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CassazionesentenzaSezione 1

Cassazione n. 11491/2024

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031008 – in persona del legale rappresentante pro tempore , in proprio e qual e capogruppo - mandataria dell’A.T.I. costituita con la “Tecnic” s.p.a. ([OSCURATO:CODICE_FISCALE_SOCIETA])e con la “C.R.A.” s.p.a. ([OSCURATO:CODICE_FISCALE_SOCIETA]), elettivamente domiciliata in Roma , alla p ia zza Sa n Bernardo, n. 101, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] che l a rappresenta e difendein virtù di procura speciale in calce al ricorso.

RICORRENTE contro [OSCURATO:SOCIETA]. –[OSCURATO:CODICE_FISCALE_SOCIETA] - in persona del legale rappresentante pro tempore,rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, alla via dei Portoghesi, n. 12, domicilia per legge.

CONTRORICORRENTE avverso la sentenza n. 6482– 13.9 /

13.10. 20 1 7 della Corte d’Appello di Rom a , udita la relazione nella camera di consiglio del 31gennaio 202 4 del consigliere dott. [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] 1.Con atto notificato i l 1 3 . 6 .20 0 7 la “ Technital” s.p.a., in proprio e quale capogruppo-mandataria dell’A.T.I. costituita con la “Tecnic” s.p.a. e la “C.R.A.” s.p.a.,citava a comparire dinanzi al Tribunale di Roma l ’ “A .N.A.S. ” [OSCURATO:SOCIETA] che con contratto stipulato il 29 . 7 . 1999 la convenuta aveva affidato all’A.T.I. l’incarico di redazione della progettazione definitiva ed esecutiva e del piano di sicurezza dei “lavori di ammodernamento ed adeguamento al tipo 1/b delle Norme CNR/80 (…): dal km 2+500 (…) al km 8+000 dell’autostrada Salerno –[OSCURATO:PERSONA]” (cfr. ricorso, pag. 3) .

Premettevache, risolto l’appalto che il[OSCURATO:DATA_NASCITA] l’ “[OSCURATO:SOCIETA].” e l’aggiudicataria “[OSCURATO:PERSONA]” s.p.a. avevano siglato,sulla base del la progettazione e del piano all’uopo redatti(cfr. ricorso, pagg. 3 - 4 ) , un accordo con il quale all’A.T.I. era stato,l’[OSCURATO:DATA_NASCITA], affidato a trattativa privata l’incarico di rielaborare la progettazione esecutiva ed i l piano di sicurezza (cfr. ricorso, pag. 5).

Indi esponeva che,in adempimento del contratto stipulato con l’ “[OSCURATO:SOCIETA].” il 29.10.2004 ai fini della rielaborazione progettuale per il corrispettivo di euro 460.000,00, oltre i.v.a. ed accessori, aveva provveduto alla consegna degli elaborati nei ristretti termini concessi, benché la committente avesse in corso d’opera richiesto modifiche alla progettazione tali da determina re lo stravolgimento dell’oggetto del contratto(cfr. ricorso, pag. 6).

Chiedeva dunque condannar si la convenuta al pagamento dell a somm a di euro 1.946.000,00, oltre interessi e rivalutazione monetaria, a titolo di corrispettivo per le maggiori e più complesse prestazioni professionali rese nell’ambito del contratto stipulato il 29.10.2004(cfr. ricorso, pag. 3). 2.Si costituiva l’ “ A. N. A.S. ” s.p.a .Instava per il rigetto dell’avversa domanda.

3. E spletata la c.t.u., c on sentenza n. 6406 del 28.3.2012 il t ribunale accoglieva parzialmente la domanda attorea e, per l’effetto, condannava la convenuta al pagamento della somma di euro 1.343.945,73, oltre interessi e rivalutazione Reputava il tribunale destituita di fondamento l’eccezione della convenuta circa la soggezione,ex art. 18 dell’atto di sottomissione in data 25.3.2004 , della pretesa ex adversoazionata al regime delle riserve ex art. 54 r.d. n. 350/1895 (cfr. sentenza d’appello, pag. 2). 4.L’ “A.

