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CassazionesentenzaSezione 3Decisione del 24 gennaio 2024

Cassazione n. 03101/2024

Testo disponibile della fonte

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ssegnazione ex art. 553 c.p.c. –Opposizione agli atti proposta da soggetto estraneo al procedimento– Carenza di legittimazione [OSCURATO:PERSONA] Presidente [OSCURATO:PERSONA] A.P. [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] Consigliere Ud. [OSCURATO:DATA_NASCITA]PU Cron.

R.G.N. 14171/2023 [OSCURATO:PERSONA] Consigliere - Rel. ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso N. 14171/2023 e N. 15233/2023R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., in persona del procuratore speciale [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in Roma, [OSCURATO:PERSONA] n. 25 , presso lo studio dell’avv. [OSCURATO:PERSONA], rappresentata e dife sa dall ’ avv. [OSCURATO:PERSONA],come da procura in calce al ricorso -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., in persona dellegale rappresentante pro tempore, domiciliata in Roma, [OSCURATO:PERSONA], presso la cancelleria della Corte di cassazione, rappresentatae difesa dall ’ a vv . [OSCURATO:PERSONA], come da procura in calce al controricorso -controricorrente - e contro N. 14171/23R.G. [OSCURATO:PERSONA] s. r . l ., [OSCURATO:PERSONA] E ITALIA [OSCURATO:SOCIETA]. (già [OSCURATO:SOCIETA].) -intimate - avverso la sentenza del Tribunale di Siracusa n. 2 492 /202 2 , depositata i l 21.12.2022; udita la relazione della causa svolta nella udienza pubblica del 24.1.2024 dal Consigliererelatore dr.

S alvatore S aija ; lette le conclusioni scritte del [OSCURATO:PERSONA].ssa [OSCURATO:PERSONA] - ribadite oralmente all ’ udienza odierna - che ha chiesto disporsi la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata; udital’avv. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] In seno a pignoramento presso terzi promosso dalla [OSCURATO:PERSONA] s.r.l. nei confronti della propria debitrice [OSCURATO:PERSONA] s.r.l. dinanzi al Tribunale di Siracusa, per il recupero di un credito di € 20.256,10, il terzo pignorato [OSCURATO:SOCIETA]. rese in un primo tempo (in data 26.6.2017) dichiarazione parzialmente positiva, per poi revocarla (in data 24.8.2017), essendo frattanto sopravvenuto (il 10.8.2017) un sequestro preventivo delle somme ex art. 321 c.p.p., nell’ambito di un procedimento penale.

Con ordinanza riservata del giorno 8.1.2019, il giudice dell’esecuzionearetuseo, ritenuto che il sequestro non s’era ancora tramutato in confisca, ritenne - in applicazione della regola dell ’ ordo temporalis - prevalente il pign oramento, perché preesistente al disposto sequestro, e assegnòalla società pignorante, a parziale soddisfo del credito, la somma di € 5.072,22. [OSCURATO:SOCIETA]., informata dalla [OSCURATO:SOCIETA] dell’accaduto, propose ricorso ex art. 617 c.p.c., rilevando l ’ illegittimità N. 14171/23R.G. dell’ordinanza di assegnazione, in quanto le somme assegnate erano già confluite nel [OSCURATO:PERSONA] (FUG).

Negata dal giudice dell’esecuzione la sospensione ed introdotto dall’opponente il giudizio di merito, con sentenza del 21.12.2022 il Tribunale di Siracusa rigettò l’opposizione, rilevando che non era applicabile la disciplina del codice antimafia e che, in assenza di disposizioni di contrario tenore (non essendo frattanto intervenuta la confisca), non poteva che prevalere il pignoramento già esistente alla data del sequestro.

Avverso la predetta decisione [OSCURATO:SOCIETA]. propone ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, cui resiste con controricorso la [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., che ha pure depositato memoria. [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. (incorporante la [OSCURATO:SOCIETA]., terza pignorata) , nonché la debitrice [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., sono rimaste intimate.

