CassazionesentenzaSezione 2
Cassazione n. 08140/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
28/03/2023 PU ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso iscritto al n. 35476/2018 R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA], in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in [OSCURATO:PERSONA] 41, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) che l a rappresenta e difende unitamente all'avvocato D'[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) -ricorrente- contro [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] , elettivamente domiciliate in [OSCURATO:PERSONA] 20, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]), rappresentat e e difes e dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA]([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) -controricorrenti- avverso la SENTENZA della CORTE D I [OSCURATO:PERSONA] n. 584/2018 depositata il 13/08/2018; udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 28/03/2023 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni scritte della [OSCURATO:PERSONA] Dell’Erba, che ha richiestol’accoglimento dei primi due motivi di ricorso, con assorbimento dei restanti [OSCURATO:PERSONA] 1. Nell’anno 2004 [OSCURATO:PERSONA], S ansoni Rosanna e [OSCURATO:PERSONA] hanno convenuto in giudizio avanti il Tribunale di [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], per sentire dichiarare inefficace l'atto di compravendita stipulato fra i convenuti nonché per ottenere la loro condanna al risarcimento del danno patrimoniale e in subordine la condanna di [OSCURATO:PERSONA] al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale A sostegno di queste domande le attrici hanno esposto: che, con il contratto preliminare di compravendita del 07/07/2000, si erano impegnate a vendere a [OSCURATO:PERSONA] un terreno edificabile al prezzo di £ 130.000.000, mentre quest'ultima si era impegnata a trasferire alle medesime attrici una unità immobiliare da realizzare sullo stesso terreno, previo conguaglio di £ 45.000.000; che [OSCURATO:PERSONA], pur avendo da tempo completato l'unità immobiliare da permutare, rifiutava di stipulare l'atto definitivo e impediva alle stesse attrici di verificare l'entità dei lavori extra contratto eseguiti; che [OSCURATO:PERSONA] aveva venduto nel luglio 2004 la predetta unità immobiliare aMarroni Ivan e [OSCURATO:PERSONA]. 2. Con sentenza n.158/2016 il T ribunale di Terni, nella resistenza di [OSCURATO:PERSONA] che aveva chiesto la reiezione delle pretese attoree, eccependo un inadempimento delle attrici, rigettava la domanda. 3. Avverso detta sentenza interponevano appello [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], in proprio e quali uniche eredi di [OSCURATO:PERSONA], nel frattempo deceduta, deducendo l’errata affermazione da parte del giudice di primo grado dell'insussistenza dell'inadempimento di [OSCURATO:PERSONA], l'erronea ed incompleta valutazione del materiale probatorio raccolto, la mancata valutazione dei danni subiti dalle attrici. Si costituiva in giudizio [OSCURATO:PERSONA] chiedendo il rigetto del gravame. 4. Con sentenza n. 584/2018, la Corte di Appello di Perugia riformava parzialmente la sentenza del primo giudice, ritenendoche la vendita dell'immobile effettuata da [OSCURATO:PERSONA] a terzi, quando era ancora vigente il contratto stipulato con l'attuale appellante, configura grave inadempimentodel contratto preliminare intercorso tra le parti, con conseguente obbligo risarcitorio. Non ravvisava invece nel comportamento complessivo tenuto dalle appellanti, contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, alcun inadempimento, dal momento che le stesse avevano assolto all'obbligo principale derivante dal contratto e cioè di cedere il terreno di loro proprietà, mentre il pagamento del prezzo a conguaglio e delle somme dovute per le migliorie doveva essere effettuato solo al momento della stipula dell'atto notarile di trasferimento dell'unità immobiliare. Liquidava inoltre il danno nella differenza tra il valore commerciale del bene oggetto del contratto al momento in cui l'inadempimento era divenuto definitivo (nel caso di specie alla data del 12/07/2004, con il trasferimento dell'immobile a terzi) e il prezzo pattuito, comprensivo delle migliorie;dunque in un importo di euro 51.240,12. 