N.A.S. ” s. p . a . proponeva appello .

Resisteva la “Technital” s.p.a., in proprio e quale capogruppo-mandataria dell’A.T.I. costituita con la “Tecnic” s.p.a. e la “C.R.A.”s.p.a. 5.Con sentenza n. 6 48 2 /201 7 la Corte d’Appello di Roma , in accoglimento del gravame, rigettava la domanda esperita in prime cure dall’A.T.I., che condannava al pagamento delle spese del doppio grado.

Evidenziava la corte- in ordine al l’articolato unico motivo d’app ello , con il quale l’“[OSCURATO:SOCIETA].” si era doluta per il rigetto della surriferita eccezione – che l’A.T.I. a torto reputava,in dipendenza della diversità qualitativa e quantitativa delle opere eseguite edella natura privatistica del l ’ “[OSCURATO:SOCIETA].”, la fattispecie controversa sottratta al regime delle riserve,prefigurato all’art. 18 dell’atto di sottomissione siglato dalle parti il 25.3.2004 (cfr. sentenza d’appello, pag. 3).

Evidenziava in particolareche l’operatività della disciplina delle riserve ex art. 18 cit. non solo traeva titolo dall’autonomia negoziale, ma si giustificava in considerazione della natura dell’ “[OSCURATO:SOCIETA].”, che, sebbene aventeveste di s.p.a., era da assimilare ad un ente pubblico “in considerazione della intera matrice pubblica del capitale” (cosìsentenza d’appello, pag. 3).Evidenziava quindi che l’A.T.I. non av eva provveduto, così come avrebbe dovuto, a formalizzare la pretesa di maggiori compensi ai sensi dell’art. 18 dell’atto di sottomissione “mediante comunicazione scritta da far pervenire all’indirizzo del committente tramite lettera raccomandata a.r. entro il termine di decadenza di 15 giorni dalla data in cui si è verificata la causa delle riserve” (cfr. sentenza d’appello, pag. 4).

Evidenziavainfine che erano da respingere le domande subordinate ex artt.2043 e 2041 cod. civ.in difetto dei presupposti normativi, in particolare, con riferimento all’azione ex art. 2041 cod. civ., in considerazione del carattere residuale di tale azione e dell’esperibilità, da parte dell’ “A.T.I.”, di ulteriori rimedi giudiziali(cfr. sentenza d’appello, pag. 5). 6.Avverso tale sentenza ha proposto ricorso la “Technital” s.p.a., in proprio e quale capogruppo-mandataria dell’A.T.I. costituita con la “Tecnic” s.p.a. e con la “C.R.A.” s.p.a.; ne ha chiesto, sulla scorta di nove motivi , la cassazione con ogni conseguente statuizione anche in ordine alle spese di lite.

L’ “[OSCURATO:SOCIETA].” s.p.a. ha depositato cont r oricorso; ha chiesto dichiararsi inammissibile o rigettarsi il ricorso con il favore delle spese. 7.La ricorrente ha depositato memoria . [OSCURATO:PERSONA] 8.Con il primo motivo l a ricorrente denuncia ai sensi dell’art. 360, 1° co., n. 4, cod. proc. civ. la nullità della sentenzain relazione all’art. 132, 2° co., n. 4, cod. proc. civ. per assenza dimotivazione.

Deduce che la Corte di Roma, allorché ha opinato nel senso dell’applicabilità dell’art. 18 delcontratto d’appalto e dunque per l’assoggettabilità della richiesta di pagamento delmaggior corrispettivo alle prefigurazioni in tema di riserve, ha statuitocon motivazione incomprensibile, apparente ed inesistente (cfr. ricorso, pagg. 11 -12).

Deduce che nella specie si controverte in ordine ad “una domanda di pagamento del maggior corrispettivo maturato a causa dello stravolgimento dell’oggetto contrattuale” (così ricorso, pag. 13).

