CassazionesentenzaSezione 2Decisione del 9 maggio 2024
Cassazione n. 17990/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
4 ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 34920/2018 proposto da: [OSCURATO:PERSONA], rappresentata difesa dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA] ed elettivamente domiciliata in Roma, viale delle Milizia n. 22, presso lo studio dello stesso difensore; -ricorrente- contro [OSCURATO:PERSONA], rappresentato e difeso dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA] elettivamente domiciliato in Roma, via Fogliano n. 4/a presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA]; -controricorrente- avversola sentenza della Corte di appello di Catania n. 1989/2018 de posi- tata il24/09/2018; udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 9 maggio 2024 dal Consigliere relatore [OSCURATO:PERSONA] del consigliere [OSCURATO:PERSONA]; udito il P.M., nella persona del Sostituto P.G., [OSCURATO:PERSONA], che ha concluso per ilrigetto del ricorso. 2di 6 – 34920/2018 – 2 – 9 / 5 /202 4 ( 13 ) – [OSCURATO:PERSONA]. Fatti di causa Nel 2014 [OSCURATO:PERSONA] conviene dinanzi al Tribunale di Catania il coniuge [OSCURATO:PERSONA] per l’accertamento della sua quota di proprietà al 50% dei beni immobili che il convenuto ha acquistat o in Italia con compravendita del dicembre 2006 , in costanza de l loro matrimonio , celebrato in Kenya nel 2005. In primo grado la domanda è rigettata. Il rigetto è stato confermato in appello con diversa motivazione. Ricorre in cassazione l’attrice con due motivi, illustrati da memoria. Resiste il convenuto con controricorso e memoria. Fissata udienza pubblica al 16 maggio 2023, depositate conclusioni scritte della Procura Generale e memorie ex art. 378 c.p.c. da entrambe le parti, con ordinanza interlocutoria n. 17554/2023, è stato richiesto al Ministero della Giustizia ex art. 14 l. 218/1995 di acquisire informazioni sul diritto dello Stato della Virginia (U.S.A.), rinviando la causa a nuovo ruolo. L’[OSCURATO:PERSONA] ha fatto pervenire informativa in data 9 febbraio 2024, per cui veniva rifissata udienza pubblica al 9 maggio 2024, curato il deposito di ulteriori memorie illustrative dalle parti. Ragioni della decisione 1.1. - Il primo motivo censura lamenta che la Corte di appello non ha accertato d’ufficio la legge straniera applicabile . S i deduce violazione dell’art. 14 l. 218/1995, nonché violazione dell’art. 115 c.p.c. Il secondo motivo denuncia che la Corte di appello ha applicato erroneamentela legge straniera. Si deduce la violazione degli artt. 14, 29, 30 l. 218/1995, nonché violazione del § 20-107 del [OSCURATO:PERSONA]. 1.2. –Nella parte censurata dai motivi di ricorso, la sentenza di appello ha rigettato la domandadopo aver premesso che i rapporti personali tra coniugi aventi cittadinanzediverse sono regolati dalla legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale è prevalentemente localizzata(cfr. art. 29 co. 2 l. 218/1995) ed avere rileva to c he: (a) al momento della stipula del contratto di compravendita, la famiglia risiedeva in Virginia; (b) la disciplina 3di 6 – 34920/2018 – 2 – 9 / 5 /202 4 ( 13 ) – [OSCURATO:PERSONA]. dello Stato della Virginia non prevede il regime della comunione legale tra coniugi. Su quest’ultimo punto, la Corte di appello scrive testualmente : «tale legge straniera nel concreto applicabile non contempla il regime di comunione legale fra i coniugi, come documentato dall'appellato alla stre- gua della produzione documentale in atti (cfr. normativa dello Stato della Virginia e parere legale reso dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA] prodotto in atti dall’appellato) e come è, del resto, rimasto incontestato dall'appellante». 2.1. - I due motivi si possono esaminare congiuntamente. Essi sono in- fondati. Osserva preliminarmente il Collegio cheil principio iura novit curia trova applicazione anche per la legge straniera, per cuial fine dell’accertamento di quest’ultima, il giudice può avvalersi, oltre che degli strumenti indicati dalle convenzioni internazionali, di informazioni acquisite per il tramite del Ministero di grazia e giustizia (come questa Corte ha fatto nel caso di specie) e può altresì interpellare esperti o istituzioni specializzate (cfr. art. 14 l. 218/1995). Nell’attuazione dell’obbligo di ricercare d'ufficio (anche) le fonti del diritto straniero applicabile, il giudice non incontra (evidentemente) il limite del divieto di utilizzazione del proprio sapere privato. Al contrario, egli valorizzaquanto più è possibile la conoscenza che a lui deriva dalla propria formazione culturale, così come valorizza il sapere delle parti (senza che a costoro incomba alcun onere di allegazione: cfr. Cass. 14209/2022), salvo l’obbligodi sottoporre le informazioni così raccol te al vaglio critico del con- traddittorio processuale.Ed è proprio per garantire siffatto principio questa Corte ha disposto l’acquisizione presso il Consolato competente della nor- mativa vigente nello Stato della Virginia relativamente ai rapporti patrimo- niali fra coniugi, superando così la contestazione mossa al riguardo alla Corte territoriale da parte della ricorrente. Tanto chiarito, proprio alla luce della normativa dello Stato della Virginia, il dispositivo di rigetto dell’azionerisulta conforme a diritto . 