4. Nei confronti di tale decisione Edilcosterha proposto ricorso per cassazione articolato in quattromotivi. 5. Hanno resistito con unico controricorso [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA]. 6. In prossimità della pubblica udienza, entrambe le part i ha nno depositato memorie. [OSCURATO:PERSONA] 1. – Il primo motivo è così rubricato: “ Violazione o falsa applicazione ex art. 360, comma 1, n. 3) c.p.c., in relazione agli artt. 1175, 1183 comma 1, 1218, 1375, 1453, 1454, 1456 e 1457 c.c., nonché agli artt. 115, comma 1, e 116, comma 1, c.p.c.; violazioni o falsa applicazione da considerarsi tutte e subordinatamente anche per la nullità della sentenza e/o del procedimento ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 4) c.p.c., in relazione all'art. 111 Cost.”. Secondo la ricorrente, la Corte di appello di Perugia, laddove non ha qualificato come inadempimento il comportamento tenuto dalle attuali controricorrenti nell'ambito del rapporto contrattuale intercorso con la stessa, hadisapplicato: a) la regola dettata dall'art. 1183 comma 1 c.c., non avendo le parti stabilito il tempo in cui l’obbligo di pagare i lavori extra capitolato da parte delle attuali controricorrenti doveva essere soddisfatto; b) la regola di correttezza nell'esecuzione del contrattoche postula che l’inadempimento contrattuale possa avvenire anche in anticipo rispetto alla scadenza convenuta (per avere le Sansoni espresso prima della scadenza l’intenzione di non adempiere avendo le stesse, nonostante gli inviti, non pagato i lavori extra contratto e per non avere fissato la data del rogito); c) il principio che impone la valutazione unitaria e comparativa dei rispettivi comportamenti tenuti dai contraenti, al fine di stabilire su quale fra i medesimi debba ricadere l'inadempimento colpevole che possa giustificare l'altrui inadempimento. 2.- Con il secondo motivo parte ricorrente denuncia l’o messo esame,ex art. 360, comma 1, n. 5) c.p.c. in relazione agli artt. 1175, 1183 comma 1, 1375, 1453, 1454, 1456 e 1457 c.c., e agli artt. 115, comma 1 e 116, comma 1; la violazion e o falsa applicazione ( da considerarsi tutte e subordinatamente anche per la nullità della sentenza e/o del procedimento ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 4) c.p.c., in relazione all'art. 132 n. 4 c.p.c. Deduce la ricorrente al riguardo, in via subordinata rispetto al primo motivo, che la sentenza è viziata anche per avere fornito solo una motivazione apparente sul fatto decisivo e oggetto di discussione tra le parti circa la gravità dell'inadempimento e/o del comportamento delle Sansoni in rapporto al comportamento e/o in adempimento di [OSCURATO:PERSONA]. 3.- La titolazione del terzo mezzo di ricorso è la seguente: “Violazione o falsa applicazione,ex art. 360, comma 1, n. 3) c.p.c., in relazione all'art. 1382 comma 1 c.c., nonché agli artt. 115, comma 1, e 116, comma 1, c.p.c.; violazioni o falsa applicazione da considerarsi tutte e subordinatamente anche per la nullità della sentenza e/o del procedimento ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 4) c.p.c., in relazione all'art. 111 Cost.”. Con tale motivo la ricorrente sostiene che la sentenza gravata sia viziata perché non ha considerato come clausola penale la previsione contrattuale di cui all'articolo 6 del contratto preliminare di vendita, relativa al rilascio di apposita fideiussione assicurativa dell'importo di lire 130 milioni, con liquidazione preventiva e forfetaria del danno. 4.-Con il quarto motivo la ricorrente ripropone il terzo motivo di ricorso sotto il profilo dell’omesso esame, ex art. 360, comma 1, n. 5) c.p.c.,in relazione all'art. 1382 comma 1 c.c., e agli artt. 115, comma 1, e 116, comma 1c.p.c.; nonché della violazione o falsa applicazione “da considerarsi tutte e subordinatamente anche per la nullità della sentenza e/o del procedimento ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 4) c.p.c., in relazione all'art. 132 n. 4 c.p.c.”. 5.-Il primo e il secondo motivo , formulato quest’ultimo per il caso di ritenuta non sufficienza del primo mezzo, anche nel profilo subordinato relativo alla dedotta nullità della sentenza o del procedimento, sono fondati e meritano accoglimento. Come si ricava dalla sentenza impugnata, le appellanti avevano lamentato la vendita del bene ai sigg.ri Marroni e Fumini, in difetto di una diffida ad adempiere idonea a determinare la previa risoluzione di diritto del contratto, che avrebbe potuto legittimare il successivo trasferimento a terzi, mentre l’appellata [OSCURATO:PERSONA] aveva lamentato l'inadempimento delle controparti all'obbligo di pagare i lavori extra contrattuali commissionati, oltre che il pagamento del prezzo stabilito a conguaglio. La Corte di appello umbra, ritenuto che nella corrispondenza intercorsa tra [OSCURATO:PERSONA] e le Sansoni non possa ravvisarsi una compiuta diffida ad adempiere, per la presenza di espressioni vaghe e generiche, ritenute evidentemente non idonee a costituire manifestazione di volontà negozialerisolutoria del contratto, ha escluso l'inadempimento delle appellanti agli obblighi posti a loro carico , affermando che sia il pagamento del prezzo a conguaglio che il pagamento del prezzo dei lavori extra contrattuali doveva essere effettuato al momento della stipula dell'atto notarile di trasferimento dell'unità immobiliare. Colgono nel segno al riguardo le considerazioni della ricorrente, anzitutto per ciò che attiene alla violazione dell’art. 1183 c.c. La circostanza per cui l'obbligazione relativa al pagamento dei lavori extracontratto era priva della fissazione di un termine, risulta pacificain causa, non è stata sollevata in sede di legittimità ed anzi è riconosciuta dalle controricorrenti che a pagina 11 del ricorso affermano:oltre a questo - id est , gli impegni assunti con il contratto preliminare stipulato tra le parti in data 7 luglio 2000 - “ le Sansoni commissionavano all'impresa costruttrice dei lavori extra contratto da realizzare nell'unità abitativa promessa che sarebbero stati realizzati dall’impresa in corso d’opera”. La Corte di appello di Perugia ha poi accertato che i lavori erano stati commissionati ed eseguiti, tant'è vero (come rilevato anche dal Pubblico Ministero) che nel calcolo del risarcimento del danno ne ha tenuto conto aggiungendolo al prezzo pattuito (sulla questione non vi è ricorso incidentale delle controricorrenti). Non appare pertanto corretto il riferimento al pagamento dei lavori extra contratto al momento della stipula dell'atto notarile di trasferimento dell'unità immobiliare, effettuato nella sentenza impugnata,posta l’immediata esigibilità ai sensi dell'art. 1183 comma 1 c.c. E ciò, anche alla luce del costante insegnamento di questo SupremoCollegio, dal quale si ricava la consolidata regola iuris che in assenza di pattuito termine d'adempimento la prestazione è immediatamente esigibile e per esigerla non sono neppure indispensabilinè la diffida ad adempiere nè il ricorso al g iudice ex art.1183 comma 2 c.c. , posto che b en potrà quest’ultimo , chiamato a dirimere la controversia insorta tra le parti in conseguenza dell'inadempimento,apprezzare ex post la congruità del tempo scorso tra la pattuizione e la pretesa d'adempimento ; apprezzamento da effettuare alla luce del criterio direttivo della norma su richiamata, ossia la congruità de l tempo scorso “ rispetto ai parametri fattuali indicati nella citata norma applicati nello specifico rapporto pattizio ” (Cass.n. 21647 /2019, in motiv.). l rifiuto del pagamento di dette opere, pacificamente anteriore alla vendita dell'immobile a terzi, potrebbe effett ivamente essere astrattamente idoneo ad alterare il sinallagma contrattuale, in quanto il contratto di appalto da cui