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CassazionedecretoSezione 2Decisione del 9 aprile 2024

Cassazione n. 12352/2024

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eguente SENTENZA sul ricorso iscritto al n. 5400/2019 R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in ROMA,[OSCURATO:PERSONA], n. 38, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] che l a rappresenta e difende unitamente all'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA], rappresentata e difes a dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] - Presidente [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] - Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] Rel.

Consigliere Ud.[OSCURATO:DATA_NASCITA] [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] - Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] - Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in ROMA, [OSCURATO:PERSONA] , n. 27, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; -controricorrenti - Avverso la SENTENZA d ella CORTE D'APPELLO FIRENZE n. 2803/2018 depositata il 30/11/2018.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 09/04/2024 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; Udito il [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale in persona del dott. [OSCURATO:PERSONA] che ha concluso per il rigetto delricorso; [OSCURATO:PERSONA]

1. I l Tribunale di Firenze accoglieva l'opposizione a decreto ingiuntivo concesso dallo stesso Tribunale, che aveva condannato l’[OSCURATO:PERSONA] di E. Salvia al pagamento di € 9.700 nei confrontidi [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA] il Tribunale che l'[OSCURATO:PERSONA] aveva acquistato da [OSCURATO:SOCIETA]. una macchina composta da due parti: la primadestinata alla frangitura delle olive, la seconda avente il compito di confezionare il prodotto, in maniera tale da preservare nel tempo le proprie caratteristiche, a mezzo di una componente generante azoto.

La parte opponente, nell'eccepire l'inadempimento della controparte e nel rifiutare il pagamento della componente produttrice di azoto, sosteneva che la medesima non avesse mai funzionato, così compromettendo l’utilità di tutto il complesso tecnologico.

In effetti, il buon funzionamento del generatore dell'azoto era essenziale ai fini del funzionamento complessivo Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 dell'impianto oleario, in quanto mirava al rispetto dei requisiti di legge relativi alla conservazione del prodotto, richiedenti una ridottapresenza di ossigeno nel prodotto commercializzato.

Nel caso di specie, risultava che, all'esito del trattamento , permanesse un residuo di ossigeno del 5,2%, a fronte del limite normativamenteprevisto pari all'1%.

Sebbene la CTU esperita (Baffoni) non specificasse il livello di ossigeno presente nel prodotto dopo l'utilizzo della macchina, il Tribunale deduceva che alla mancanza diazoto corrispondesse un innalzamento del livello di ossigeno e, quindi , il cattivo funzionamento del macchinario.

Considerando le date della fornitura, della contestazione da parte di [OSCURATO:PERSONA] della risposta in cui OMT che prometteva "utile intervento" (documentazione contenutanel fascicolo di parte opponente), il giudice deduceva che la macchina non avesse mai funzionato, ritenendo di nessun pregio la considerazione del CTU secondo cui lamacchina non era mai stata oggetto di manutenzione da parte dell'utilizzatore, anche perché, visto l'elevato livello di tecnologia, nulla si poteva pretendere dall'utilizzatore.

Pertanto, considerato che gli interventi -pacifici - sull'impianto di Omniatradee OMT non erano stati risolutivi, il giudice accoglieva l'opposizione e revocava ildecreto ingiuntivo.

2. [OSCURATO:PERSONA] S.p.A. proponeva appello avverso la suddetta sentenza.

3. Si costituiva con comparsa di costituzione e risposta e appello incidentale l'[OSCURATO:PERSONA] "[OSCURATO:PERSONA]" contestandonel merito i motivi di appello avversari e proponendo contestualmente appello incidentale.

Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024

4. Si costituiva con comparsa di costituzione e risposta Omniatrade che riproponeva le stesse difese svolte avanzate in altro giudizio (RG n. 663/2013), poi riunito. 4.La Corte di Appello di Firenze, definitivamente pronunciando nei procedimenti riuniti n. 351/2013 R.G. e n. 663/2013 R.G., rigettava l'appello incidentale proposto dall'[OSCURATO:PERSONA] "[OSCURATO:PERSONA]" e, in accoglimento dell'appello di [OSCURATO:PERSONA] e in parziale accoglimento dell'appello di Omniatrade, confermava il decreto ingiuntivo opposto n. 130/05 emesso dal Tribunale diFirenze e condannava l'[OSCURATO:PERSONA] "[OSCURATO:PERSONA]", in personadel legale rappresentante [OSCURATO:PERSONA], a pagare alla [OSCURATO:PERSONA] , quale residuo prezzo dell'impianto oleario acquistato d alla opponente con ordine 3 ottobre 2003, le somme oggetto della suddettaingiunzione pari a € 9.700,00 .

La Corte territoriale,preliminarmente, rigettava l'eccezione di competenza sollevata da Omniatrade nel proprio atto di impugnazione in quanto il Tribunale competente era quello di Firenze in applicazionedell'art. 31 cod. proc. civ., che prevedeva la possibilità di proporrela domanda accessoria al giudice competente per la domanda principale.

Inoltre, la Corte d'Appello precisava che oggetto della causa era l'opposizione dell’[OSCURATO:PERSONA] al decreto ingiuntivo per € 9.700,00 ove era stato fatto valere dalla acquirente-opponente il (malfunzionamento del solo) generatore di azoto (implementato nell'impianto oleario) venduto ad [OSCURATO:PERSONA] da OMT, che a sua volta lo avevaacquistato da Omniatrade, mentre in altra causa tenuta dinanzi al Tribunale di Prato si era decisa l'opposizione dell’[OSCURATO:PERSONA] (che ne era uscita parimenti vittoriosa) al Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 decreto ingiuntivo per € 4.352,00, quale corrispettivo di altre parti complementari dell'impianto venduto dalla (sola) OMT.

La Corte territoriale richiamava la CTU tenuta nel giudizio dinanzi il Tribunale di Prato (rilevante, in quanto fatta propria da una sentenza passata in giudicato che riguardava la stessa macchina in esame) dalla quale si evince va che il compressore e l'essiccatore erano di fornitura Omniatrade per quanto il (primo) preventivo 30 aprile 2003 rilasciato daOMT per l'[OSCURATO:PERSONA] (doc. 3 fase. [OSCURATO:PERSONA]) contenesse, fra i vari accessori,un "serbatoio di accumulo aria compressa", un "serbatoio di accumulo azoto" e un "essiccatore frigo aria compressa".

In altre parole , l'essiccatore eraindicato in quelprimo preventivo, ma era probabile che poi non fossestato affatto venduto da OMT (ciò non erachiaro), visto che il più recente preventivo del 18 giugno 2003 riportava solo il serbatoio di accumulo di aria compressa, il serbatoio di accumulo azotoe il generatore e nemmeno la successiva fattura nominavapiù l'essiccatore.

L'essiccatore (e anche il compressore) dovevano pertanto essere stati vendutisuccessivamente da Omniatrade (per € 4.352 oggetto del giudizio di Prato) ma non era dato comprendere, per l'incompletezza della produzione della CTU svolta in quel giudizio, se queste componenti fornite direttamente da Omniatrade a [OSCURATO:PERSONA] erano necessarie per il corretto funzionamento del generatore di azoto oppure no.

Certamente andava consideratoche se erano state richieste e montate dovevano assolvere a una specifica funzione per quanto nessuna delle parti aveva chiarito perché fossero state installate direttamente da Omniatrade e Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 soprattutto in quale data (occorrevala relativa fat tura menzionata nella sentenza passata in giudicato che non erain atti).

La ctu espletata nel corso del giudizio era pervenuta alla medesima conclusione dell’altro giudizio, affermando che la macchina non presentava vizi specifici, ma che, per capire se non fosse idonea a produrre azoto conforme ai requisiti di legge, sarebbe stato opportuno effettuare una manutenzione generale e un collaudo ad opera della ditta costruttrice (che era pacifico non essere stato effettuato essendo stato limitato alla sola parte di frangitura).

Significativo era constatare che il consulente avesse analizzato solamente la componente fornita tramite OMT.

Dovevano poi considerarsi le prove documentali dalle quali emergeva che fin dal 2004 si erano presentati problemi al generatore di azoto, al punto che OMT stessa aveva ammesso il malfunzionamento e i tecnici di Omniatrade erano intervenuti più volte, anche effettuando sostituzioni anche se, da quanto riportato dalle parti, i primi problemi riguardavano, più che la qualità e quantità dell'azoto, i blocchi di alimentazione elettrica.Ciò che non era dato comprendere dalla lettura degli atti, anche per la poca chiarezza degli stessi sul punto, era se la macchina avesse mai funzionato e pertanto fosse mai stata utilizzata.

Dalle date risultanti dai documenti in atti (in particolare dalla nutrita corrispondenza tra le parti in relazione ai contestati malfunzionamenti), sembrava che l'impianto oleario effettivamente non avesse mai operato per quanto dalla CTU di Firenze risultava contraddittoriamente che lo stesso era stato trovato in funzione e addirittura che, attivata dal febbraio 2004, "la macchina era stata utilizzata finoa oggi".

Se così fosse non sarebbe possibile comprendere come la macchina Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 potesse essere utilizzata nonostante il vizio del la componente accessoria compressore/essiccatore.

Secondo la Corte d’Appello da tali elementi e dalla consulenza dell’altro giudizio, emergeva che la macchina produttrice di azoto fornita da OMT non presentava alcun vizio originario ed era funzionante, purché fosse riparato il compressore/essiccatore (venduto direttamente da Omniatrade all'[OSCURATO:PERSONA]).

In tal senso gli effetti della sentenza di Prato passata in giudicato era no favorevoli a OMT nonostante non a ve sse partecipato a quel giudizio, in quanto la sentenza sostanzialmente riconoscevache il generatore venduto non presentava vizi originari.

Il medesimo accertamento tecnico del giudizio tenuto dinanzi il Tribunale di Prato e passato in giudicato - che a veva il pregio di aver localizzato il malfunzionamento (che poi si ripercuote va sull'intero impianto) nella sola porzione compressore/essiccatore, comprata direttamente da Omniatrade - p oteva essere utilizzato anche nel giudizio in corso, essendo vincolante per Omniatrade e [OSCURATO:PERSONA] e favorevole a OMT anche perché in parte coincidente rispetto alle conclusionidalla CTU del presente giudizio.

In altri termini, eravero che l'intero impianto non funziona va , ma il problema era individuato in una componente specifica venduta direttamente all'[OSCURATO:PERSONA] da Omniatrade e non da OMT come accertato dalla sentenza irrevocabile di Prato.

In conclusione, la macchina in oggetto ( cioè, la sola parte venduta all'[OSCURATO:PERSONA] per il tramite di OMTera funzionante in via originaria, ancorché non correttamente manutenuta dall'utilizzatore. [OSCURATO:PERSONA] , pertanto, doveva pagare quanto richiestole da OMT in quanto quest'ultima aveva Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 correttamente adempiuto alla sua obbligazione derivante dal contratto di compravendita e alcuna responsabilitàp oteva esserle addossata (essendo mal funzionante una componente venduta da Omniatrade).

5. L’Azienda A gricola il Cavallino ha proposto ricorso per cassazione avverso la suddetta sentenza.

6. [OSCURATO:PERSONA] ha resistito con controricorso.

7. Ominiatrade haa sua volta resistito con controricorso.

8. L’[OSCURATO:PERSONA] I l Cavallino e la controricorrente [OSCURATO:PERSONA] con memorie depositate in prossimità dell’udienza hanno insistito nelle rispettive richieste.