Il Procuratore Generale ha rassegnato conclusioni scritte, ribadite all’udienza, chiedendo disporsi la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata, per originario difetto di legittima zione dell’opponente, in quanto soggetto estraneo alla procedura esecutiva. [OSCURATO:PERSONA] 1.1 –Con l’unico motivo, formulato ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., si deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 547, comma 3, c.p.c., dell’art. 42, commi 7-noviese 7-decies del d.l. n. 207/2008, dell ’ art. 61, comma 23, del d.l. n. 112/2008, conv. in legge n. 133/2008, dell’art. 2, comma 2, lett. c, nonché degli artt. 3 e 4 del d.l. n. 143/2008 e ancora dell ’ art. 623 c.p.c.

Si sostiene che, data la struttura a formazione progressiva del pignoramento presso terzi, giammai il giudice dell’esecuzione avrebbe potuto assegnare le somme in parola al creditore pignorante, giacché esse – per effetto della N. 14171/23R.G. dichiarazione negativa ex art. 547 c.p.c., resa dal terzo pignorato in data 24.8.2017- erano definitivamente confluite nel FUG, sostanzialmente essendo divenute impignorabili,benché per causa successiva al pignoramento. 2.1 –Preliminarmente, occorre dar atto della già disposta riunione al presente ricorso del procedimento iscritto al N. 15233/2023 R.G., con ordinanza in pari data. 3.1 – Ciò posto, deve rilevarsi d ’ ufficio la originaria carenza di legitimatio ad opponendum in capo ad [OSCURATO:SOCIETA].

Come correttamente evidenziato dal Procuratore Generale, l’odierna ricorrente non era parte del procedimento esecutivo e dunque non era legittimata a proporre opposizione agli atti esecutivi avverso l’ordinanza ex art. 553 c.p.c.

Infatti, come più volte affermato da questa Corte (v.

Cass. n. 2868/2020; Cass.n. 14639/2014),è noto che “In tema di espropriazione presso terzi, il soggetto, diverso dal terzo pignorato, che contesti l’appartenenza del credito all’esecutato è tenuto a far valere l’illegittimità della espropriazione con l’opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c., restando esclusa, in quanto non sottoposto direttamente all’esecuzione, la sua legittimazione a proporre opposizione ex art. 617 c.p.c. avverso gli atti del processo”.

Da tanto discende che, avuto riguardo alla sopravvenuta esistenza del vincolo penalistico –ed impregiudicata ogni ulteriore valutazione al riguardo ( id est , a prescindere dalla correttezza o meno, sul punto, della decisione qui impugnata) – il soggetto eventualmente legittimato a dolersi dell a (in ipotesi) erronea assegnazione ex art. 553 c.p.c., a parte la società esecutata, non poteva che essere il terzo pignorato [OSCURATO:SOCIETA].; proprio su tale ultima società, infatti, N. 14171/23R.G. gravava il rischio di restare contemporaneamente escuss a da due diversi creditori per il pagamento delle somme giacenti sul conto intestato alla [OSCURATO:PERSONA] s.r.l.: ciò sia su iniziativa del creditore assegnatario [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., sia da parte del gestore del FUG (o, in alternativa ed ove avesse già perduto la disponibilità delle somme per il loro riversamento al FUG, ad essere poi escussa, quale terza assegnata e quindi ormai debitrice in proprio, in forza dell’ordinanza di cui all’art. 553 c.p.c.).

A fronte di una simile prospettiva, il terzo pignorato avrebbe nel caso potuto dolersi della statuizione del giudice dell’esecuzione, per non aver questi tenuto conto della tempestiva revoca (con atto del 24.8.2017) della prima dichiarazione ex art. 547 c.p.c. (si veda, in proposito, l’insegnamento di Cass. n. 10912/2017, Cass. n. 13143/2017 e successive).

Ma tanto non è avvenuto, sicché non occorre indugiare oltre , in proposito. 3.2 – Sotto diverso (ma connesso) profilo, occorre anche evidenziare che l’ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. segna il momento conclusivo del pignoramento presso terzi (ex multis, Cass. n. 9903/2021).

