CassazionesentenzaSezione 1Decisione del 16 maggio 2022
Cassazione n. 15642/2022
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
o la seguente ORDINANZA sul ricorso n. 31606/2018 r.g. proposto da: [OSCURATO:PERSONA] S.P.A., con sede in Roma, al [OSCURATO:PERSONA] n. 190, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa, giusta procura speciale apposta a margine del ricorso, dagli [OSCURATO:PERSONA] ed [OSCURATO:PERSONA], con cui elettivamente domicilia presso l’[OSCURATO:PERSONA] di [OSCURATO:PERSONA] in Roma, al [OSCURATO:PERSONA] n. 190. - ricorrente - contro [OSCURATO:SOCIETA]., con sede in Milano, alla [OSCURATO:PERSONA] n. 3, Tower A, in persona del suo procuratore speciale Avv. [OSCURATO:PERSONA], rappresentata e difesa, giusta procura speciale apposta a margine del controricorso, dall’[OSCURATO:PERSONA], presso il cui studio elettivamente domicilia in Roma, alla via [OSCURATO:PERSONA] n. 72. - controricorrente- F i r m a t o D a : D E C H I A R A C A R L O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 5 d 6 4 9 1 e 7 f e 8 7 2 8 d 6 1 a a 3 f f 2 7 6 7 4 2 9 4 c 4 - F i r m a t o D a : B A R O N E F A B R I Z I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 3 9 f 5 f 8 d 1 2 a c d c 2 b b 9 b 9 b c 2 0 6 f c 3 0 8 4 c a Numero registro generale 31606/2018 Numero sezionale 902/2022 Numero di raccolta generale 15642/2022 avverso la sentenza, n. cron. 4648/2018, della CORTE DI APPELLO DIData pubblicazione 16/05/2022 ROMA depositata in data 05/07/2018; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del giorno 22/03/2022 dal Consigliere dott. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] 1. [OSCURATO:SOCIETA]. citò [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. innanzi al Tribunale di Roma chiedendone, previa declaratoria di responsabilità, la condanna al pagamento della somma di € 221.927,41, complessivamente oggetto di svariati assegni di traenza non trasferibili emessi, su incarico ricevuto dall’INPS dall’allora [OSCURATO:PERSONA] di [OSCURATO:SOCIETA]., che furono negoziati dalla società convenuta pagandoli a persone diverse dai legittimi beneficiari, attraverso asserite condotte negligenti, in violazione dell'art. 43 legge ass.. 1.1. [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., che contestò l’avversa pretesa, l’adito tribunale accolse parzialmente la domanda dell’attrice e condannò la menzionata convenuta al pagamento di € 216.321,91, oltre interessi. 2. Il gravame proposto da quest’ultima avverso tale decisione è stato respinto dalla Corte di appello di Roma, con sentenza del 5 luglio 2018, n. 4648, la quale ha ritenuto responsabile l’appellante per non avere la stessa fornito la prova di avere osservato la diligenza professionale richiesta dall’art. 1176, comma 2, cod. civ., richiamando, in proposito, l’indirizzo di legittimità espresso da Cass., SU, n. 12477 del 2018. Inoltre, ha negato la configurabilità di qualsivoglia concorrente responsabilità, ex art. 1227, comma 1, cod. civ., di [OSCURATO:SOCIETA]. per avere spedito gli assegni predetti ai beneficiari mediante il servizio postale ordinario, invocando, sul punto i principi enunciati da Cass. n. 7618 del 2010 e da Cass. n. 23460 del 2014. 3. Per la cassazione di questa sentenza ricorre [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., affidandosi a quattro motivi. Resiste, con controricorso, illustrato anche da memoria ex art. 380-bis.1 cod. proc. civ., la [OSCURATO:SOCIETA].. [OSCURATO:PERSONA] 1. I formulati motivi denunciano, rispettivamente:F i r m a t o D a : D E C H I A R A C A R L O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 5 d 6 4 9 1 e 7 f e 8 7 2 8 d 6 1 a a 3 f f 2 7 6 7 4 2 9 4 c 4 - F i r m a t o D a : B A R O N E F A B R I Z I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 3 9 f 5 f 8 d 1 2 a c d c 2 b b 9 b 9 b c 2 0 6 f c 3 0 8 4 c a Numero registro generale 31606/2018 Numero sezionale 902/2022 Numero di raccolta generale 15642/2022 Data pubblicazione 16/05/2022 I) «Art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c. - violazione e falsa applicazione dell’art. 43 del r.d. n. 1736/33, in riferimento