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CassazionedecretoSezione 1

Cassazione n. 11538/2024

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a pronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n.5255/2023 R.G. proposto da : [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliato in [OSCURATO:PERSONA] 31, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) rappresentato e difeso dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) -ricorrente- Contro [OSCURATO:PERSONA], in persona del Questore MINISTERO DELL'INTERNO, in persona del Ministro -intimati- avverso il DECRETO di [OSCURATO:PERSONA] n. 11442/2022 depositata il09/09/2022.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 13/02/2024 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] Il ricorrente, cittadino tunisino, giungeva a Lampedusa (AG) a seguito di soccorso e in data 7 settembre 2022 veniva condotto presso gli uffici della Questura di Agrigento, dove riceveva la notifica di un decreto di respingimento in quanto fermato all’atto dell’ingresso nel territorio dello Stato avvenuto sottraendosi ai controlli di frontiera e contestuale decreto di trattenimento presso il C.P.R. di Torino, dove veniva condotto il medesimo giorno. [OSCURATO:PERSONA] di pace ha convalidato il trattenimento.

Avverso il predetto provvedimento ha proposto ricorso il cittadino straniero affidandosi a due motivi.

Non costituita la controparte.

Il ricorrente ha depositato memoria [OSCURATO:PERSONA] 1.- Con il primo motivo del ricorso si lamenta la violazione dell'art. 360, n. 4), c.p.c. in relazione agli artt. 14, cc. 4, 5 e 5-bis, D. Lgs. 286/98, 15, parr. 2 e 4, Direttiva 2008/115/CE, art. 111, c. 6, Cost.; la motivazione inesistente e/o apparente del provvedimento di proroga del trattenimento; l’ omesso esame delle deduzioni difensive; la violazione del c.d. minimo costituzionale della motivazione. 2.- Con il secondo motivo del ricorso si lamenta la violazione dell'art. 360, n. 3), c.p.c., in relazione agli artt. 10 ter, 13, 14, D. Lgs. 286/98, 13, Cost., 5, CEDU per il trattenimento sine titulo del ricorrente da 2 al 7 settembre 2022 presso il punto di crisi (cd. hotspot) di Lampedusa (AG) in assenza di un provvedimento amministrativo e di una convalida giudiziaria trattenimento fino al giorno di emissione del decreto di respingimento del Questore di Agrigento (7 settembre 2022). 3.-Il primo motivo è fondato.

Secondo il consolidato orientamento di questa Corte che il Collegio condivide, la riformulazione dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dall'art. 54 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall'art. 12 preleggi, come riduzione al "minimo costituzionale" del sindacato di legittimità sulla motivazione.

Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l'anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all'esistenza della motivazione in sé, purché il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali.

Tale anomalia si esaurisce nella "mancanza assoluta di motivi sotto l'aspetto materiale e grafico", nella "motivazione apparente", nel "contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili" e nella "motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile", esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di "sufficienza" della motivazione (da ultimo, tra le tante, Cass. 6758/2022, in conformità a Cass.

S.U. 8053/2014).

Nella specie, ricorre il vizio di motivazione apparente del provvedimento impugnato, denunziabile in sede di legittimità, poiché essa, benché graficamente esistente, non rend e , tuttavia, percepibile il fondamento della decisione, così violando l'art. 14, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998 il quale prevede espressamene che il giudice provvede alla convalida con decreto motivato (Cass.18227/2022; Cass. 18937/2022; Cass. 18939/2022M Cass.2826/2023; Cass. 9068/2023; Cass. 13324/2023). [OSCURATO:PERSONA] di p ace si è limitato ad una motivazione stereotipata e apodittica, così espressa “rilevato che sussistono i presupposti di cui all’art. 13 del D. LGS. 286/98, atteso che: non sono emersi elementi tali da far ritenere manifestamente illegittimo il provvedimento espulsivo che sussistono altresì i presupposti di cui al successivo art. 14 - Manca un documento valido per l’espatrio”; la motivazione non contiene alcuna disamina delle difese del ricorrente e alcuna esplicitazione, pur sintetica, delle ragioni di condivisione delle argomentazioni della Questura, né esamina le difese prospettate.