Proprio per tale ragione - come ancora condivisibilmente evidenzia to dal Procuratore Generale - non v ’ è neppure modo di riqualificare l ’ opposizione formale di [OSCURATO:SOCIETA] come opposizione di terzo all’esecuzione, ex art.619 c.p.c. , in quanto essa ( a prescindere da ogni ulteriore valutazione circa l’individuazione del soggetto effettivamente titolar e del la gestione del le somme destinate al FUG ) è stata appunto proposta solo a procedura esecutiva già conclusa e definita, sicché sfugge al limite temporale di proponibilità di cui all’art.620 c.p.c.(si veda, sul punto, la già citata Cass. n. 2868/2020, secondo cui “In N. 14171/23R.G. tema di espropriazione presso terzi, il soggetto che assuma di essere l’effettivo titolare del credito pignorato non può proporre l’opposizione di terzo dopo l’adozione dell’ordinanza di assegnazione perché lo strumento dell’opposizione tardiva ex art. 620 c.p.c. non è compatibile con la struttura della procedura espropriativa presso terzi, la quale è conclusa dal provvedimento di assegnazione”). 4.1 –In definitiva, la sentenza impugnata è cassata senza rinvio , ex art. 382, comma 3, c.p.c., stante la carenza di legittimazione attiva di [OSCURATO:SOCIETA]., soggetto estraneo al procedimento esecutivo in parola e dunque non abilitato ad opporre gli atti delprocedimento stesso, ex art. 617 c.p.c.

Le spese di lite, liquidate come in dispositivoin ragione della entità della somma assegnata (ossia, “in base agli effetti economici dell’accoglimento o del rigetto dell’opposizione”– v.

Cass. n. 35878/2022) , seguono la soccombenza , sia in relazione all’unico grado del giudizio di merito , sia in relazione al giudizio di legittimità.

Nulla va disposto nei confronti delle intimate, che non hanno svolto difese.

P. Q. M. la Corte, pronunciando sul ricorso nei procedimenti riuniti , cassa senza rinvio la sentenza impugnatae condanna la ricorrent e alla rifusione delle spese del g rado di giudizio di merito, liquidate per l’odierna controricorrente in € 2.552,00 per compensi, e del giudizio di legittimità, che liquida per la stessa controricorrente in € 2.500,00 per compensi, oltre € 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario spese generali in misura del 15%, oltre accessori di legge.