8. Il Procuratore Generale ha concluso per ilrigetto del ricorso. [OSCURATO:PERSONA]

1. Il primo motivo di ricorso è così rubricato: nullità della sentenza per violazionedell'art. 132, comma 2 , n. 4 , c.p.c.

La sentenza della Corte di merito presenterebbeuna manifesta e irriducibilecontraddittorietà così come un ’ illogicità manifesta.

In particolare la ricorrente si riferisce a ben tre perplessità laddove : a) afferma non esser chiaro se la componente viziata sia stata venduta da Omniatrade anziché da O.M.T.

"(ciò a dire il vero nonè chiaro)": così a pag. 13 della sentenza; b ) afferma sempre a pag. 13 "non esser dato comprendere" se la componente viziata fosse essenziale per il corretto funzionamentodell'impianto; C) afferma a pag. 15 "che non è dato comprendere ... se la macchina abbia mai funzionato e pertanto sia stata mai utilizzata ...

" dando atto che "sembrerebbe che l'impianto oleario effettivamente non abbia mai operato" e che la CTU di Firenzesarebbe contraddittoria perché se fosse stato vero che la macchinafosse stata utilizzata fino ad Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 oggi, "non era dato allora sapere" come ciò potesse essere se la componente accessoria compressoreessiccatore era viziata.

Inoltre,la decisione si fonderebbe su affermazioni inconciliabili e che si elidono a vicenda ovvero sarebbe strutturata su proposizioni successive che affermano e negano la medesima circostanza ovvero su fatti che si escludono a vicenda ed infatti: Secondo la sentenza della Corte di merito il produttore d'azoto sarebbe un macchinario complesso, formato da più componenti inscindibili, affetto da un vizio originario di costruzione che ne rende impossibile il funzionamento (produce cioè azoto insufficiente ad eliminare l'ossigeno dall'olio d'oliva sì da non garantirne la lunga conservazione) come accertato dalla CTU del Tribunale di Prato fattapropria dalla sentenza passata in giudicato e che neppure è stato collaudato, e tuttavia, il suddetto macchinario dovrebbe comunque essere integralmente pagato.

Sarebbe palese che le ragioni a fondamento della decisione siano sostanzialmente contrastanti, lacunose e incoerenti, tali da impedirel'individuazione del criterio logico su cui la decisione deve fondarsi,ovvero presentino un’irriducibile contradditorietà ossia un vizio logicodel ragionamento di portata tale da non poter sostenere la motivazione.

Il difetto originario di uno dei componenti costituenti un macchinario complesso qualeil generatore di azoto , è un vizio che rende impossibile il funzionamento di tutto il complesso che non svolge la sua funzioneessenziale che ne ha determinato l'acquisto.

Ed infatti i livelli di ossigeno nell'olio si mantengono talmente alti che sforano i limiti di legge e non garantiscono la lunga conservazione del prodotto. in violazione dellanormativa in materia Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 di prodotti dell'industria alimentare come accertatodalla CTU svolta dal Tribunale di Firenze. 1.1 Il primo motivodi ricorso è fondato e il suo accoglimento assorbe i restanti.

La sentenza è perplessa e contraddittoria e, dunque, apparente.

La Corte d'Appello di Firenze , infatti, nonostante aver espresso in più punti dubbi sulla ricostruzione dei fatti alla luce delle risultanze istruttorie ha poi accolto il motivo di appello di O.M.T. e rigettato l’opposizione al decreto ingiuntivo dell’[OSCURATO:PERSONA]. 1.2 Il collegio reputa opportuno per esigenza di chiarezza riportare testualmente parte della motivazione.Si legge nella parte della ricostruzione in fatto della sentenza che: La presenta causa ha dunque per oggetto l'opposizione di [OSCURATO:PERSONA] a decreto ingiuntivo per € 9.700,00 ove è stato fatto valere dalla opponente il (malfunzionamento del solo) generatore di azoto (implementato nell'impianto oleario) venduto ad [OSCURATO:PERSONA] da OMT, che a sua volta lo aveva acquistato da Omniatrade, mentre la causa di Prato ha invece ad oggetto l'opposizione di [OSCURATO:PERSONA] (che ne è uscita parimenti vittoriosa) a decreto ingiuntivo per € 4.352,00, quale corrispettivo di parti complementari - non meglio precisate, probabilmente il compressore e essiccatore dell'impianto oleario -dell'impianto venduto dalla (sola) OMT.

L'essiccatore (e anche il compressore) deve essere stato pertanto venduto successivamenteda Omniatrade (per gli € 4.352 oggetto del giudizio di Prato) ma non è dato comprendere, per l'incompletezza della produzione della CTU Cappelli, se queste componenti fornite direttamente da Omniatrade a [OSCURATO:PERSONA] erano Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 necessarie per il corretto funzionamento del generatore di azoto oppure no.

Certamente va considerato che,se sono state richieste e montate,devono aver assolto a una specifica funzione per quanto nessuna delle parti, lo si ribadisce, chiarisca perché siano state installate direttamente da Omniatrade e soprattutto in quale data (occorrerebbe la relativa fattura non in atti).

Inoltre, la ctu svolta di fronte al giudice di Prato, per ciò che può comprendersi dalle poche pagine prodotte, fa intendere di aver riguardato l'intero impianto produttore di azoto, non essendo possibile, a detta dell'ing.

Cappelli, valutare una sola componente senza tenere conto del funzionamento complessivo di tutte le parti inscindibili della macchina.In effetti, dai documenti presenti in atti emerge che fin dal 2004 si erano presentati problemi al generatore di azoto, al punto che OMT stessa aveva ammesso il malfunzionamento e i tecnici di Omniatrade erano intervenuti più volte, anche effettuando sostituzioni anche se, da quanto riportato dalle parti, i primi problemi riguardavano, più che la qualità e quantità dell'azoto, i blocchi di alimentazione elettrica.