agli artt. 1218, 1176, comma 2, e 1992 c.c. e legge n. 445/2000 - omesso esame di un fatto decisivo che ha formato oggetto di discussione tra le parti». Si contesta alla corte distrettuale di avere ravvisato la responsabilità di [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. malgrado quest’ultima avesse dedotto e dimostrato la piena diligenza, ex art. 1176, comma 2, cod. civ., del proprio concreto operato nella negoziazione degli assegni de quibus. Rileva in proposito la ricorrente che la norma dell'art. 43 legge assegni viene a delineare una ipotesi di responsabilità per mancata diligenza, non già di tratto oggettivo. Fissata in tal modo la prospettiva di inquadramento del tema, passa ad osservare che l'esame dei documenti prodotti nei gradi del merito non mostra segni evidenti di contraffazione, né sui titoli negoziati, né sui documenti di riconoscimento acquisiti. L'operatore postale - così si specifica in via ulteriore - ha, da una parte, svolto un attento esame circa l'autenticità dei titoli e ha verificato l'assenza di segni di contraffazione e quindi di irregolarità o alterazioni; dall'altra, ha verificato l'identità delle persone a favore delle quali, in conformità al contenuto dei titoli, veniva resa disponibile la somma da essi portata. II) «Art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c. - violazione e falsa applicazione dell’art. 83 del d.P.R. n. 156/73 e del d.m. 26/2/2004 (carta della qualità del servizio pubblico postale) in riferimento agli artt. 1227, comma 1, c.c. e 43 L.A.. Omesso esame di un fatto decisivo che ha formato oggetto di discussione tra le parti». Si ascrive alla corte capitolina di aver escluso la configurabilità del concorso di colpa della danneggiata, ex art. 1227, comma 1, cod. civ., malgrado l’avvenuta, incauta spedizione, da parte sua, dei titoli suddetti tramite la posta ordinaria noncurante che gli stessi arrivassero nelle mani dei creditori; III) «Art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c. - violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. in relazione al criterio di riparto dell’onere probatorio - omesso esame di un fatto decisivo che ha formato oggetto di discussione tra le parti». Si censura la sentenza impugnata per aver F i r m a t o D a : D E C H I A R A C A R L O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 5 d 6 4 9 1 e 7 f e 8 7 2 8 d 6 1 a a 3 f f 2 7 6 7 4 2 9 4 c 4 - F i r m a t o D a : B A R O N E F A B R I Z I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 3 9 f 5 f 8 d 1 2 a c d c 2 b b 9 b 9 b c 2 0 6 f c 3 0 8 4 c a Numero registro generale 31606/2018 Numero sezionale 902/2022 Numero di raccolta generale 15642/2022 confermato la condanna sancita dal tribunale «senza considerare che Data pubblicazione 16/05/2022 trattasi di risarcimento di un danno meramente potenziale e non effettivo, del quale il danneggiato non ha fornito prova»; IV) «Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c. - violazione e falsa applicazione dell’art. 1224 c.c.», per non avere il giudice di appello «esaminato il motivo di gravame afferente la condanna al pagamento, in particolare con riferimento alla rivalutazione monetaria». 2. Allo scrutinio del primo motivo di ricorso giova premettere che: i) è incontroverso che l’odierna vicenda ha riguardato svariati assegni di traenza non trasferibili, emessi da [OSCURATO:SOCIETA]., su incarico ricevuto dall’INPS dall’allora [OSCURATO:PERSONA] di [OSCURATO:SOCIETA]., che furono negoziati da [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. pagandoli a persone diverse dai legittimi beneficiari; ii) l'art. 43, comma 2, del r.d. n. 1736 del 1933 (cd. legge assegni) sancisce che “colui che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore o dal banchiere giratario per l’incasso, risponde del pagamento”. 