N. 14171/23R.G.

Così

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ssegnazione ex art. 553 c.p.c. –Opposizione agli atti proposta da soggetto estraneo al procedimento– Carenza di legittimazione [OSCURATO:PERSONA] Presidente [OSCURATO:PERSONA] A.P. [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] Consigliere Ud. [OSCURATO:DATA_NASCITA]PU Cron. R.G.N. 14171/2023 [OSCURATO:PERSONA] Consigliere - Rel. ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso N. 14171/2023 e N. 15233/2023R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., in persona del procuratore speciale [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in Roma, [OSCURATO:PERSONA] n. 25 , presso lo studio dell’avv. [OSCURATO:PERSONA], rappresentata e dife sa dall ’ avv. [OSCURATO:PERSONA],come da procura in calce al ricorso -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., in persona dellegale rappresentante pro tempore, domiciliata in Roma, [OSCURATO:PERSONA], presso la cancelleria della Corte di cassazione, rappresentatae difesa dall ’ a vv . [OSCURATO:PERSONA], come da procura in calce al controricorso -controricorrente - e contro N. 14171/23R.G. [OSCURATO:PERSONA] s. r . l ., [OSCURATO:PERSONA] E ITALIA [OSCURATO:SOCIETA]. (già [OSCURATO:SOCIETA].) -intimate - avverso la sentenza del Tribunale di Siracusa n. 2 492 /202 2 , depositata i l 21.12.2022; udita la relazione della causa svolta nella udienza pubblica del 24.1.2024 dal Consigliererelatore dr. S alvatore S aija ; lette le conclusioni scritte del [OSCURATO:PERSONA].ssa [OSCURATO:PERSONA] - ribadite oralmente all ’ udienza odierna - che ha chiesto disporsi la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata; udital’avv. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] In seno a pignoramento presso terzi promosso dalla [OSCURATO:PERSONA] s.r.l. nei confronti della propria debitrice [OSCURATO:PERSONA] s.r.l. dinanzi al Tribunale di Siracusa, per il recupero di un credito di € 20.256,10, il terzo pignorato [OSCURATO:SOCIETA]. rese in un primo tempo (in data 26.6.2017) dichiarazione parzialmente positiva, per poi revocarla (in data 24.8.2017), essendo frattanto sopravvenuto (il 10.8.2017) un sequestro preventivo delle somme ex art. 321 c.p.p., nell’ambito di un procedimento penale. Con ordinanza riservata del giorno 8.1.2019, il giudice dell’esecuzionearetuseo, ritenuto che il sequestro non s’era ancora tramutato in confisca, ritenne - in applicazione della regola dell ’ ordo temporalis - prevalente il pign oramento, perché preesistente al disposto sequestro, e assegnòalla società pignorante, a parziale soddisfo del credito, la somma di € 5.072,22. [OSCURATO:SOCIETA]., informata dalla [OSCURATO:SOCIETA] dell’accaduto, propose ricorso ex art. 617 c.p.c., rilevando l ’ illegittimità N. 14171/23R.G. dell’ordinanza di assegnazione, in quanto le somme assegnate erano già confluite nel [OSCURATO:PERSONA] (FUG). Negata dal giudice dell’esecuzione la sospensione ed introdotto dall’opponente il giudizio di merito, con sentenza del 21.12.2022 il Tribunale di Siracusa rigettò l’opposizione, rilevando che non era applicabile la disciplina del codice antimafia e che, in assenza di disposizioni di contrario tenore (non essendo frattanto intervenuta la confisca), non poteva che prevalere il pignoramento già esistente alla data del sequestro. Avverso la predetta decisione [OSCURATO:SOCIETA]. propone ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, cui resiste con controricorso la [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., che ha pure depositato memoria. [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. (incorporante la [OSCURATO:SOCIETA]., terza pignorata) , nonché la debitrice [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., sono rimaste intimate. Il Procuratore Generale ha rassegnato conclusioni scritte, ribadite all’udienza, chiedendo disporsi la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata, per originario difetto di legittima zione dell’opponente, in quanto soggetto estraneo alla procedura esecutiva. [OSCURATO:PERSONA] 1.1 –Con l’unico motivo, formulato ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., si deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 547, comma 3, c.p.c., dell’art. 42, commi 7-noviese 7-decies del d.l. n. 207/2008, dell ’ art. 61, comma 23, del d.l. n. 112/2008, conv. in legge n. 133/2008, dell’art. 2, comma 2, lett. c, nonché degli artt. 3 e 4 del d.l. n. 143/2008 e ancora dell ’ art. 623 c.p.c. Si sostiene che, data la struttura a formazione progressiva del pignoramento presso terzi, giammai il giudice dell’esecuzione avrebbe potuto assegnare le somme in parola al creditore pignorante, giacché esse – per effetto della N. 14171/23R.G. dichiarazione negativa ex art. 547 c.p.c., resa dal terzo pignorato in data 24.8.2017- erano definitivamente confluite nel FUG, sostanzialmente essendo divenute impignorabili,benché per causa successiva al pignoramento. 