Ciò che non è dato comprendere dalla lettura degli atti, anche per la poca chiarezza degli stessi su questo specifico punto, è se la macchina abbia mai funzionato e pertanto sia stata mai utilizzata, ovvero se, come ritenuto dal giudice di primo grado, nonabbia mai funzionato e, di conseguenza, non sia mai stata impiegata.

A giudicare dalle date risultanti dai documenti in atti (in particolare dalla nutrita corrispondenza tra le parti venivano contestati i malfunzionamenti), sembrerebbe che l'impianto oleario effettivamente non abbia mai operato per quanto dalla CTU di Firenze risulterebbe contraddittoriamente che lo stesso è stato Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 trovato in funzione e addirittura che, attivata dal febbraio 2004, "la macchina è stata utilizzata fino a oggi".

Se così fosse. non è dato allora sapere come la macchina potesse essere utilizzata se la componente accessoria compressore/essiccatore era viziata. 1.3 La motivazione ora riportata è perplessa e contraddittoria in quanto non rend e comprensibile quale sia il vizio del macchinario, se quest’ultimo abbia mai funzionato o se il malfunzionamento sia intervenuto successivamente e quale sia la rilevanza di tale aspetto posto che ciò che rileva è stabilire se O.M.T.era tenuta o meno a garantire il corretto funzionamento del macchinario venduto e risultato difettoso.

Nel caso di specie ciò che rende evidente l’intrinseca ed insanabile perplessità e contraddittorietà del percorso argomentativo svolto dalla Corte d'Appello di Firenze è l’espressa affermazione che la causa ha ad oggetto il malfunzionamento del solo generatore di azoto (implementato nell'impianto oleario) venduto ad [OSCURATO:PERSONA] da OMT che tale generatore non funziona al punto che OMT stessa ne ha ammesso il malfunzionamento e che i tecnici di Omniatrade sono intervenuti più volte, anche effettuando sostituzioni e che la macchina sembrerebbe non aver mai funzionato.

Successivamente, in altra parte della sentenza, invece , si legge che il macchinario era funzionante, purché fosse riparato il compressore/essiccatorementre il generatore non presentava vizi originari.

In altra parte ancora si legge chei problemi riguardavano, più che la qualità e quantità dell'azoto, i blocchi di alimentazione Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 elettrica e che la ctu svolta di f ronte al giudice di Prato fa ceva intendere di aver riguardato l'intero impianto produttore di azoto, non essendo possibile, a detta dell'ing.

Cappelli, valutare una sola componente senza tenere conto del funzionamento complessivo di tutte le parti inscindibili della macchina.

Sulla base di tali affermazioniincerte e perplesse la sentenza conclude nel senso che, poiché il malfunzionamento riguardava solo la componente compressore/essicatore oggetto di una compravendita diretta tra Omnitrade e [OSCURATO:PERSONA] nessun inadempimento poteva attribuirsi a O.M.T.

In tal modo, non essendoviuna stretta conseguenzialità tra le premesse in fatto, che la stessa Corte territoriale afferma non essere chiare e le conclusioni che ne trae, non risultano percepibili quale siano le effettive ragioni della decisione.

L e argomentazioni offerte, infatti, sono obiettivamente inidonee a far comprendere l'iter logico seguito per la formazione del convincimento e non consentono alcun controllo sull'esattezza, logicità e congruenza del ragionamento inferenziale del giudice (in tal senso tra molte: Cass.n. 4891 del 2000; n. 1756 e n. 24985 del 2006; n. 11880 del 2007; n. 161, n. 871 e n. 20112 del 2009; n. 4488 del 2014; sezioni unite n. 8053 e n. 19881 del 2014).

Unatale motivazione è obiettivamente affetta da quei vizi che sono rimasti i soli di cui ci si possa dolere in Cassazione dopo la riforma del n. 5 dell'art. 360 cod. proc. civ., secondo i principi dettati da Cass. Sez.

U. nn. 8053 e 8054 del 2014, ravvisandosi in essa una «motivazione apparente», comunque inficiata da un «contrasto irriducibile fra affermazioni inconciliabili», tanto da presentarsi come «perplessa ed obiettivamente incomprensibile».

Ric. 2019n.5400 sez.

S2 -ud. 09/04/2024 In conclusione, deve affermarsi che la sentenza impugnata è nulla per violazione dell’art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c. in quanto dalla motivazione perplessa , apparente e insanabilmente contraddittoria, non è possibile comprendere il percorso logico giuridico compiuto dal Giudice.

2. Per ragioni di sintesi si riporta solo la rubrica dei restanti motivi di ricorso che sono assorbiti dall’accoglimento del primo motivo. 2.1 I l secondo motivo di ricorso è così rubricato : violazione artt. 112 c.p.c. e 342 c.p.c.

3. Il terzo motivo di ricorso è così rubricato:violazione dell'art.633 c.p.c. nonché degli artt. 1460 e 2697c.c.

4. Il quarto motivo di ricorso è così rubricato: violazione e/o falsa applicazionedell'art. 2909 c.c.

5. Il quinto motivo di ricorso è così rubricato: violazione e/o falsa applicazione degli artt. 2727, 2729 e 2697 c.c. nonché 116 c.p.c.

6. Il sesto motivo di ricorso è così rubricato: violazione artt.1362, 1363,1366, 1367, 1370, 1371 e 1453 c.c.

7. Il settimo motivo di ricorso è così rubricato: omessa pronuncia sulle istanze istruttorie e omessa valutazione di fatto decisivo.