Deduce inoltre che non vi è alcuna connessione tra l’art. 18 del contratto d’appalto e la natura giuridica dell’ “[OSCURATO:SOCIETA].”, che la corte d’appello ha assimilato ad un ente pubblico(cfr. ricorso, pag. 13). 9.Con il secondo motivo l a ricorrente denuncia ai sensi dell’art. 360, 1° co., n. 3, cod. proc. civ. la violazione o falsa applicazione degli artt. 1362, 1370 e 1371 cod. civ., dell’art. 18 del contratto d’appalto e dell’art. 54 del r.d. n. 350/1895.

Deduce che la Corte di Romaha erroneamente interpretato e di conseguen za applicato l’art. 18 del contratto d’appalto (cfr. ricorso, pagg. 14- 15 ) .

Deduce che la sua domanda non aveva ad oggetto una riserva originata da fatti causativi di danni bensì il pagamento delmaggior corrispettivo maturat o (cfr. ricorso, pag. 15).

Deduce in particolare che gli accertamenti condotti dal c.t.u. hanno reso evidente che il maggior corrispettivo “non era stato originato da fatti causativi di danni per i quali avrebbe potuto trovare applicazione l’art. 18 del contratto di appalto, ma da una differente progettazione realizzata rispetto alle originarie previsioni di contratto” (così ricorso, pag. 16)ovvero che si è trattato, “di fatto, di opere nuove, diverse e sostitutive di quelle originarie” (così ricorso, pag. 16).Deduce quindi che per la diversa e maggiore progettazione eseguita dall’ A.T.I. l’ “[OSCURATO:SOCIETA].” avrebbe dovuto stipulare un apposito atto aggiuntivo (cfr. ricorso, pag. 15).

Deduce per altro verso che l’art. 54 del r.d. n. 350/1895, in quanto relativo ad appalti di lavori pubblici dello Stato, non è suscettibile di applicazione, neppure in via analogica, agli appalti di servizi, quale quello di specie.

Deduce infine che l’inapplicabilità dell’art. 18 del contratto alla richiesta di maggiori corrispettivi si accredita viepiù alla luce degli artt. 1370 e 1371 cod. civ. (cfr. ricorso, pag. 17). 10.Il primo motivo ed il secondo motivo di ricorso sono all’evidenza connessi; il che ne giustifica l’esamecontestuale; in ogni caso, i medesimi motivi sono fondati e meritevoli di accoglimento; il loro buon esito assorbe la disamina degli ulteriori mezzi di impugnazione. 11.Vengono in rilievo le seguenti indicazioni di questa Corte di legittimità.

In tema di appalto, le nuove opere richieste dal committente costituiscono varianti in corso d’opera ove, pur non comprese nel progetto originario, siano necessarie per l’esecuzione migliore ovvero a regola d’arte dell’appalto o, comunque, rientrino nel piano dell’opera stessa; costituiscono, invece, lavori extracontrattuali quelli in possesso di un’individualità distinta rispetto all’opera originaria, seppure ad essa connessi, ovvero ne integrano una variazione quantitativa o qualitativa oltre i limiti di legge; cosicché, nel primo caso , l’appaltatore è, in linea di principio, obbligato ad eseguirle,nel secondo caso, le opere debbono costituire oggetto di un nuovo appalto (cfr. Cass. (ord.) 5.9.2023, n. 25800; Cass. 12.5.2016, n. 9767).In pari tempo, la discrezionale facoltà del committente di disporre opere che in qualche modo snaturino l’oggetto dell’appalto originario, deve essere senz’altro esercitata nel rispetto dei principi generali di correttezza, lealtà e buona fede e del dovere di cooperare all’adempimento dell’appaltatore ai sensi dell’art. 1206 cod.civ. (cfr. Cass. 22.2.2022, n. 5848) . 12.Ebbene, nel caso di specie, è fuor di contestazione che si è determinato ilradicale stravolgimento dell’iniziale contratto (“se – da un lato – la quantità di opere maggiori eseguite può considerarsi non oggetto di contestazione”: così sentenza d’appello, pag. 3), tant’è che l’iniziale corrispettivo, pattuito in euro 460.000,00 (cfr. ricorso, pag. 6) , si è incrementa to sino all’imp orto di euro 2.406.900,00 (cfr. ricorso, pag. 9), sicché è stata domandata dall’impresa la condanna dell’appaltante al pagamento della somma di euro 1.946.900,00(cfr. ricorso, pag. 3); ossia il maggiore importo di euro 2.406.900,00 , detratto l’importo di euro 460.000,00 corrisposto dall’ANAS.