Si è al cospetto, dunque, di una decisione assistita da una motivazione apparente e, come tale, inficiata dal vizio di nullità denunciato con il primo motivo, restando assorbito il secondo.

Il provvedimento impugnato, conseguentemente, va cassato senza rinvio, con decisione nel merito, poiché il processo non può essere proseguito, posto che il trattenimento non è stato (validamente) prorogato nei termini e non può più esserlo a termini scaduti. 4.- Poiché la parte ricorrente è ammessa ex lege al patrocinio a spese dello Stato (Cass.24102/2022) in un giudizio in cui è parte soccombente un'Amministrazione statale e la dichiarazione del difensore di essere antistatario non può costituisce rinuncia implicita al beneficio da parte dell'assistito (Cass.

S.U. 8561/2021), non vi è luogo alla regolazione delle spese, per il principio secondo il quale, qualora la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile promossa contro un'Amministrazione statale, il compenso e le spese spettanti al difensore vanno liquidati ai sensi dell'art. 82 D.P.R. n. 115 del 2002, ovvero con istanza rivolta al giudice del procedimento, e più precisamente, ai sensi dell'art. 83, comma 2, dello stesso D.P.R. n., nel caso di giudizio di cassazione, al giudice che ha pronunciato la sentenza passata in giudicato, ovvero, in ipotesi di cassazione senza rinvio, al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata (v.

Cass. 11028/2009, 23007/2010, rese in fattispecie di cassazione con decisione nel merito); l'art. 133 del medesimo D.P.R. n., a norma del quale la condanna alle spese della parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore dello Stato, non può, infatti, riferirsi all'ipotesi di soccombenza di un'Amministrazione statale (Cass. 18583/2012, 22882/2018, 30876/2018, 19299/2021, nonché Cass.

S.U. 24413/2021; da ultimo Cass.7749/2023).

Pertanto, le spese processuali, relative al giudizio sia di merito che di legittimità, andranno liquidate dal Giudice di pace di Torino.

Non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, essendo il ricorso esente dal contributo stesso.