8. In conclusione, il primo motivo di ricorso è fondato e il suo accoglimento determina l’assorbimento dei restanti, la sentenza deve essere cassata con rinvio alla Corte d’Appello di Firenze in diversa composizione che provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Ric. 2019n.540

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
eguente SENTENZA sul ricorso iscritto al n. 5400/2019 R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in ROMA,[OSCURATO:PERSONA], n. 38, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] che l a rappresenta e difende unitamente all'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA], rappresentata e difes a dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] - Presidente [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] - Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] Rel. Consigliere Ud.[OSCURATO:DATA_NASCITA] [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] - Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] - Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in ROMA, [OSCURATO:PERSONA] , n. 27, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; -controricorrenti - Avverso la SENTENZA d ella CORTE D'APPELLO FIRENZE n. 2803/2018 depositata il 30/11/2018. Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 09/04/2024 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; Udito il [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale in persona del dott. [OSCURATO:PERSONA] che ha concluso per il rigetto delricorso; [OSCURATO:PERSONA] 1. I l Tribunale di Firenze accoglieva l'opposizione a decreto ingiuntivo concesso dallo stesso Tribunale, che aveva condannato l’[OSCURATO:PERSONA] di E. Salvia al pagamento di € 9.700 nei confrontidi [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA] il Tribunale che l'[OSCURATO:PERSONA] aveva acquistato da [OSCURATO:SOCIETA]. una macchina composta da due parti: la primadestinata alla frangitura delle olive, la seconda avente il compito di confezionare il prodotto, in maniera tale da preservare nel tempo le proprie caratteristiche, a mezzo di una componente generante azoto. La parte opponente, nell'eccepire l'inadempimento della controparte e nel rifiutare il pagamento della componente produttrice di azoto, sosteneva che la medesima non avesse mai funzionato, così compromettendo l’utilità di tutto il complesso tecnologico. In effetti, il buon funzionamento del generatore dell'azoto era essenziale ai fini del funzionamento complessivo Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 dell'impianto oleario, in quanto mirava al rispetto dei requisiti di legge relativi alla conservazione del prodotto, richiedenti una ridottapresenza di ossigeno nel prodotto commercializzato. Nel caso di specie, risultava che, all'esito del trattamento , permanesse un residuo di ossigeno del 5,2%, a fronte del limite normativamenteprevisto pari all'1%. Sebbene la CTU esperita (Baffoni) non specificasse il livello di ossigeno presente nel prodotto dopo l'utilizzo della macchina, il Tribunale deduceva che alla mancanza diazoto corrispondesse un innalzamento del livello di ossigeno e, quindi , il cattivo funzionamento del macchinario. Considerando le date della fornitura, della contestazione da parte di [OSCURATO:PERSONA] della risposta in cui OMT che prometteva "utile intervento" (documentazione contenutanel fascicolo di parte opponente), il giudice deduceva che la macchina non avesse mai funzionato, ritenendo di nessun pregio la considerazione del CTU secondo cui lamacchina non era mai stata oggetto di manutenzione da parte dell'utilizzatore, anche perché, visto l'elevato livello di tecnologia, nulla si poteva pretendere dall'utilizzatore. Pertanto, considerato che gli interventi -pacifici - sull'impianto di Omniatradee OMT non erano stati risolutivi, il giudice accoglieva l'opposizione e revocava ildecreto ingiuntivo. 2. [OSCURATO:PERSONA] S.p.A. proponeva appello avverso la suddetta sentenza. 3. Si costituiva con comparsa di costituzione e risposta e appello incidentale l'[OSCURATO:PERSONA] "[OSCURATO:PERSONA]" contestandonel merito i motivi di appello avversari e proponendo contestualmente appello incidentale. Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 4. Si costituiva con comparsa di costituzione e risposta Omniatrade che riproponeva le stesse difese svolte avanzate in altro giudizio (RG n. 663/2013), poi riunito. 4.La Corte di Appello di Firenze, definitivamente pronunciando nei procedimenti riuniti n. 351/2013 R.G. e n. 663/2013 R.G., rigettava l'appello incidentale proposto dall'[OSCURATO:PERSONA] "[OSCURATO:PERSONA]" e, in accoglimento dell'appello di [OSCURATO:PERSONA] e in parziale accoglimento dell'appello di Omniatrade, confermava il decreto ingiuntivo opposto n. 130/05 emesso dal Tribunale diFirenze e condannava l'[OSCURATO:PERSONA] "[OSCURATO:PERSONA]", in personadel legale rappresentante [OSCURATO:PERSONA], a pagare alla [OSCURATO:PERSONA] , quale residuo prezzo dell'impianto oleario acquistato d alla opponente con ordine 3 ottobre 2003, le somme oggetto della suddettaingiunzione pari a € 9.700,00 . La Corte territoriale,preliminarmente, rigettava l'eccezione di competenza sollevata da Omniatrade nel proprio atto di impugnazione in quanto il Tribunale competente era quello di Firenze in applicazionedell'art. 31 cod. proc. civ., che prevedeva la possibilità di proporrela domanda accessoria al giudice competente per la domanda principale. Inoltre, la Corte d'Appello precisava che oggetto della causa era l'opposizione dell’[OSCURATO:PERSONA] al decreto ingiuntivo per € 9.700,00 ove era stato fatto valere dalla acquirente-opponente il (malfunzionamento del solo) generatore di azoto (implementato nell'impianto oleario) venduto ad [OSCURATO:PERSONA] da OMT, che a sua volta lo avevaacquistato da Omniatrade, mentre in altra causa