CassazionesentenzaSezione 6Decisione del 18 gennaio 2024
Cassazione n. 40606/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
guente SENTENZA sul ricorso proposto da [OSCURATO:PERSONA], nato il [OSCURATO:DATA_NASCITA] a Senago avverso la sentenza in data 18/01/2024 della Corte di appello di Campobasso visti gli atti, la sentenza impugnata e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del Pubblico ministero in persona del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale [OSCURATO:PERSONA], che ha concluso per l'annullamento senza rinvio perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. [OSCURATO:PERSONA] 1. Con sentenza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] la Corte di appello di Campobasso ha parzialmente riformato, quanto alla pena, quella del Tribunale di Isernia in data 06/04/2023, con cui [OSCURATO:PERSONA] è stato riconosciuto colpevole del delitto di cui agli artt. 110, 323 cod. pen., quale istigatore dei pubblici ufficiali competenti al rilascio della patente CQC, in violazione dell'art. 20 del d.lgs. 286 del 2005. 2. Ha presentato ricorso Servili° tramite il suo difensore. 2.1. Con il primo motivo denunci violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 110, 117, 323 cod. pen. La Corte non aveva motivato in ordine alla consapevolezza da parte del ricorrente che i terzi cui si era rivolto, a loro volta si rivolgessero a pubblici ufficiali, nonché in ordine alla consapevolezza di quale pubblico ufficiale dovesse compiere la condotta illecita. 2.2. Con il secondo motivo deduce violazione di legge e vizio di motivazione in ordine al concorso nel reato di abuso di ufficio. Non era stato dato conto di quale fosse stato il concreto e consapevole contributo del ricorrente, eziologicamente rilevante ai fini della consumazione del reato. 2.3. Con il terzo motivo denuncia violazione di legge in relazione agli artt.110, 117, 323 cod. pen. Non era stato precisato da quali elementi potesse desumersi che il ricorrente si fosse avvalso direttamente o indirettamente di dipendenti della Motorizzazione civile di Isernia e dei titolari del Consorzio automobilistico Crolla, dopo essersi rivolto a tale Pepe, titolare o collaboratore di agenzia di pratiche auto. 2.4. Con il quarto motivo deduce violazione di legge e vizio di motivazione in relazione ai profili già segnalati. In particolare, la sentenza impugnata risultava illogica nell'inquadramento degli elementi della fattispecie e in ordine al fatto che, una volta posto a fondamento della responsabilità dell'imputato il vantaggio patrimoniale attribuito a costui, non era stata fornita spiegazione di quale fosse il vantaggio patrimoniale per il soggetto agente intraneus. 3. Il Procuratore generale ha inviato la requisitoria, concludendo per l'annullamento senza rinvio per effetto dell'intervenuta aboliti° criminis. [OSCURATO:PERSONA] La sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio per effetto di aboliti° criminis, posto che l'art. 323 cod. peri. è stato abrogato dalla legge 114 del 2024, con effetto dal 25 agosto 2024, il che comporta una pronuncia più favorevole di quella correlata al mero decorso del termine di prescrizione. P. Q. M. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato