CassazionesentenzaSezione 2Decisione del 7 maggio 2022
Cassazione n. 13777/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ente SENTENZA sul ricorso n. 17098/2022R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA] S.R.L. in liquidazione, c.f. 01952050167, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. [OSCURATO:PERSONA] e dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in Romapresso l’avv. [OSCURATO:PERSONA] nel suo studio in via [OSCURATO:PERSONA] ricorrente contro MUSCI P. STASOLLA G. S.N.C., ora [OSCURATO:PERSONA] s.n.c. in liquidazione intimata nonché contro MECCANOSUD S.R.L. in liquidazione intimata avverso la sentenza n.826/2021 della Corte d’Appello di Potenza , depositata il27- 12 - 2021 , udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 7 - 5 - 2024dal consigliere [OSCURATO:PERSONA] , OGGETTO: appalto RG.17098/2022 P.U.7-5-2022 udito il Pubblico Ministero nella persona del [OSCURATO:PERSONA], il quale ha chiesto l’accoglimento del primo motivo di ricorso, assorbiti i motivi secondo, terzo e quarto, rigettati gli altri, udito l’avv. [OSCURATO:PERSONA] per la ricorrente [OSCURATO:PERSONA] 1.Con atto di citazione notificato il 17-7-2004 Meccanosuds.r.l. ha convenuto avanti il Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] P. Stasolla G. s.n.c. per sentire accertare la responsabilità della stessa per i difetti della copertura del capannone di sua proprietà sito in zona industrial e di Matera e per l’effetto sentirla condannare al risarcimento del danni riferiti alla spesa sostenuta per il rifacimento dei lavori di copertura, alla spese di consulenza tecnica d’ufficio nell’accertamento tecnico preventivo quantificatein Euro 67.588,04 oltre interessi e rivalutazione e al pagamento dell’ulteriore somma di Euro 155.000,00 per la rimozione e il rifacimento della copertura del capannone. Si è costituita Musci P. Stasolla G. s.n.c., la quale ha chiesto di chiamare in causa Maranit s.r.l. quale fornitrice della lastra di copertura del capannone, al fine di essere garantita in caso di accoglimento delle domande attoree, e nel merito chiedendo il rigetto delle domande, eccependo anche la prescrizione. Autorizzata la chiamata in causa, si è costituita Maranit s.r.l., eccependo anche la decadenza e la prescrizione ex art. 1495 cod. civ. Con sentenza n. 466/2016 pubblicata il 16-3-2016 il Tribunale di Matera ha parzialmente accolto la domanda attorea, dichiarando la responsabilità della società appaltatrice Musci P. Stasolla G. s.n.c. ai sensi dell’art. 1669 cod. civ., rigettando le eccezioni di prescrizionee decadenza, condannando Musci P. Stasolla G. s.n.c. al pagamento di Euro 67.588,04 oltre interessi e rivalutazione a titolo di risarcimento del danno riferito alle spese sostenute da Meccanosud s.r.l. per la sostituzione della copertura e per il compenso al c.t.u.; ha rigettato per il resto la domanda attorea in quanto non provata, ha rigettato la domanda di garanzia proposta da [OSCURATO:PERSONA] P. Stasolla G. s.n.c. nei confronti di Maranit s.r.l.per mancanza di denuncia dei vizi della merce acquistata, compensando le spese. 2.Musci P. Stasolla G. s.n.c. ha proposto appello avverso la sentenza, chiedendo il rigetto la domanda di Meccanosud s.r.l. per intervenuta decadenza e prescrizione dell’azione e chiedendo in via subordinata la condanna della terza chiamata Maranit s.r.l. a garantirla. Si è costituita Maranit s.r.l. in liquidazione, chiedendo il rigetto dell’appello. C on comparsa di costituzione del 12 - 11 - 2017 si è costituita Meccanosud s.r.l., affermando che il 2-2-2011 era stata cancellata dal registro delle imprese e chiedendo perciò la dichiarazione di inammissibilità dell’appello, perché notificato a ente estinto ; in via subordinata ha chiesto il rigetto dell’appello. Con