tenuta dinanzi al Tribunale di Prato si era decisa l'opposizione dell’[OSCURATO:PERSONA] (che ne era uscita parimenti vittoriosa) al Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 decreto ingiuntivo per € 4.352,00, quale corrispettivo di altre parti complementari dell'impianto venduto dalla (sola) OMT. La Corte territoriale richiamava la CTU tenuta nel giudizio dinanzi il Tribunale di Prato (rilevante, in quanto fatta propria da una sentenza passata in giudicato che riguardava la stessa macchina in esame) dalla quale si evince va che il compressore e l'essiccatore erano di fornitura Omniatrade per quanto il (primo) preventivo 30 aprile 2003 rilasciato daOMT per l'[OSCURATO:PERSONA] (doc. 3 fase. [OSCURATO:PERSONA]) contenesse, fra i vari accessori,un "serbatoio di accumulo aria compressa", un "serbatoio di accumulo azoto" e un "essiccatore frigo aria compressa". In altre parole , l'essiccatore eraindicato in quelprimo preventivo, ma era probabile che poi non fossestato affatto venduto da OMT (ciò non erachiaro), visto che il più recente preventivo del 18 giugno 2003 riportava solo il serbatoio di accumulo di aria compressa, il serbatoio di accumulo azotoe il generatore e nemmeno la successiva fattura nominavapiù l'essiccatore. L'essiccatore (e anche il compressore) dovevano pertanto essere stati vendutisuccessivamente da Omniatrade (per € 4.352 oggetto del giudizio di Prato) ma non era dato comprendere, per l'incompletezza della produzione della CTU svolta in quel giudizio, se queste componenti fornite direttamente da Omniatrade a [OSCURATO:PERSONA] erano necessarie per il corretto funzionamento del generatore di azoto oppure no. Certamente andava consideratoche se erano state richieste e montate dovevano assolvere a una specifica funzione per quanto nessuna delle parti aveva chiarito perché fossero state installate direttamente da Omniatrade e Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 soprattutto in quale data (occorrevala relativa fat tura menzionata nella sentenza passata in giudicato che non erain atti). La ctu espletata nel corso del giudizio era pervenuta alla medesima conclusione dell’altro giudizio, affermando che la macchina non presentava vizi specifici, ma che, per capire se non fosse idonea a produrre azoto conforme ai requisiti di legge, sarebbe stato opportuno effettuare una manutenzione generale e un collaudo ad opera della ditta costruttrice (che era pacifico non essere stato effettuato essendo stato limitato alla sola parte di frangitura). Significativo era constatare che il consulente avesse analizzato solamente la componente fornita tramite OMT. Dovevano poi considerarsi le prove documentali dalle quali emergeva che fin dal 2004 si erano presentati problemi al generatore di azoto, al punto che OMT stessa aveva ammesso il malfunzionamento e i tecnici di Omniatrade erano intervenuti più volte, anche effettuando sostituzioni anche se, da quanto riportato dalle parti, i primi problemi riguardavano, più che la qualità e quantità dell'azoto, i blocchi di alimentazione elettrica.Ciò che non era dato comprendere dalla lettura degli atti, anche per la poca chiarezza degli stessi sul punto, era se la macchina avesse mai funzionato e pertanto fosse mai stata utilizzata. Dalle date risultanti dai documenti in atti (in particolare dalla nutrita corrispondenza tra le parti in relazione ai contestati malfunzionamenti), sembrava che l'impianto oleario effettivamente non avesse mai operato per quanto dalla CTU di Firenze risultava contraddittoriamente che lo stesso era stato trovato in funzione e addirittura che, attivata dal febbraio 2004, "la macchina era stata utilizzata finoa oggi". Se così fosse non sarebbe possibile comprendere come la macchina Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 potesse essere utilizzata nonostante il vizio del la componente accessoria compressore/essiccatore. Secondo la Corte d’Appello da tali elementi e dalla consulenza dell’altro giudizio, emergeva che la macchina produttrice di azoto fornita da OMT non presentava alcun vizio originario ed era funzionante, purché fosse riparato il compressore/essiccatore (venduto direttamente da Omniatrade all'[OSCURATO:PERSONA]). In tal senso gli effetti della sentenza di Prato passata in giudicato era no favorevoli a OMT nonostante non a ve sse partecipato a quel giudizio, in quanto la sentenza sostanzialmente riconoscevache il generatore venduto non presentava vizi originari. Il medesimo accertamento tecnico del giudizio tenuto dinanzi il Tribunale di Prato e passato in giudicato - che a veva il pregio di aver localizzato il malfunzionamento (che poi si ripercuote va sull'intero impianto) nella sola porzione compressore/essiccatore, comprata direttamente da Omniatrade - p oteva essere utilizzato anche nel giudizio in corso, essendo vincolante per Omniatrade e [OSCURATO:PERSONA] e favorevole a OMT anche perché in parte coincidente rispetto alle conclusionidalla CTU del presente giudizio. In altri termini, eravero che l'intero impianto non funziona va , ma il problema era individuato in una componente specifica venduta direttamente all'[OSCURATO:PERSONA] da Omniatrade e non da OMT come accertato dalla sentenza irrevocabile di Prato. In conclusione, la macchina in oggetto ( cioè, la sola parte venduta all'[OSCURATO:PERSONA] per il tramite di OMTera funzionante in via originaria, ancorché non correttamente manutenuta dall'utilizzatore. [OSCURATO:PERSONA] , pertanto, doveva pagare quanto richiestole da OMT in quanto quest'ultima aveva Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 correttamente adempiuto alla sua obbligazione derivante dal contratto di compravendita e alcuna responsabilitàp oteva esserle addossata (essendo mal funzionante una componente venduta da Omniatrade). 5. L’Azienda A gricola il Cavallino ha proposto ricorso per cassazione avverso la suddetta sentenza. 