2.1. Rileva il Collegio, poi, che le Sezioni Unite di questa Corte, intervenute per dirimere un contrasto insorto tra le sezioni semplici in ordine alla interpretazione di detta norma, con le sentenze del 21 maggio 2018, n. 12477 e 12478, hanno ribadito o pronunciato i seguenti principi di diritto: a) la menzionata norma si applica anche all'assegno circolare, all'assegno bancario libero della Banca d'Italia ed all'assegno di traenza (usualmente utilizzato, in luogo del bonifico bancario, per il pagamento di un soggetto che non sia titolare di un conto corrente o di cui non si conoscono le coordinate bancarie) munito della clausola di intrasferibilità; b) l'espressione «colui che paga», adoperata dall'art. 43, comma 2, l.ass., si riferisce non solo alla banca trattaria (o all'emittente, nel caso di assegno circolare), ma anche alla banca negoziatrice, che è l'unica concretamente in grado di operare controlli sull'autenticità dell'assegno e sull'identità del soggetto che, girandolo per l'incasso, lo immette nel circuito di pagamento; c) ha natura contrattuale la responsabilità cui si espone il banchiere che abbia negoziato un assegno munito della clausola di non trasferibilità in favore di persona non legittimata; d) specificamente: «ai sensi dell'art. 43, F i r m a t o D a : D E C H I A R A C A R L O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 5 d 6 4 9 1 e 7 f e 8 7 2 8 d 6 1 a a 3 f f 2 7 6 7 4 2 9 4 c 4 - F i r m a t o D a : B A R O N E F A B R I Z I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 3 9 f 5 f 8 d 1 2 a c d c 2 b b 9 b 9 b c 2 0 6 f c 3 0 8 4 c a Numero registro generale 31606/2018 Numero sezionale 902/2022 Numero di raccolta generale 15642/2022 comma 2, legge assegni (r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736), la banca Data pubblicazione 16/05/2022 negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato - per errore nell'identificazione del legittimo portatore del titolo - dal pagamento di assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità a persona diversa dall'effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l'inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall'art. 1176, comma 2, c.c.» (cfr. Cass., SU, n. 12477 del 2018). 2.1.1. A sostegno di tale conclusione, è stata richiamata la precedente sentenza delle stesse Sezioni Unite che, risolvendo il contrasto di giurisprudenza riguardante la responsabilità della banca, ne aveva escluso la natura extracontrattuale, ravvisandovi, invece, un'ipotesi di responsabilità contrattuale cd. da contatto sociale, fondata sull'obbligo professionale di protezione (preesistente, specifico e volontariamente assunto), posto a carico della banca nei confronti di tutti i soggetti interessati al buon fine della sottostante operazione, di far sì che il titolo sia introdotto nel circuito di pagamento bancario in conformità delle regole che ne presidiano la circolazione e l'incasso (cfr. Cass., SU, n. 14712 del 2007). Nel ribadire tale principio, la nuova pronuncia ne ha evidenziato l'incompatibilità con la natura oggettiva della responsabilità, predicabile soltanto in riferimento a fattispecie d'illecito extracontrattuale, precisando che, al fine di sottrarsi alla responsabilità, la banca è tenuta a provare di aver assolto alla propria obbligazione con la diligenza dovuta, che è quella nascente, ai sensi dell'art. 1176, comma 2, cod. civ., dalla sua qualità di operatore professionale, tenuto a rispondere anche in ipotesi di colpa lieve. E' stato chiarito, inoltre, che lo scopo della clausola di intrasferibilità consiste non solo nell'assicurare all'effettivo prenditore il conseguimento della prestazione dovuta, ma anche e soprattutto nell'impedire la circolazione del titolo: ed a conferma di tale assunto è stato richiamato l'art. 73 del r.d. n. 1736 del 1933, il quale esclude l'ammortamento dell'assegno non trasferibile proprio perché lo stesso non può essere azionato da un portatore di buona fede, conferendo nel contempo al prenditore, ma solo come conseguenza indiretta, la F i r m a t o D a : D E C H I A R A C A R L O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 5 d 6 4 9 1 e 7 f e 8 7 2 8 d 6 1 a a 3 f f 2 7 6 7 4 2 9 4 c 4 - F i r m a t o D a : B A R O N E F A B R I Z I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 3 9 f 5 f 8 d 1 2 a c d c 2 b b 9 b 9 b c 2 0 6 f c 3 0 8 4 c a Numero registro generale 31606/2018 Numero sezionale 902/2022 Numero di raccolta generale 15642/2022 maggior sicurezza di poterne ottenere un duplicato denunciandone lo Data pubblicazione 16/05/2022 smarrimento, la distruzione o la sottrazione al trattario o al traente. 