sentenza n. 826/2021 depositata il 27-12-2021 la Corte d’appello di Potenza ha dichiarato inammissibile l’appello proposto da [OSCURATO:PERSONA] P. Stasolla G. s.n.c. nei confronti di Meccanosud s.r.l. e l’ha condannata alla rifusione delle spese di lite del grado a favore dei soci di Meccanosud s.r.l.; ha accolto l’appello proposto da [OSCURATO:PERSONA] P. Stasolla G. s.n.c. nei confronti di Maranit s.r.l. e per l’effetto, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato Maranit s.r.l. a manlevare Musci P. Stasolla G. s.n.c. delle somme che la stessa doveva corrispondere ai soci di Meccanosud s.r.l. e alla rifusione a favore di Musci P. Stasolla G. s.n.c. delle spese di lite di entrambi i gradi. 3.Avverso la sentenza Maranit s.r.l. in liquidazione ha proposto ricorso per cassazione affidato a nove motivi.Sonorimaste intimat e Musci P. Stasolla G. s.n.c. e Meccanosud s.r.l. in liquidazione. Il ricorso è stato avviato alla trattazione inpubblica udienza per il 7-5-2024e nei termini di cui all’art. 378 cod. proc. civ. il Pubblico Ministero ha depositato memoria con le sue conclusioni e la ricorrente ha depositato memoria. [OSCURATO:PERSONA] 1.Con il primo motivo Maranit s.r.l. in liquidazione deduce “violazione e falsa applicazione dell’art. 170 e 330 c.p.c. in relazione all’art. 360 comma 1 n. 3 e 4 c.p.c.; nullità della sentenza per errata declaratoria di inammissibilità dell’appello notificato al difensore della società cancellata dal registro delleimprese in difetto di dichiarazione dell’evento interruttivo”; la ricorrente evidenzia che l’atto di appello è stato notificato a Meccanosud s.r.l. nel domicilio eletto presso gli avv. [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], procura tori costituiti nel corso del giudizio di primo grado, che gli stessi avvocati si sono costituiti in appello per la cancellata Meccanosud s.r.l. in persona del liquidatore e sostiene che erroneamente la Corte d’appello abbia dichiarato l’inammissibilità dell’appello; evidenzia che la notifica era stata correttamente eseguita presso i procuratori costituiti in primo grado in forza del principio di ultrattività del mandato. Quindi sostiene che la Corte d’appello avrebbe dovuto pronunciare anche sull’impugnazione proposta nei confronti della società estinta. 2.Con il secondo motivo la società ricorrente deduce “in subordine rispetto al primo motivo: violazione e falsa applicazione degli artt. 331 c.p.c. in relazione all’art. 300 c.p.c. e 110 c.p.c. in relazione all’art. 360 comma 1 n. 3 e 4 c.p.c.; nullità della sentenza per omessa integrazione del contraddittorio nei confronti dei soci della estinta Meccanosud s.r.l.”. Rileva che, in ipotesi di ritenuta invalidità o inesistenza della notifica dell’atto di appello alla società estinta, doveva trovare applicazione l’art. 331 cod. proc. civ. e, poiché l’appello era stato tempestivamente notificato a Maranit s.r.l., a fronte della cancellazione ed estinzione di Meccanosud s.r.l. nel corso del giudizio di primo grado, non dichiarata, la Corte avrebbe dovuto ordinare l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei soci della società estinta quali successori universali della stessa. 3.Con il terzo motivo la società ricorrente deduce “violazione e falsa applicazione degli artt. 75 e 112 c.p.c. ai sensi dell’art. 360 comma 1 n. 3 e 4 c.p.c. – nullità della sentenza per omesso accertamento del difetto di legittimazione passiva e inesistenza della costituzione in giudizio della estinta società Meccanosud s.r.l. – insanabile contraddittorietà e nullità della sentenza per violazione di legge ove da un lato ha dichiarato l’inammissibilità dell’appello proposto nei confronti della società cancellata dal registro delle imprese e dall’altro ha riconosciuto la validità della costituzione in giudizio della predetta società, liquidando peraltro le spese legali in favore dei soci mai costituiti”. Evidenzia che la Corte d’appello avrebbe dovuto dichiarare l’inammissibilità della costituzione in giudizio della cessata Meccanosud s.r.l. e lamenta che, nonostante abbia dichiarato che l’impugnazione doveva avvenire nei confronti dei soci, non abbia disposto l’integrazione del contraddittorio nei loro confronti. 