6. [OSCURATO:PERSONA] ha resistito con controricorso. 7. Ominiatrade haa sua volta resistito con controricorso. 8. L’[OSCURATO:PERSONA] I l Cavallino e la controricorrente [OSCURATO:PERSONA] con memorie depositate in prossimità dell’udienza hanno insistito nelle rispettive richieste. 8. Il Procuratore Generale ha concluso per ilrigetto del ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1. Il primo motivo di ricorso è così rubricato: nullità della sentenza per violazionedell'art. 132, comma 2 , n. 4 , c.p.c. La sentenza della Corte di merito presenterebbeuna manifesta e irriducibilecontraddittorietà così come un ’ illogicità manifesta. In particolare la ricorrente si riferisce a ben tre perplessità laddove : a) afferma non esser chiaro se la componente viziata sia stata venduta da Omniatrade anziché da O.M.T. "(ciò a dire il vero nonè chiaro)": così a pag. 13 della sentenza; b ) afferma sempre a pag. 13 "non esser dato comprendere" se la componente viziata fosse essenziale per il corretto funzionamentodell'impianto; C) afferma a pag. 15 "che non è dato comprendere ... se la macchina abbia mai funzionato e pertanto sia stata mai utilizzata ... " dando atto che "sembrerebbe che l'impianto oleario effettivamente non abbia mai operato" e che la CTU di Firenzesarebbe contraddittoria perché se fosse stato vero che la macchinafosse stata utilizzata fino ad Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 oggi, "non era dato allora sapere" come ciò potesse essere se la componente accessoria compressoreessiccatore era viziata. Inoltre,la decisione si fonderebbe su affermazioni inconciliabili e che si elidono a vicenda ovvero sarebbe strutturata su proposizioni successive che affermano e negano la medesima circostanza ovvero su fatti che si escludono a vicenda ed infatti: Secondo la sentenza della Corte di merito il produttore d'azoto sarebbe un macchinario complesso, formato da più componenti inscindibili, affetto da un vizio originario di costruzione che ne rende impossibile il funzionamento (produce cioè azoto insufficiente ad eliminare l'ossigeno dall'olio d'oliva sì da non garantirne la lunga conservazione) come accertato dalla CTU del Tribunale di Prato fattapropria dalla sentenza passata in giudicato e che neppure è stato collaudato, e tuttavia, il suddetto macchinario dovrebbe comunque essere integralmente pagato. Sarebbe palese che le ragioni a fondamento della decisione siano sostanzialmente contrastanti, lacunose e incoerenti, tali da impedirel'individuazione del criterio logico su cui la decisione deve fondarsi,ovvero presentino un’irriducibile contradditorietà ossia un vizio logicodel ragionamento di portata tale da non poter sostenere la motivazione. Il difetto originario di uno dei componenti costituenti un macchinario complesso qualeil generatore di azoto , è un vizio che rende impossibile il funzionamento di tutto il complesso che non svolge la sua funzioneessenziale che ne ha determinato l'acquisto. Ed infatti i livelli di ossigeno nell'olio si mantengono talmente alti che sforano i limiti di legge e non garantiscono la lunga conservazione del prodotto. in violazione dellanormativa in materia Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 di prodotti dell'industria alimentare come accertatodalla CTU svolta dal Tribunale di Firenze. 1.1 Il primo motivodi ricorso è fondato e il suo accoglimento assorbe i restanti. La sentenza è perplessa e contraddittoria e, dunque, apparente. La Corte d'Appello di Firenze , infatti, nonostante aver espresso in più punti dubbi sulla ricostruzione dei fatti alla luce delle risultanze istruttorie ha poi accolto il motivo di appello di O.M.T. e rigettato l’opposizione al decreto ingiuntivo dell’[OSCURATO:PERSONA]. 1.2 Il collegio reputa opportuno per esigenza di chiarezza riportare testualmente parte della motivazione.Si legge nella parte della ricostruzione in fatto della sentenza che: La presenta causa ha dunque per oggetto l'opposizione di [OSCURATO:PERSONA] a decreto ingiuntivo per € 9.700,00 ove è stato fatto valere dalla opponente il (malfunzionamento del solo) generatore di azoto (implementato nell'impianto oleario) venduto ad [OSCURATO:PERSONA] da OMT, che a sua volta lo aveva acquistato da Omniatrade, mentre la causa di Prato ha invece ad oggetto l'opposizione di [OSCURATO:PERSONA] (che ne è uscita parimenti vittoriosa) a decreto ingiuntivo per € 4.352,00, quale corrispettivo di parti complementari - non meglio precisate, probabilmente il compressore e essiccatore dell'impianto oleario -dell'impianto venduto dalla (sola) OMT. L'essiccatore (e anche il compressore) deve essere stato pertanto venduto successivamenteda Omniatrade (per gli € 4.352 oggetto del giudizio di Prato) ma non è dato comprendere, per l'incompletezza della produzione della CTU Cappelli, se queste componenti fornite direttamente da Omniatrade a [OSCURATO:PERSONA] erano Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 necessarie per il corretto funzionamento del generatore di azoto oppure no. Certamente va considerato che,se sono state richieste e montate,devono aver assolto a una specifica funzione per quanto nessuna delle parti, lo si ribadisce, chiarisca perché siano state installate direttamente da Omniatrade e soprattutto in quale data (occorrerebbe la relativa fattura non in atti). Inoltre, la ctu svolta di fronte al giudice di Prato, per ciò che può comprendersi dalle poche pagine prodotte, fa intendere di aver riguardato l'intero impianto produttore di azoto, non essendo possibile, a detta dell'ing. Cappelli, valutare una sola componente senza tenere conto del funzionamento complessivo di tutte le parti inscindibili della macchina.In effetti, dai documenti presenti in atti emerge che fin dal 2004 si erano presentati problemi al generatore di azoto, al punto che OMT stessa aveva ammesso il malfunzionamento