2.2. Alla stregua di tali dicta (peraltro ribaditi dalla successiva giurisprudenza di legittimità. Cfr. pure nelle rispettive motivazioni, ex aliis, Cass. n. 25581 del 2018; Cass. n. 34107 del 2019; Cass., SU, n. 9769 del 2020; Cass. n. 9842 del 2021), che il Collegio condivide pienamente (ed alle cui ulteriori argomentazioni giustificative può qui farsi rinvio ex art. 118 disp. att. cod. proc. civ.), la censura in esame si rivela fondata nella misura in cui il giudice di secondo grado ha ritenuto sussistente il profilo della colpa, sul rilievo che la prova fornita da [OSCURATO:PERSONA] s.p.a - consistita nell'aver documentato di aver identificato il prenditore del titolo previa esibizione della carta di identità e del tesserino attributivo del codice fiscale (secondo quanto ricostruito dal giudice di primo grado e non messo in discussione nel grado d'appello) - non sarebbe stata idonea alla liberazione del debitore. 2.3. In proposito, va osservato che questa Corte ha già affermato nella sentenza n. 34107/2019, che, avuto riguardo alla natura di clausola generale dell'art. 1176, comma 2, cod. civ., il giudizio di diligenza professionale, riferito alla banca negoziatrice di un assegno di traenza, compiuto dal giudice di merito per integrare il parametro generale contenuto nella predetta "norma elastica", costituisca una vera e propria attività di interpretazione della norma - e non meramente fattuale, limitandosi tale profilo alla ricostruzione del fatto - dando concretezza a quella "parte mobile" della stessa che il legislatore ha voluto tale per adeguarla ad un determinato contesto storico-sociale, ovvero a determinate situazioni non esattamente ed efficacemente specificabili a priori (cfr. Cass.n. 8047 del 2019). Proprio perché si tratta di giudizio di diritto, tale valutazione è censurabile in sede di legittimità, ai sensi dell'articolo 360, comma 1, n. 3 cod. proc. civ., quando si ponga in contrasto con i principi dell'ordinamento e con quegli standards valutativi esistenti nella realtà sociale che concorrono con detti principi a comporre il diritto vivente (cfr. Cass. n. 3645 del 1999), sempre che la contestazione non si limiti ad una F i r m a t o D a : D E C H I A R A C A R L O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 5 d 6 4 9 1 e 7 f e 8 7 2 8 d 6 1 a a 3 f f 2 7 6 7 4 2 9 4 c 4 - F i r m a t o D a : B A R O N E F A B R I Z I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 3 9 f 5 f 8 d 1 2 a c d c 2 b b 9 b 9 b c 2 0 6 f c 3 0 8 4 c a Numero registro generale 31606/2018 Numero sezionale 902/2022 Numero di raccolta generale 15642/2022 censura generica e meramente contrappositiva, ma contenga, invece, una Data pubblicazione 16/05/2022 specifica denuncia di incoerenza rispetto a quegli standards, conformi ai valori dell'ordinamento (cfr. Cass. n. 5095 del 2011). 2.4. Nel caso di specie, non vi è dubbio che la contestazione con cui [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. ha censurato il contrasto dell'interpretazione della corte d'appello (riguardo alla diligenza richiesta, ex art. 1176, comma 2, cod. civ., nella identificazione del prenditore di assegno di traenza) con le norme del nostro ordinamento, e, segnatamente, con la legislazione speciale (che ha provveduto ad indicare) sia sufficientemente specifica. 2.4.1. In particolare, la ricorrente ha evidenziato che - a differenza di quanto ritenuto dal giudice di secondo grado, che ne ha ritenuta l'inidoneità - la carta d'identità costituisce nel nostro ordinamento il fondamentale strumento di identificazione personale (come si evince dagli artt. 3 e 4 e ss. del r.d. n. 773/1931; dall’art. 1, lett. c) e d), del d.P.R. n. 445/2000; dall’art. 292 del r.d. n. 635/40). Pertanto, contrariamente a quanto statuito dal giudice d'appello, l'istituto bancario non è tenuto, nella identificazione del portatore del titolo, al compimento di attività ulteriori non previste dalla legge, come si evince anche dalla normativa antiriciclaggio ex d.lgs n. 231 del 2007, la quale stabilisce le modalità tipiche con cui gli istituti di credito devono identificare la clientela e non prevede il ricorso "ad ogni possibile mezzo", né alcuna indagine presso il comune di nascita. 