CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 19 ottobre 1988
Cassazione n. 07302/2025
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] 19/10/1988 avverso la sentenza del 01/07/2024 della CORTE APPELLO di MESSINAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; [OSCURATO:PERSONA] ricorre per cassazione avverso la sentenza in epigrafe indicata, con la quale la L.»-•-« f Corte di appello, in parziale ella sentenza del giudice di primo grado, previa riqualificazione dei fatti ai sensi dell'art.73, comma 5, d.P.R.309/1990, lo ha condannato alla pena ritenuta di giustizia, deducendo, con unico motivo di ricorso, vizio della motivazione in ordine all'aumento di pena per la contestata recidiva. Le determinazioni del giudice di merito in ordine al trattamento sanzionatorio sono insindacabili in cassazione ove siano sorrette da motivazione esente da vizi logico-giuridici. Nel caso di specie, la motivazione della sentenza impugnata è senz'altro da ritenersi adeguata, avendo la Corte territoriale, nell'affermare la congruità ed opportunità dell'aumento di pena per la contestata recidiva, fatto riferimento ai fatti contestati al ricorrente consistenti in cessioni e detenzioni di sostanza stupefacente all'interno di un comune piuttosto isolato ed un'evidente accrescimento della capacità criminale in quanto il ricorrente gestiva la suddetta attività in prima persona senza aver tratto alcuna resipiscenza dalle pregresse esperienze giudiziarie e dell'attività lavorativa svolta. Rilevato che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila a favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 17/01/2025 Il Consigliere estensore Il Presidente