In questo quadro, nella specie,la corte di merito avrebbe dovuto disconoscere qualsivoglia valenza alla previsione di cui all’art. 18 dell’atto di sottomissione in data 25.3.2004, prefigurantel’operatività del regime delle riserve, atteso che l’ “[OSCURATO:SOCIETA].” avrebbe dovuto far luogo – in ossequio ai principi di correttezza e buona fede - alla stipulazione di un contratto integrativo , contemplante il pagamento delcorrispettivo commisurato alle maggiori opere eseguite.

13. I n accoglimento del primo motivo e del secondo motivo di ricorso , assorbiti gli altri, la sentenza n. 6482/2017 della Corte d’Appello di Roma va cassata con rinvio alla stessa corte d’appello in diversa composizione anche ai fini della regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità. 14.In dipendenza del buon esito del ricorso non sussistono i presupposti perché, ai sensi dell’art. 13, 1° co. quater, d.P.R. n. 115/2002, la ricorrente sia tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione a norma del 1° co. bisdell’art. 13 d.P.R. cit.

P.Q.M. [OSCURATO:PERSONA] il primo motivo ed il secondo motivo di ricorso, assorbiti tutti gli ulteriori motivi, cassa in relazione ai motivi accolti la sentenza n. 6482/2017 della Corte d’Appello di Roma erinvia alla stessa corte d’appello in diversa composizione, anche ai fini della regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio della I sez. civ. della Corte Suprema di Cas

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
031008 – in persona del legale rappresentante pro tempore , in proprio e qual e capogruppo - mandataria dell’A.T.I. costituita con la “Tecnic” s.p.a. ([OSCURATO:CODICE_FISCALE_SOCIETA])e con la “C.R.A.” s.p.a. ([OSCURATO:CODICE_FISCALE_SOCIETA]), elettivamente domiciliata in Roma , alla p ia zza Sa n Bernardo, n. 101, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] che l a rappresenta e difendein virtù di procura speciale in calce al ricorso. RICORRENTE contro [OSCURATO:SOCIETA]. –[OSCURATO:CODICE_FISCALE_SOCIETA] - in persona del legale rappresentante pro tempore,rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, alla via dei Portoghesi, n. 12, domicilia per legge. CONTRORICORRENTE avverso la sentenza n. 6482– 13.9 / 13.10. 20 1 7 della Corte d’Appello di Rom a , udita la relazione nella camera di consiglio del 31gennaio 202 4 del consigliere dott. [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] 1.Con atto notificato i l 1 3 . 6 .20 0 7 la “ Technital” s.p.a., in proprio e quale capogruppo-mandataria dell’A.T.I. costituita con la “Tecnic” s.p.a. e la “C.R.A.” s.p.a.,citava a comparire dinanzi al Tribunale di Roma l ’ “A .N.A.S. ” [OSCURATO:SOCIETA] che con contratto stipulato il 29 . 7 . 1999 la convenuta aveva affidato all’A.T.I. l’incarico di redazione della progettazione definitiva ed esecutiva e del piano di sicurezza dei “lavori di ammodernamento ed adeguamento al tipo 1/b delle Norme CNR/80 (…): dal km 2+500 (…) al km 8+000 dell’autostrada Salerno –[OSCURATO:PERSONA]” (cfr. ricorso, pag. 3) . Premettevache, risolto l’appalto che il[OSCURATO:DATA_NASCITA] l’ “[OSCURATO:SOCIETA].” e l’aggiudicataria “[OSCURATO:PERSONA]” s.p.a. avevano siglato,sulla base del la progettazione e del piano all’uopo redatti(cfr. ricorso, pagg. 3 - 4 ) , un accordo con il quale all’A.T.I. era stato,l’[OSCURATO:DATA_NASCITA], affidato a trattativa privata l’incarico di rielaborare la progettazione esecutiva ed i l piano di sicurezza (cfr. ricorso, pag. 5). Indi esponeva che,in adempimento del contratto stipulato con l’ “[OSCURATO:SOCIETA].” il 29.10.2004 ai fini della rielaborazione progettuale per il corrispettivo di euro 460.000,00, oltre i.v.a. ed accessori, aveva provveduto alla consegna degli elaborati nei ristretti termini concessi, benché la committente avesse in corso d’opera richiesto modifiche alla progettazione tali da determina re lo stravolgimento dell’oggetto del contratto(cfr. ricorso, pag. 6). Chiedeva dunque condannar si la convenuta al pagamento dell a somm a di euro 1.946.000,00, oltre interessi e rivalutazione monetaria, a titolo di corrispettivo per le maggiori e più complesse prestazioni professionali rese nell’ambito del contratto stipulato il 29.10.2004(cfr. ricorso, pag. 3). 2.Si costituiva l’ “ A. N. A.S. ” s.p.a .Instava per il rigetto dell’avversa domanda. 3. E spletata la c.t.u., c on sentenza n. 6406 del 28.3.2012 il t ribunale accoglieva parzialmente la domanda attorea e, per l’effetto, condannava la convenuta al pagamento della somma di euro 1.343.945,73, oltre interessi e rivalutazione Reputava il tribunale destituita di fondamento l’eccezione della convenuta circa la soggezione,ex art. 18 dell’atto di sottomissione in data 25.3.2004 , della pretesa ex adversoazionata al regime delle riserve ex art. 54 r.d. n. 350/1895 (cfr. sentenza d’appello, pag. 2). 4.L’ “A. N.A.S. ” s. p . a . proponeva appello . Resisteva la “Technital” s.p.a., in proprio e quale capogruppo-mandataria dell’A.T.I. costituita con la “Tecnic” s.p.a. e la “C.R.A.”s.p.a. 5.Con sentenza n. 6 48 2 /201 7 la Corte d’Appello di Roma , in accoglimento del gravame, rigettava la domanda esperita in prime cure dall’A.T.I., che condannava al pagamento delle spese del doppio grado. Evidenziava la corte- in ordine al l’articolato unico motivo d’app ello , con il quale l’“[OSCURATO:SOCIETA].” si era doluta per il rigetto della surriferita eccezione – che l’A.T.I. a torto reputava,in dipendenza della diversità qualitativa e quantitativa delle opere eseguite edella natura privatistica del l ’ “[OSCURATO:SOCIETA].”, la fattispecie controversa sottratta al regime delle riserve,prefigurato all’art. 18 dell’atto di sottomissione siglato dalle parti il 25.3.2004 (cfr. sentenza d’appello, pag. 3). Evidenziava in particolareche l’operatività della disciplina delle riserve ex art. 18 cit. non solo traeva titolo dall’autonomia negoziale, ma si giustificava in considerazione della natura dell’ “[OSCURATO:SOCIETA].”, che, sebbene aventeveste di s.p.a., era da assimilare ad un ente pubblico “in considerazione della intera matrice pubblica del capitale” (cosìsentenza d’appello, pag. 3).Evidenziava quindi che l’A.T.I. non av eva provveduto, così come avrebbe dovuto, a formalizzare la pretesa di maggiori compensi ai sensi dell’art. 18 dell’atto di sottomissione “mediante comunicazione scritta da far pervenire all’indirizzo del committente tramite lettera raccomandata a.r. entro il termine di decadenza di 15 giorni dalla data in cui si è verificata la causa delle riserve” (cfr. sentenza d’appello, pag. 4). Evidenziavainfine che erano da respingere le domande subordinate ex artt.2043 e 2041 cod. civ.in difetto dei presupposti normativi, in particolare, con riferimento all’azione ex art. 2041 cod. civ., in considerazione del carattere residuale di tale azione e dell’esperibilità, da parte dell’ “A.T.I.”, di ulteriori rimedi giudiziali(cfr. sentenza d’appello, pag. 5). 6.Avverso tale sentenza ha proposto ricorso la “Technital” s.p.a., in proprio e quale capogruppo-mandataria dell’A.T.I. costituita con la “Tecnic” s.p.a. e con la “C.R.A.” s.p.a.; ne ha chiesto, sulla scorta di nove motivi , la cassazione con ogni conseguente statuizione anche in ordine alle spese di lite. L’ “[OSCURATO:SOCIETA].” s.p.a. ha depositato cont r oricorso; ha chiesto dichiararsi inammissibile o rigettarsi il ricorso con il favore delle spese. 7.La ricorrente ha depositato memoria . [OSCURATO:PERSONA] 8.Con il primo motivo l a ricorrente denuncia ai sensi dell’art. 360, 1° co., n. 4, cod. proc. civ. la nullità della sentenzain relazione all’art. 132, 2° co., n. 4, cod. proc. civ. per assenza dimotivazione. Deduce che la Corte di Roma, allorché ha opinato nel senso dell’applicabilità dell’art. 18 delcontratto d’appalto e dunque per l’assoggettabilità della richiesta di pagamento delmaggior corrispettivo alle prefigurazioni in tema di riserve, ha statuitocon motivazione incomprensibile, apparente ed inesistente (cfr. ricorso, pagg. 11 -12). Deduce che nella specie si controverte in ordine ad “una domanda di pagamento del maggior corrispettivo maturato a causa dello stravolgimento dell’oggetto contrattuale” (così ricorso, pag. 13). Deduce inoltre che non vi è alcuna connessione tra l’art. 18 del contratto d’appalto e la natura giuridica dell’ “[OSCURATO:SOCIETA].”, che la corte d’appello ha assimilato ad un ente pubblico(cfr. ricorso, pag. 13). 9.Con il secondo motivo l a ricorrente denuncia ai sensi dell’art. 360, 1° co., n. 3, cod. proc. civ. la violazione o falsa applicazione degli artt. 1362, 1370 e 1371 cod. civ., dell’art. 18 del contratto d’appalto e dell’art. 54 del r.d. n. 350/1895. Deduce che la Corte di Romaha erroneamente interpretato e di conseguen za applicato l’art. 18 del contratto d’appalto (cfr. ricorso, pagg. 14- 15 ) . Deduce che la sua domanda non aveva ad oggetto una riserva originata da fatti causativi di danni bensì il pagamento delmaggior corrispettivo maturat o (cfr. ricorso, pag. 15). Deduce in particolare che gli accertamenti condotti dal c.t.u. hanno reso evidente che il maggior corrispettivo “non era stato originato da fatti causativi di danni per i quali avrebbe potuto trovare applicazione l’art. 18 del contratto di appalto, ma da una differente progettazione realizzata rispetto alle originarie previsioni di contratto” (così ricorso, pag. 16)ovvero che si è trattato, “di fatto, di opere nuove, diverse e sostitutive di quelle originarie” (così ricorso, pag. 16).Deduce quindi che per la diversa e maggiore progettazione eseguita dall’ A.T.I. l’ “[OSCURATO:SOCIETA].” avrebbe dovuto stipulare un apposito atto aggiuntivo (cfr. ricorso, pag. 15). Deduce per altro verso che l’art. 54 del r.d. n. 350/1895, in quanto relativo ad appalti di lavori pubblici dello Stato, non è suscettibile di applicazione, neppure in via analogica, agli appalti di servizi, quale quello di specie. Deduce infine che l’inapplicabilità dell’art. 18 del contratto alla richiesta di maggiori corrispettivi si accredita viepiù alla luce degli artt. 1370 e 1371 cod. civ. (cfr. ricorso, pag. 17). 