e i tecnici di Omniatrade erano intervenuti più volte, anche effettuando sostituzioni anche se, da quanto riportato dalle parti, i primi problemi riguardavano, più che la qualità e quantità dell'azoto, i blocchi di alimentazione elettrica. Ciò che non è dato comprendere dalla lettura degli atti, anche per la poca chiarezza degli stessi su questo specifico punto, è se la macchina abbia mai funzionato e pertanto sia stata mai utilizzata, ovvero se, come ritenuto dal giudice di primo grado, nonabbia mai funzionato e, di conseguenza, non sia mai stata impiegata. A giudicare dalle date risultanti dai documenti in atti (in particolare dalla nutrita corrispondenza tra le parti venivano contestati i malfunzionamenti), sembrerebbe che l'impianto oleario effettivamente non abbia mai operato per quanto dalla CTU di Firenze risulterebbe contraddittoriamente che lo stesso è stato Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 trovato in funzione e addirittura che, attivata dal febbraio 2004, "la macchina è stata utilizzata fino a oggi". Se così fosse. non è dato allora sapere come la macchina potesse essere utilizzata se la componente accessoria compressore/essiccatore era viziata. 1.3 La motivazione ora riportata è perplessa e contraddittoria in quanto non rend e comprensibile quale sia il vizio del macchinario, se quest’ultimo abbia mai funzionato o se il malfunzionamento sia intervenuto successivamente e quale sia la rilevanza di tale aspetto posto che ciò che rileva è stabilire se O.M.T.era tenuta o meno a garantire il corretto funzionamento del macchinario venduto e risultato difettoso. Nel caso di specie ciò che rende evidente l’intrinseca ed insanabile perplessità e contraddittorietà del percorso argomentativo svolto dalla Corte d'Appello di Firenze è l’espressa affermazione che la causa ha ad oggetto il malfunzionamento del solo generatore di azoto (implementato nell'impianto oleario) venduto ad [OSCURATO:PERSONA] da OMT che tale generatore non funziona al punto che OMT stessa ne ha ammesso il malfunzionamento e che i tecnici di Omniatrade sono intervenuti più volte, anche effettuando sostituzioni e che la macchina sembrerebbe non aver mai funzionato. Successivamente, in altra parte della sentenza, invece , si legge che il macchinario era funzionante, purché fosse riparato il compressore/essiccatorementre il generatore non presentava vizi originari. In altra parte ancora si legge chei problemi riguardavano, più che la qualità e quantità dell'azoto, i blocchi di alimentazione Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 elettrica e che la ctu svolta di f ronte al giudice di Prato fa ceva intendere di aver riguardato l'intero impianto produttore di azoto, non essendo possibile, a detta dell'ing. Cappelli, valutare una sola componente senza tenere conto del funzionamento complessivo di tutte le parti inscindibili della macchina. Sulla base di tali affermazioniincerte e perplesse la sentenza conclude nel senso che, poiché il malfunzionamento riguardava solo la componente compressore/essicatore oggetto di una compravendita diretta tra Omnitrade e [OSCURATO:PERSONA] nessun inadempimento poteva attribuirsi a O.M.T. In tal modo, non essendoviuna stretta conseguenzialità tra le premesse in fatto, che la stessa Corte territoriale afferma non essere chiare e le conclusioni che ne trae, non risultano percepibili quale siano le effettive ragioni della decisione. L e argomentazioni offerte, infatti, sono obiettivamente inidonee a far comprendere l'iter logico seguito per la formazione del convincimento e non consentono alcun controllo sull'esattezza, logicità e congruenza del ragionamento inferenziale del giudice (in tal senso tra molte: Cass.n. 4891 del 2000; n. 1756 e n. 24985 del 2006; n. 11880 del 2007; n. 161, n. 871 e n. 20112 del 2009; n. 4488 del 2014; sezioni unite n. 8053 e n. 19881 del 2014). Unatale motivazione è obiettivamente affetta da quei vizi che sono rimasti i soli di cui ci si possa dolere in Cassazione dopo la riforma del n. 5 dell'art. 360 cod. proc. civ., secondo i principi dettati da Cass. Sez. U. nn. 8053 e 8054 del 2014, ravvisandosi in essa una «motivazione apparente», comunque inficiata da un «contrasto irriducibile fra affermazioni inconciliabili», tanto da presentarsi come «perplessa ed obiettivamente incomprensibile». Ric. 2019n.5400 sez. S2 -ud. 09/04/2024 In conclusione, deve affermarsi che la sentenza impugnata è nulla per violazione dell’art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c. in quanto dalla motivazione perplessa , apparente e insanabilmente contraddittoria, non è possibile comprendere il percorso logico giuridico compiuto dal Giudice. 2. Per ragioni di sintesi si riporta solo la rubrica dei restanti motivi di ricorso che sono assorbiti dall’accoglimento del primo motivo. 2.1 I l secondo motivo di ricorso è così rubricato : violazione artt. 112 c.p.c. e 342 c.p.c. 3. Il terzo motivo di ricorso è così rubricato:violazione dell'art.633 c.p.c. nonché degli artt. 1460 e 2697c.c. 4. Il quarto motivo di ricorso è così rubricato: violazione e/o falsa applicazionedell'art. 2909 c.c. 5. Il quinto motivo di ricorso è così rubricato: violazione e/o falsa applicazione degli artt. 2727, 2729 e 2697 c.c. nonché 116 c.p.c. 6. Il sesto motivo di ricorso è così rubricato: violazione artt.1362, 1363,1366, 1367, 1370, 1371 e 1453 c.c. 7. Il settimo motivo di ricorso è così rubricato: omessa pronuncia sulle istanze istruttorie e omessa valutazione di fatto decisivo. 8. In conclusione, il primo motivo di ricorso è fondato e il suo accoglimento determina l’assorbimento dei restanti, la sentenza deve essere cassata con rinvio alla Corte d’Appello di Firenze in diversa composizione che provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità. P.Q.M. Ric. 2019n.540
Decreto Cassazione n. 12352/2024 — Fons Iuris — Fons Iuris