scaturisce la suddetta obbligazione è senz'altro collegato al contratto preliminare di permuta, poiché è rivolto al conseguimento dell'unico risultato economico della consegna all'acquirente di un'opera compiuta da parte del venditore costruttore, a fronte della cessione del terreno (sugli effetti del collegamento negoziale in caso di inadempimento cfr. Cass. n. 20726/ 20 14 e, in termini più generali sul collegamento negoziale e i suoi riflessi sull’operazione economica compiuta dalle parti Cass. n. 28324/2023). In tema di inadempienze reciproche, la giurisprudenza di questa Suprema Corte ha costantemente affermato che, nei contratti con prestazioni corrispettive, ai fini dell’accertamento dell’inadempimento, “il giudice di merito è tenuto a formulare un giudizio- incensurabile in sede di legittimità se congruamente motivato - di comparazione in merito al comportamento complessivo delle parti, al fine di stabilire quale di esse, in relazione ai rispettivi interessi ed all'oggettiva entità degli inadempimenti (tenuto conto non solo dell'elemento cronologico, ma anche e soprattutto dei rapporti di causalità e proporzionalità esistenti tra le prestazioni adempiute e della incidenza di queste sulla funzione economico-sociale del contratto), si sia reso responsabile delle violazioni maggiormente rilevanti e causa del comportamento della controparte e della conseguente alterazione del sinallagma contrattuale” (Cass. n. 13840/ 20 10, n . 336/ 20 13, n . 18320/ 20 15, n . 13627/2017; 12549/2019, n. 6992/2022: 28487/2023). Il giudice del merito deve dunque pervenire, a valle diuna delicata opera di verifica e di valutazione unitariadegli opposti inadempimenti, alla comparazione delle condotte delle parti, da condurre con riguardo anche alla proporzionalità degli inadempimenti rispetto alla funzione del contratto stipulato tra le parti e alla loro rispettiva incidenza sull'equilibrio sinallagmatico, sulle posizioni delle parti e sugli interessi delle stesse. L a gravità dell'inadempimento deve essere dunque apprezzata all'interno della complessiva struttura negoziale ( Cass. n . 17148/2019), tenuto conto che il criterio cronologico va considerato unitamente agli altri e più pregnanti criteri sopra indicati. Nel caso di specie, il giudice a quo ha trascurato di compiere tale accertamento, posto che non ha valutato comparativamente la descritta condotta delle parti, omettendo in particolare di accertare se il rifiuto del pagamento fosse o meno conforme a buona fede, tale dunque da legittimare un’ipotesi di anticipatory breach (Cass. n. 23823/2012) e tale da giustificare l’inadempimento della venditrice , confrontando il valore delle opere extra contratto di miglioria dell'immobile con il valore del bene da trasferire, al fine di accertare l’entità dei singoli inadempimenti ( c . d . criterio oggettivo di proporzionalità:Cass. n. 15052/ 20 18, n . 31685/ 20 19). La sentenza impugnata, per queste ragioni, deve pertanto essere cassatain relazione ai motiv i accolt i, rivelando, nella mancata opera di valutazione dei reciproci inadempimenti, anche una motivazione solo apparente in relazione al fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti del comportamento tenuto d a lle Sansoni in relazione al comportamento di [OSCURATO:PERSONA]. 6.- Gli altri due motivi, che attengono alla quantificazione del risarcimento del danno, restano assorbiti, perdendo di immediata rilevanza decisoria. 7.- In conclusione, va nno accolt i il primo e il secondo motivo di ricorso, devono essere dichiarati assorbiti i restanti. La decisione impugnata deve essere cassata e la causa rinviata per un nuovo esame alla Corte di Appello di Perugia, che – in diversa composizione – si uniformerà ai principi di diritto indicati sul punto e deciderà anche sulle spese relative al presente giudizio di legittimità. P.Q.M. La Corte Suprema di Cassazione accoglie il primo e il secondo motivo di ricorso; dichiara assorbiti gli altri; cassa, per quanto di ragione,la sentenza impugnata e rinvia alla Cort