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CassazionesentenzaSezione LDecisione del 15 gennaio 2021

Cassazione n. 20919/2025

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la seguente ORDINANZA sul ricorso 20672-2021 proposto da: [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliato in ROMA, [OSCURATO:PERSONA] 100/C, presso lo studio dell'avvocato [OSCURATO:PERSONA] D'ALISE, rappresentato e difeso dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA], in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, [OSCURATO:PERSONA] 18, presso lo studio degli avvocati [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], che lo rappresentano e difendono; -controricorrente – avverso la sentenza n. 4427/2020 della CORTE D'APPELLO di NAPOLI, depositata il 15/01/2021 R.G.N. 5075/2014; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 21/03/2025 dal Consigliere Dott. [OSCURATO:PERSONA].

Oggetto [OSCURATO:PERSONA] R.G.N.20672/2021 Cron.

Rep.

Ud.21/03/2025 RILEVATO che la Corte di appello di Napoli con sentenza n. 4427/2020, in riforma della sentenza di primo grado, rigettava la domanda del ricorrente signor [OSCURATO:PERSONA] avente ad oggetto il riconoscimento del compenso per il lavoro domenicale e del risarcimento da usura psico-fisica per aver effettuato la predetta prestazione lavorativa nel settimo giorno, senza riposi compensativi; che avverso tale sentenza la signor a [OSCURATO:PERSONA] ha proposto ricorso per cassazione assistito da cinque motivi; che si è costituito con controricorso il Comune di [OSCURATO:PERSONA]; CONSIDERATO che nelle more del giudizio è stata depositata dichiarazione di rinuncia al ricorso in cassazione da parte del signor Conte non debitamente notificata alla parte controricorrente ai sensi dell'art.391, comma 3, cod.proc.civ.; che secondo consolidata giurisprudenza di questa Corte, la rinuncia al ricorso per cassazione, quale atto unilaterale recettizio, seppur inidonea a produrre l'effetto tipico dell'estinzione del processo, se non notificata alla controparte costituita, rivela tuttavia il sopravvenuto difetto di interesse del ricorrente a proseguire il giudizio e determina quindi l'inammissibilità del ricorso. (Sez. 1, n. 13923 del 22/05/2019, Rv. 654263 — 01; Sez. 6 - 5, n. 14782 del 07/06/2018, RV. 649019 — 01; Sez. 3, n. 127 43 del 21/06/2016, Rv. 640420 — 01; Sez. 3, n. 2259 del 31/01/2013, Rv. 625136 — 01; Sez. 1, n. 17187 del 29/07/2014, Rv. 631994 — 01; Sez.

U, n. 3876 del 18/02/2010, Rv. 611473 -01); che pertanto il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse ad agire, in conseguenza del deposito dell’atto di rinuncia; che le spese possono essere compensate in ragione della complessiva condotta processuale delle parti; che non sussistono i presupposti processuali per l'applicabilità dell'art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, nel testo introdotto dall'art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n. 228, in quanto tale meccanismo sanzionatorio non trova applicazione in caso di inammissibilità del gravame sopravvenuta (nella specie per sopravvenuto difetto di interesse -Cass. n. 13636/2015).

P.Q.M La Corte dichiara il ricorso inammissibile per carenza sopravvenuta di interesse.

Spese compensate.

Così deciso in Roma nella Camera di

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente ORDINANZA sul ricorso 20672-2021 proposto da: [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliato in ROMA, [OSCURATO:PERSONA] 100/C, presso lo studio dell'avvocato [OSCURATO:PERSONA] D'ALISE, rappresentato e difeso dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA], in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, [OSCURATO:PERSONA] 18, presso lo studio degli avvocati [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], che lo rappresentano e difendono; -controricorrente – avverso la sentenza n. 4427/2020 della CORTE D'APPELLO di NAPOLI, depositata il 15/01/2021 R.G.N. 5075/2014; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 21/03/2025 dal Consigliere Dott. [OSCURATO:PERSONA]. Oggetto [OSCURATO:PERSONA] R.G.N.20672/2021 Cron. Rep. Ud.21/03/2025 RILEVATO che la Corte di appello di Napoli con sentenza n. 4427/2020, in riforma della sentenza di primo grado, rigettava la domanda del ricorrente signor [OSCURATO:PERSONA] avente ad oggetto il riconoscimento del compenso per il lavoro domenicale e del risarcimento da usura psico-fisica per aver effettuato la predetta prestazione lavorativa nel settimo giorno, senza riposi compensativi; che avverso tale sentenza la signor a [OSCURATO:PERSONA] ha proposto ricorso per cassazione assistito da cinque motivi; che si è costituito con controricorso il Comune di [OSCURATO:PERSONA]; CONSIDERATO che nelle more del giudizio è stata depositata dichiarazione di rinuncia al ricorso in cassazione da parte del signor Conte non debitamente notificata alla parte controricorrente ai sensi dell'art.391, comma 3, cod.proc.civ.; che secondo consolidata giurisprudenza di questa Corte, la rinuncia al ricorso per cassazione, quale atto unilaterale recettizio, seppur inidonea a produrre l'effetto tipico dell'estinzione del processo, se non notificata alla controparte costituita, rivela tuttavia il sopravvenuto difetto di interesse del ricorrente a proseguire il giudizio e determina quindi l'inammissibilità del ricorso. (Sez. 1, n. 13923 del 22/05/2019, Rv. 654263 — 01; Sez. 6 - 5, n. 14782 del 07/06/2018, RV. 649019 — 01; Sez. 3, n. 127 43 del 21/06/2016, Rv. 640420 — 01; Sez. 3, n. 2259 del 31/01/2013, Rv. 625136 — 01; Sez. 1, n. 17187 del 29/07/2014, Rv. 631994 — 01; Sez. U, n. 3876 del 18/02/2010, Rv. 611473 -01); che pertanto il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse ad agire, in conseguenza del deposito dell’atto di rinuncia; che le spese possono essere compensate in ragione della complessiva condotta processuale delle parti; che non sussistono i presupposti processuali per l'applicabilità dell'art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, nel testo introdotto dall'art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n. 228, in quanto tale meccanismo sanzionatorio non trova applicazione in caso di inammissibilità del gravame sopravvenuta (nella specie per sopravvenuto difetto di interesse -Cass. n. 13636/2015). P.Q.M La Corte dichiara il ricorso inammissibile per carenza sopravvenuta di interesse. Spese compensate. Così deciso in Roma nella Camera di
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