2.1 –Preliminarmente, occorre dar atto della già disposta riunione al presente ricorso del procedimento iscritto al N. 15233/2023 R.G., con ordinanza in pari data. 3.1 – Ciò posto, deve rilevarsi d ’ ufficio la originaria carenza di legitimatio ad opponendum in capo ad [OSCURATO:SOCIETA]. Come correttamente evidenziato dal Procuratore Generale, l’odierna ricorrente non era parte del procedimento esecutivo e dunque non era legittimata a proporre opposizione agli atti esecutivi avverso l’ordinanza ex art. 553 c.p.c. Infatti, come più volte affermato da questa Corte (v. Cass. n. 2868/2020; Cass.n. 14639/2014),è noto che “In tema di espropriazione presso terzi, il soggetto, diverso dal terzo pignorato, che contesti l’appartenenza del credito all’esecutato è tenuto a far valere l’illegittimità della espropriazione con l’opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c., restando esclusa, in quanto non sottoposto direttamente all’esecuzione, la sua legittimazione a proporre opposizione ex art. 617 c.p.c. avverso gli atti del processo”. Da tanto discende che, avuto riguardo alla sopravvenuta esistenza del vincolo penalistico –ed impregiudicata ogni ulteriore valutazione al riguardo ( id est , a prescindere dalla correttezza o meno, sul punto, della decisione qui impugnata) – il soggetto eventualmente legittimato a dolersi dell a (in ipotesi) erronea assegnazione ex art. 553 c.p.c., a parte la società esecutata, non poteva che essere il terzo pignorato [OSCURATO:SOCIETA].; proprio su tale ultima società, infatti, N. 14171/23R.G. gravava il rischio di restare contemporaneamente escuss a da due diversi creditori per il pagamento delle somme giacenti sul conto intestato alla [OSCURATO:PERSONA] s.r.l.: ciò sia su iniziativa del creditore assegnatario [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., sia da parte del gestore del FUG (o, in alternativa ed ove avesse già perduto la disponibilità delle somme per il loro riversamento al FUG, ad essere poi escussa, quale terza assegnata e quindi ormai debitrice in proprio, in forza dell’ordinanza di cui all’art. 553 c.p.c.). A fronte di una simile prospettiva, il terzo pignorato avrebbe nel caso potuto dolersi della statuizione del giudice dell’esecuzione, per non aver questi tenuto conto della tempestiva revoca (con atto del 24.8.2017) della prima dichiarazione ex art. 547 c.p.c. (si veda, in proposito, l’insegnamento di Cass. n. 10912/2017, Cass. n. 13143/2017 e successive). Ma tanto non è avvenuto, sicché non occorre indugiare oltre , in proposito. 3.2 – Sotto diverso (ma connesso) profilo, occorre anche evidenziare che l’ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. segna il momento conclusivo del pignoramento presso terzi (ex multis, Cass. n. 9903/2021). Proprio per tale ragione - come ancora condivisibilmente evidenzia to dal Procuratore Generale - non v ’ è neppure modo di riqualificare l ’ opposizione formale di [OSCURATO:SOCIETA] come opposizione di terzo all’esecuzione, ex art.619 c.p.c. , in quanto essa ( a prescindere da ogni ulteriore valutazione circa l’individuazione del soggetto effettivamente titolar e del la gestione del le somme destinate al FUG ) è stata appunto proposta solo a procedura esecutiva già conclusa e definita, sicché sfugge al limite temporale di proponibilità di cui all’art.620 c.p.c.(si veda, sul punto, la già citata Cass. n. 2868/2020, secondo cui “In N. 14171/23R.G. tema di espropriazione presso terzi, il soggetto che assuma di essere l’effettivo titolare del credito pignorato non può proporre l’opposizione di terzo dopo l’adozione dell’ordinanza di assegnazione perché lo strumento dell’opposizione tardiva ex art. 620 c.p.c. non è compatibile con la struttura della procedura espropriativa presso terzi, la quale è conclusa dal provvedimento di assegnazione”). 4.1 –In definitiva, la sentenza impugnata è cassata senza rinvio , ex art. 382, comma 3, c.p.c., stante la carenza di legittimazione attiva di [OSCURATO:SOCIETA]., soggetto estraneo al procedimento esecutivo in parola e dunque non abilitato ad opporre gli atti delprocedimento stesso, ex art. 617 c.p.c. Le spese di lite, liquidate come in dispositivoin ragione della entità della somma assegnata (ossia, “in base agli effetti economici dell’accoglimento o del rigetto dell’opposizione”– v. Cass. n. 35878/2022) , seguono la soccombenza , sia in relazione all’unico grado del giudizio di merito , sia in relazione al giudizio di legittimità. Nulla va disposto nei confronti delle intimate, che non hanno svolto difese. P. Q. M. la Corte, pronunciando sul ricorso nei procedimenti riuniti , cassa senza rinvio la sentenza impugnatae condanna la ricorrent e alla rifusione delle spese del g rado di giudizio di merito, liquidate per l’odierna controricorrente in € 2.552,00 per compensi, e del giudizio di legittimità, che liquida per la stessa controricorrente in € 2.500,00 per compensi, oltre € 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario spese generali in misura del 15%, oltre accessori di legge. N. 14171/23R.G. Così
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