4.Con il quarto motivo la ricorrente deduce “ex art. 360 comma 1 n.3 e 4 c.p.c. nullità del procedimento per avere ritenuto l’appello inammissibile solo nei confronti di uno dei litisconsorti: violazione falsa applicazione dell’art. 331 c.p.c.” e, in via subordinata rispetto ai primi due motivi di impugnazione, la ricorrente lamenta che la sentenza abbia ritenuto di potere esaminare la domanda di garanzia nonostante abbia dichiarato l’inammissibilità dell’appello relativo al rapporto fondamentale.5.Con il quinto motivo la ricorrente deduce “violazione e falsa applicazione degli artt. 2043 e ss. c.c., in relazione all’art. 360 comma 1 n. 3 c.p.c., nullità della sentenza ex art. 360 comma 1 n. 4 c.p.c. con riguardo all’art. 112 c.p.c. e nullità della sentenza per difetto di motivazione in violazione dell’art. 132 comma 2 n. 4 c.p.c., in relazione all’art. 360 comma 1 n. 4 c.p.c.: omessa, apparente motivazione circa la sussistenza degli elementi necessari all’applicazione dell’art. 2043 c.c. nonché in relazione all’art. 360 comma 1 n. 5 c.p.c. per l’omesso esame di un fatto oggetto di discussione tra le parti, affermato nella relazione di ATP e dalla appaltatrice circa l’assenza di colpa di Maranit: violazione dell’art. 116 nullità della sentenza ex art. 360 comma 1 n. 4”. Lamenta che la sentenza abbia accertato la responsabilità extracontrattuale del fornitore del materiale omettendo totalmente ogni motivazione in ordine all’esistenza dei requisiti richiesti ai fini dell’applicazione dell’art. 2043 cod.civ. 6.Con il sesto motivo la ricorrente deduce “violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. in relazione all’art. 360 comma 1 n. 3 c.p.c. per omessa pronuncia circa la inesistenza di un rapporto di vendita tra Maranit e la società Musci e Stasolla, violazione e falsa applicazione degli artt. 2043 e 2697 e 116 c.p.c. in relazione all’art. 360 comma 1 n. 3 e 4 c.p.c., nullità della sentenza per difetto di motivazione in violazione dell’art. 132 comma 2 n. 4 Cost. in relazione all’art. 360 comma 1 n. 4 c.p.c.”. Evidenzia di avere riproposto in appello in via subordinata incidentale domanda di accertamento dell’inesistenza di rapporto contrattuale tra Maranit e le parti in causa, in quanto essa aveva venduto le lastre in contestazione a [OSCURATO:PERSONA] e da questa società le lastre erano state montate; lamenta la mancanza di pronuncia sul punto. 7.Con il settimo motivo la ricorrente deduce “violazione e falsa applicazione dell’art. 2729 c.c. e 116 c.p.c. in relazione all’art. 360 comma 1 n. 3 e 4 c.p.c. per avere ritenuto che l’ATP svolto ante riforma del 2005 e in assenza di contraddittorio con Maranit e alcune testimonianze genericamente richiamate in sentenza rivestissero valore probatorio ex art. 2729 c.c.-nullità della sentenza per difetto di motivazione in violazione dell’art. 132 comma 2 n. 4 Cost. in relazione all’art. 360 comma 1 n. 4 c.p.c.”; rileva che la responsabilità di Maranit per la difettosità delle lastre è stata ritenuta sullabase di presunzioni senza indicarne i caratteri di gravità, precisione e concordanza e attribuendo valore probatorio all’accertamento tecnico preventivo, al quale Maranit non aveva partecipato e che era stato svolto con mera funzione descrittiva. 