del reato ed alle modalità di esecuzione di esso può risultare all'uopo sufficiente (Sez. 2, n. 23093 del 15/7/2020, Marigliano, Rv. 279549). Le circostanze attenuanti generiche, in altre parole, hanno lo scopo di estendere le possibilità di adeguamento della pena in senso favorevole all'imputato, in considerazione di situazioni e circostanze che effettivamente incidano sull'apprezzamento dell'entità del reato e della capacità a delinquere del reo, sicché il riconoscimento di esse richiede la dimostrazione di elementi di segno positivo (Sez. 2, n. 9299 del 7/11/2018, dep. 2019, Villani, Rv. 275640). 3. Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende (cfr. Corte cost. n. 186 del 2000). P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deci
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