10.Il primo motivo ed il secondo motivo di ricorso sono all’evidenza connessi; il che ne giustifica l’esamecontestuale; in ogni caso, i medesimi motivi sono fondati e meritevoli di accoglimento; il loro buon esito assorbe la disamina degli ulteriori mezzi di impugnazione. 11.Vengono in rilievo le seguenti indicazioni di questa Corte di legittimità. In tema di appalto, le nuove opere richieste dal committente costituiscono varianti in corso d’opera ove, pur non comprese nel progetto originario, siano necessarie per l’esecuzione migliore ovvero a regola d’arte dell’appalto o, comunque, rientrino nel piano dell’opera stessa; costituiscono, invece, lavori extracontrattuali quelli in possesso di un’individualità distinta rispetto all’opera originaria, seppure ad essa connessi, ovvero ne integrano una variazione quantitativa o qualitativa oltre i limiti di legge; cosicché, nel primo caso , l’appaltatore è, in linea di principio, obbligato ad eseguirle,nel secondo caso, le opere debbono costituire oggetto di un nuovo appalto (cfr. Cass. (ord.) 5.9.2023, n. 25800; Cass. 12.5.2016, n. 9767).In pari tempo, la discrezionale facoltà del committente di disporre opere che in qualche modo snaturino l’oggetto dell’appalto originario, deve essere senz’altro esercitata nel rispetto dei principi generali di correttezza, lealtà e buona fede e del dovere di cooperare all’adempimento dell’appaltatore ai sensi dell’art. 1206 cod.civ. (cfr. Cass. 22.2.2022, n. 5848) . 12.Ebbene, nel caso di specie, è fuor di contestazione che si è determinato ilradicale stravolgimento dell’iniziale contratto (“se – da un lato – la quantità di opere maggiori eseguite può considerarsi non oggetto di contestazione”: così sentenza d’appello, pag. 3), tant’è che l’iniziale corrispettivo, pattuito in euro 460.000,00 (cfr. ricorso, pag. 6) , si è incrementa to sino all’imp orto di euro 2.406.900,00 (cfr. ricorso, pag. 9), sicché è stata domandata dall’impresa la condanna dell’appaltante al pagamento della somma di euro 1.946.900,00(cfr. ricorso, pag. 3); ossia il maggiore importo di euro 2.406.900,00 , detratto l’importo di euro 460.000,00 corrisposto dall’ANAS. In questo quadro, nella specie,la corte di merito avrebbe dovuto disconoscere qualsivoglia valenza alla previsione di cui all’art. 18 dell’atto di sottomissione in data 25.3.2004, prefigurantel’operatività del regime delle riserve, atteso che l’ “[OSCURATO:SOCIETA].” avrebbe dovuto far luogo – in ossequio ai principi di correttezza e buona fede - alla stipulazione di un contratto integrativo , contemplante il pagamento delcorrispettivo commisurato alle maggiori opere eseguite. 13. I n accoglimento del primo motivo e del secondo motivo di ricorso , assorbiti gli altri, la sentenza n. 6482/2017 della Corte d’Appello di Roma va cassata con rinvio alla stessa corte d’appello in diversa composizione anche ai fini della regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità. 14.In dipendenza del buon esito del ricorso non sussistono i presupposti perché, ai sensi dell’art. 13, 1° co. quater, d.P.R. n. 115/2002, la ricorrente sia tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione a norma del 1° co. bisdell’art. 13 d.P.R. cit. P.Q.M. [OSCURATO:PERSONA] il primo motivo ed il secondo motivo di ricorso, assorbiti tutti gli ulteriori motivi, cassa in relazione ai motivi accolti la sentenza n. 6482/2017 della Corte d’Appello di Roma erinvia alla stessa corte d’appello in diversa composizione, anche ai fini della regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità. Così deciso in Roma nella camera di consiglio della I sez. civ. della Corte Suprema di Cas
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