8.Con l’ottavo motivo la ricorrente deduce “violazione e falsa applicazione dell’art.112 c.p.c. in relazione all’art. 360 comma 1 n. 3 e 4 c.p.c. per omessa disamina del motivo proposto in via incidentale subordinata da Maranit nella comparsa di costituzione d’appello in relazione al quantum” e rileva che la sentenza impugnata non ha esaminato le sue deduzioni sull’erronea quantificazione del danno. 9.Con il nono motivo, rubricato “ violazione e falsa applicazione dell’art. 2043 c.c. in relazione all’art. 360 comma 1 n. 3 e 4 c.p.c. avendo applicato l’art. 2043 senza che venisse impugnato il capo della sentenza che aveva statuito sulla decadenza e prescrizione dell’azione di garanzia nei confronti del produttore”, la ricorrente sostiene che non fosse stato impugnato il capo della sentenza di primo grado che aveva dichiarato la decadenza e la prescrizione dell’azione di garanzia nella compravendita nei confronti di Maranit e quindi rileva che era prescritta anche l’azione ex art. 2043 cod. civ. 10.I primi tre motivi, esaminati congiuntamente stante la stretta connessione determinata dall’avere tutti a oggetto le questioni processuali poste dall’estinzione della società Meccanosud s.r.l., sono fondati nei termini di seguito esposti.Le Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 6070del 12- 3-2013 (Rv. 625324-01) hanno posto il principio secondo il quale, in caso di estinzione della società in conseguenza della sua cancellazione dal registro delle imprese, si determina un meccanismo di tipo successorio in forza del quale, sul piano processuale , qu alora l’estinzione intervenga nella pendenza di giudizio del quale la società è parte,si ha effetto interruttivo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. c.p.c., con conseguente prosecuzione o riassunzione da parte o nei confronti dei soci, successori della società, ai sensi dell’art. 110 cod. proc. civ.; se però l’evento non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando farlo constare in tali modi non sarebbe più stato possibile, l’impugnazione della sentenza pronunciata nei riguardi della società deve provenire o essere indirizzata, a pena di inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, atteso che la stabilizzazione processuale di un soggetto estinto non può eccedere il grado di giudizio nel quale l’evento estintivo è occorso. Il rigore di tale regola ha trovato una attenuazione con la sentenza delle Sezioni Unite n. 15295 del 4 - 7 - 2014 (Rv. 631466 - 01) , perché questa sentenza ha statuito che l’incidenza sul processo degli eventi previsti dall’art. 299 cod. proc. civ., morte e perdita di capacità della parte, è disciplinata, in ipotesi di costituzione in giudizio per mezzo di difensore, dalla regola dell’ultrattività del mandato alla lite; in ragione dell’ultrattività del mandato, qualora l’evento non sia dichiarato o notificato nei modi e nei tempi di cui all’art. 300 cod. proc. civ., il difensore continua a rappresentare la parte come se l’evento non si sia verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica della parte rappresentata (rispetto alle altre parti e al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale e nelle successive fasi di quiescenza e riattivazione del rapporto a seguito della proposizione dell’impugnazione (nello stesso senso, Cass. Sez. L 18 - 1 - 2016 n. 710 Rv. 638231-01, per tutte ) . Tale posizione è suscettibile di modificazione qualora, nella fase di impugnazione, si costituiscano, per il caso che qui interessa, i soci successori della società, ovvero se il procuratore costituito per la società, già munito di procura alla lite valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza l’evento o lo notifichi alle altre parti, o ancora se, in caso di contumacia, tale evento sia documentato dall’altra parte o notificato o certificato dall’ufficiale giudiziario ex art. 300 co. 4 