P.Q.M. accoglie il primo motivo di ricorso,

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a pronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n.5255/2023 R.G. proposto da : [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliato in [OSCURATO:PERSONA] 31, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) rappresentato e difeso dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) -ricorrente- Contro [OSCURATO:PERSONA], in persona del Questore MINISTERO DELL'INTERNO, in persona del Ministro -intimati- avverso il DECRETO di [OSCURATO:PERSONA] n. 11442/2022 depositata il09/09/2022. Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 13/02/2024 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] Il ricorrente, cittadino tunisino, giungeva a Lampedusa (AG) a seguito di soccorso e in data 7 settembre 2022 veniva condotto presso gli uffici della Questura di Agrigento, dove riceveva la notifica di un decreto di respingimento in quanto fermato all’atto dell’ingresso nel territorio dello Stato avvenuto sottraendosi ai controlli di frontiera e contestuale decreto di trattenimento presso il C.P.R. di Torino, dove veniva condotto il medesimo giorno. [OSCURATO:PERSONA] di pace ha convalidato il trattenimento. Avverso il predetto provvedimento ha proposto ricorso il cittadino straniero affidandosi a due motivi. Non costituita la controparte. Il ricorrente ha depositato memoria [OSCURATO:PERSONA] 1.- Con il primo motivo del ricorso si lamenta la violazione dell'art. 360, n. 4), c.p.c. in relazione agli artt. 14, cc. 4, 5 e 5-bis, D. Lgs. 286/98, 15, parr. 2 e 4, Direttiva 2008/115/CE, art. 111, c. 6, Cost.; la motivazione inesistente e/o apparente del provvedimento di proroga del trattenimento; l’ omesso esame delle deduzioni difensive; la violazione del c.d. minimo costituzionale della motivazione. 2.- Con il secondo motivo del ricorso si lamenta la violazione dell'art. 360, n. 3), c.p.c., in relazione agli artt. 10 ter, 13, 14, D. Lgs. 286/98, 13, Cost., 5, CEDU per il trattenimento sine titulo del ricorrente da 2 al 7 settembre 2022 presso il punto di crisi (cd. hotspot) di Lampedusa (AG) in assenza di un provvedimento amministrativo e di una convalida giudiziaria trattenimento fino al giorno di emissione del decreto di respingimento del Questore di Agrigento (7 settembre 2022). 3.-Il primo motivo è fondato. Secondo il consolidato orientamento di questa Corte che il Collegio condivide, la riformulazione dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dall'art. 54 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall'art. 12 preleggi, come riduzione al "minimo costituzionale" del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l'anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all'esistenza della motivazione in sé, purché il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella "mancanza assoluta di motivi sotto l'aspetto materiale e grafico", nella "motivazione apparente", nel "contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili" e nella "motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile", esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di "sufficienza" della motivazione (da ultimo, tra le tante, Cass. 6758/2022, in conformità a Cass. S.U. 8053/2014). Nella specie, ricorre il vizio di motivazione apparente del provvedimento impugnato, denunziabile in sede di legittimità, poiché essa, benché graficamente esistente, non rend e , tuttavia, percepibile il fondamento della decisione, così violando l'art. 14, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998 il quale prevede espressamene che il giudice provvede alla convalida con decreto motivato (Cass.18227/2022; Cass. 18937/2022; Cass. 18939/2022M Cass.2826/2023; Cass. 9068/2023; Cass. 13324/2023). [OSCURATO:PERSONA] di p ace si è limitato ad una motivazione stereotipata e apodittica, così espressa “rilevato che sussistono i presupposti di cui all’art. 13 del D. LGS. 286/98, atteso che: non sono emersi elementi tali da far ritenere manifestamente illegittimo il provvedimento espulsivo che sussistono altresì i presupposti di cui al successivo art. 14 - Manca un documento valido per l’espatrio”; la motivazione non contiene alcuna disamina delle difese del ricorrente e alcuna esplicitazione, pur sintetica, delle ragioni di condivisione delle argomentazioni della Questura, né esamina le difese prospettate. Si è al cospetto, dunque, di una decisione assistita da una motivazione apparente e, come tale, inficiata dal vizio di nullità denunciato con il primo motivo, restando assorbito il secondo. Il provvedimento impugnato, conseguentemente, va cassato senza rinvio, con decisione nel merito, poiché il processo non può essere proseguito, posto che il trattenimento non è stato (validamente) prorogato nei termini e non può più esserlo a termini scaduti. 4.- Poiché la parte ricorrente è ammessa ex lege al patrocinio a spese dello Stato (Cass.24102/2022) in un giudizio in cui è parte soccombente un'Amministrazione statale e la dichiarazione del difensore di essere antistatario non può costituisce rinuncia implicita al beneficio da parte dell'assistito (Cass. S.U. 8561/2021), non vi è luogo alla regolazione delle spese, per il principio secondo il quale, qualora la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile promossa contro un'Amministrazione statale, il compenso e le spese spettanti al difensore vanno liquidati ai sensi dell'art. 82 D.P.R. n. 115 del 2002, ovvero con istanza rivolta al giudice del procedimento, e più precisamente, ai sensi dell'art. 83, comma 2, dello stesso D.P.R. n., nel caso di giudizio di cassazione, al giudice che ha pronunciato la sentenza passata in giudicato, ovvero, in ipotesi di cassazione senza rinvio, al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata (v. Cass. 11028/2009, 23007/2010, rese in fattispecie di cassazione con decisione nel merito); l'art. 133 del medesimo D.P.R. n., a norma del quale la condanna alle spese della parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore dello Stato, non può, infatti, riferirsi all'ipotesi di soccombenza di un'Amministrazione statale (Cass. 18583/2012, 22882/2018, 30876/2018, 19299/2021, nonché Cass. S.U. 24413/2021; da ultimo Cass.7749/2023). Pertanto, le spese processuali, relative al giudizio sia di merito che di legittimità, andranno liquidate dal Giudice di pace di Torino. Non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, essendo il ricorso esente dal contributo stesso. P.Q.M. accoglie il primo motivo di ricorso,
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