4di 6 – 34920/2018 – 2 – 9 / 5 /202 4 ( 13 ) – [OSCURATO:PERSONA]. Premesso che non è stata tratta ad oggetto di motivi di ricorso la questione se la legge stranieraapplicabile secondo il diritto internazionale privato italiano disponga a sua volta un rinvio indietro alla legge italiana, per cui non vale il principio iura novit curia per le questioni che , nel trascorrere da un grado all’altro del giudizio, vengo no coperte progressivamente dalla formazione del giudicato interno, rimane ferma l’applicazione delle leggi dello Stato della Virginia per essere lo Stato nel quale si è svolta prevalentemente la vita matrimonialedei coniugi, rilevante ai sensi dell’art. 29, co. 2 l. 218/1995 , oltre ad essere lo Stato nel quale comunque viveva il nucleo familiare al momento della stipula del contratto di compravenditain questione. L’oggetto del presente processo non involge alcun profilo relativo all’esistenza o all’inesistenza attuale del vincolo coniugale tra le parti, né involge o pregiudica alcuna statuizione che – secondo la legge straniera applicabile – sia chiamato ad adottare il giudice nel pronunciare lo scioglimento del vincolo ovvero upon decreeing the dissolution of a marriage: così espressamente l’esordio della lettera A del § 20-107.3, che è inserito nel capitolo 6 sul divorziodel titolo 20 sulle relazioni domestiche del Codice della Virginia. In coerenza con il petitum profilato nell’atto introduttivo del giudizio, focalizzato (per quanto rileva attualmente) sull’accertamento della quota di proprietà al 50% dei beni immobili acquistati in Italia dal convenuto, la ricorrente dinanzi a questa Corte non tematizza alcun profilo relativo alla condizione attuale del vincolo coniugale tra le parti. Su questa base, delineata innanzitutto dall’iniziativa dell’attrice e poi dalle difese del convenuto, è stato formulato il quesito nella richiesta di informazioni da acquisire per il tramite del Ministero di grazia e giustizia : «sulla disciplina prevista ratione temporis (al 23/12/2006) dallo Stato della Virginia (USA) circa il regime patrimoniale legale della famiglia con riferimento al caso dell’acquistodi un bene immobile compiuto da uno dei 5di 6 – 34920/2018 – 2 – 9 / 5 /202 4 ( 13 ) – [OSCURATO:PERSONA]. due coniugi in costanza di matrimonio » (così, l’interlocutoria n. 17554/2023). In altre parole,in coerenza con l’oggetto del processo, nella formulazione del quesito si è evitato di aggiungere la specificazione relativa al caso di pronuncia di scioglimento del vincolo matrimoniale. La richiesta di informazioni si è indirizzata esclusivamente ad indicazioni circa il regime sostanziale dell’acquisto di un bene immobile compiuto da uno dei due coniugi in costanza dimatrimonio e non anche all’incidenza che , s ulla sorte dei beni così acquistati,hanno le determinazioni patrimoniali (perequative ) adottate dal giudice del divorzio in considerazione dello scioglimento del vincolo coniugale. In linea con tale richiesta è la risposta d e l giurista consultato dal Consolato generale di Filadelfia ( competente per lo Stato della Virginia ) . Il parere è versato nella nota dell’Ambasciata italiana a Washing ton , depositata in atti.Il parere fa pern o sulla disciplina sostanziale ex § 55.1 - 200 del Codice della Virginia (cfr. ) , relativa agli acquisti, al godimento e al potere di disporre dei beni in costanza di matrimonio . Sulla scorta del parere, la nota dell’Ambasciata conclude univocamente nel senso che «la legge straniera nel concreto applicabile al caso che occupa non contempla il regimedi comunione legale fra i coniugi». Tutte le osservazioni critiche che la ricorrente rivolge, nella memoria depositata in prossimità dell’udienza pubblica, contro l’interpretazione riportata nellanota dell’Ambasciata si scontrano con l’ostacolo che il § 20 - 107.3del Codice della Virginia (su cui la ricorrente poggia integralmente i suoi argomenti) presuppone (per applicarsi) chequello attuale sia il giudizio di scioglimento del vincolo coniugale. È esclusivamente il giudice del divorzio che è chiamato a pronunciarsi «in relazione alla proprietà e ai debiti delle parti»: questo è il titolo del § 20-107.3, che esordisce poi (lo si è già anticipato) con l’individuare appunto nel giudice che pronuncia lo scioglimento del vincolo ( upon decreeing the dissolution of a marriage ) 6di 6 – 34920/2018 – 2 – 9 / 5 /202 4 ( 13 ) – [OSCURATO:PERSONA]. l’autorità giudiziariachiamata ad applicare la disciplina del § 20 - 107.3 , che è ampia e molto dettagliata, nella prospettiva di dare concrete determinazioniche attengono al complesso dei beni dell’uno e/o dell’altro coniuge in vista dello sciolgimento del vincolo matrimoniale. Ne segue che il giudicato di rigetto della domanda dell’attrice , conseguente all’esito delpresente giudizio di cassazione, non può esplicare alcuna efficacia sulle determinazioni che dovrà adottare il giudice eventualmente (o attualmente) investito della causa di divorzio, in ordine alla sorte del complesso dei beni che fanno parte del patrimonio dell’uno e/o dell’altro coniuge. 3. -Il ricorso è rigettato. La complessità della vicenda dal punto di vista dell’individuazione e dell’interpretazione della disciplina applicabile giustifica la compensazione integrale delle spesedel giudizio di legittimità. Inoltre, ai sensi dell’art. 13 co. 1-quater d.p.r. 115/2002, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, ad opera della parte ricorrente, di un'ulteriore somma pari a quella prevista per il ricorso a titolo di contributo unificato a norma dell’art. 1-bis dello stesso art. 13, se dovuto. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso e compensatra le parti le spese del giudizio di legittimità. Sussistono i presupposti processuali per il versamento, ad opera della parte ricorrente, di un'ulteriore somma pari a quella prevista per il ricorso a titolo di contri