cod. proc. civ. (Cass. Sez. 3 31-10-2014 n. 23141Rv. 633443-01, Cass. Sez. 3 29 - 7 - 2016 n. 15762 Rv. 641152-01,Cass. Sez. 3 25-1-2024 n. 2439 Rv. 670065- 01 ) . Ne deriva che è sicuramente ammissibile l’atto di impugnazione notificato ai sensi dell’art. 330 co.1 cod. proc. civ. presso il procuratore alla società cancellata, anche se la parte notificante avesse avuto diversamente conoscenza dell’evento (Cass. Sez. 5 17-12-2014 n. 26495 Rv. 634009-01, Cass. Sez. 3 27-7-2015 n. 15724 Rv. 636189- 01, Cass. Sez. 1 5-1-2022 n. 190 Rv. 663552-01). Nella fattispecie, la stessa sentenza impugnata ha dichiarato che Musci P. Stasolla G.s.n.c. aveva notificato l’atto di appello presso il difensore di Meccanosud s.r.l.;quindi, per il principio di ultrattività del mandato, la notifica era stata eseguita in modo corretto e la Corte d’appello non avrebbe potuto dichiarare l’inammissibilità dell’appello proposto da [OSCURATO:PERSONA] P. Stasolla G. s.n.c. nei confronti di Meccanosud s.r.l., in quanto -in astratto- la sentenza avrebbe potuto anche essere correttamente pronunciata nei confronti della società estinta. In concreto, siè ulteriormente verificato - d andone atto la stessa sentenza impugnata- che i difensori di Meccanosud s.r.l . hanno depositato nel giudizio di appello comparsa di data 12 - 11 - 2017, dichiarando di costituirsi per la società che era stata cancellata dal registro delle imprese. Però, l ’effetto dell’ultrattività del mandato conferito al difensore dei precedenti gradi di giudizio non comportava che i difensori sipotessero costituire in giudizio per la società dichiarandone l’estinzione senza effetti sul processo : non si può prescindere dal principioche la cancellazione dal registro delle imprese priva la società della capacità di stare in giudizio (Cass. Sez. U 6070/2013) e che è connaturato all’effetto estintivo il venire meno del potere di rappresentanza dell’ente estinto, senza che possa invocarsi l’ultrattività del mandato.Infatti, l’ultrattività del mandato presuppone che si agisca in nome del soggetto come se questo fosse ancora esistente e capace di stare in giudizio, senza fare menzione dell’evento che ne ha determinato l’estinzione o la perdita della capacità di stare in giudizio (Cass. Sez. 2 9 - 10 - 2017 n. 23563 Rv. 645583 - 01, in motivazione ). Quindi, nel momento in cui è avvenuta la costituzione in quei termini, dichiarando l’evento che aveva determinato l’estinzione della società per la quale la costituzione era asseritamente eseguita, la Corte d’appello non poteva farvi conseguire l’effetto di inammissibilità dell’appello, perché l’appello era stato correttamente instaurato ; però non avrebbe potuto proseguire il giudizio , perché avrebbe dovuto dichiarare l’interruzione del processo , al fine di consentirne la riassunzione nei confronti dei soci della società della quale era stata dichiarata l’estinzione. Ne consegue che gli atti successivamente compiuti dalla Corte d’appello senza la dichiarazione di interruzione, compresa la sentenza, sono da ritenersi nulli, con la conseguente necessità d i rinnovazione (cosi Cass. Sez. 2 10 - 11 - 2022 n. 33203 Rv. 666139 - 01, in motivazione). 11.In conclusione, per le ragioni esposte devono essere accolti i primi tre motivi di ricorso , rimanendo assorbi ti tutti gli altri, con la conseguente cassazione della sentenza impugnata e il rinvio della causa alla Corte d’appello di Potenza in diversa composizione, che applicherà i principi esposti e si atterrà a quanto sopra ritenuto, provvedendo a regolare anche le spese del presente giudizio di legittimità. P.Q.M. [OSCURATO:PERSONA] il primo, secondo e terzo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia alla Corte d’appello di Potenza in diversa composizione per la statuizione anche sulle spese de