2.5. [OSCURATO:PERSONA] condivide tale impostazione. 2.5.1. Va premesso che la giurisprudenza di legittimità, nella citata sentenza n. 34107 del 2019, ha già rilevato che l'attività di identificazione delle persone fisiche avviene normalmente tramite il riscontro di un solo documento d'identità personale (carta d'identità, passaporto ovvero patente di guida), sia nell'ambito delle attività aventi rilevanza pubblicistica (come l'attività di identificazione svolta dagli organi di polizia giudiziaria), sia nell'ambito dell'attività negoziale tra privati (come le attività collegate a scambi commerciali, ovvero quelle, più in generale, di natura contrattuale che presuppongano la corretta identificazione dei soggetti contraenti). Ne consegue che una regola di condotta, che imponga prudenzialmente F i r m a t o D a : D E C H I A R A C A R L O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 5 d 6 4 9 1 e 7 f e 8 7 2 8 d 6 1 a a 3 f f 2 7 6 7 4 2 9 4 c 4 - F i r m a t o D a : B A R O N E F A B R I Z I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 3 9 f 5 f 8 d 1 2 a c d c 2 b b 9 b 9 b c 2 0 6 f c 3 0 8 4 c a Numero registro generale 31606/2018 Numero sezionale 902/2022 Numero di raccolta generale 15642/2022 ulteriori accertamenti, non è rintracciabile neanche negli standards Data pubblicazione 16/05/2022 valutativi di matrice sociale ovvero ricavabili all'interno dell'ordinamento positivo. 2.5.2. Deve, altresì, osservarsi che proprio nei rapporti tra intermediari e clientela - e non vi è dubbio che quelli in esame rientrino proprio in questa tipologia, essendo pacifico in causa che molto degli abusivi prenditori dei titoli, prima di provvedere al loro incasso, aveva aperto un libretto di risparmio postale su cui poi avevano versato l'assegno - l'art. 19 del d.lgs. n. 231 del 2007 (cd. legge antiriciclaggio), avente ad oggetto le modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela, prevede, al comma 1, lett a), che l'identificazione e la verifica della clientela debbano essere svolte, in presenza del cliente, con il semplice controllo del documento di identità non scaduto prima della instaurazione del rapporto continuativo. E' imposto, invece, alla lett. b), che l'identificazione e verifica dell'identità del cliente avvengano mediante l'adozione di misure adeguate e commisurate di rischio, anche attraverso il ricorso a pubblici registri, elenchi, etc., solo se la clientela sia costituita da persone giuridiche, trust o soggetti analoghi, al fine di individuare i soggetti dotati di poteri rappresentativi. 2.5.3. Dunque, anche la legge antiriciclaggio, che si occupa della disciplina dei rapporti degli istituti di credito con i clienti, non ha stabilito modalità più rigorose nella identificazione dei correntisti. 2.5.4. Ne consegue che l'impostazione della Corte d'Appello di non ritenere in alcun modo liberatoria la prova dell'avvenuta identificazione con documento di identità si pone in contrasto con i principi dell'ordinamento e con gli standards valutativi esistenti nella realtà sociale (cfr. in tal senso, Cass. n. 3649 del 2021; Cass. n. 12573 del 2021; Cass. n. 3078 del 2022; Cass. n. 6356 del 2022). 2.5.5. Né, in contrario, appaiono decisive le “particolari circostanze” contrarie dalla stessa valorizzate (l’essere il portatore dell’assegno sconosciuto alla banca e l’avere aperto appositamente un libretto di deposito), che si rivelano, invece, del tutto “neutre”. Infatti: i) l’essere il F i r m a t o D a : D E C H I A R A C A R L O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 5 d 6 4 9 1 e 7 f e 8 7 2 8 d 6 1 a a 3 f f 2 7 6 7 4 2 9 4 c 4 - F i r m a t o D a : B A R O N E F A B R I Z I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 3 9 f 5 f 8 d 1 2 a c d c 2 b b 9 b 9 b c 2 0 6 f c 3 0 8 4 c a Numero registro generale 31606/2018 Numero sezionale 902/2022 Numero di raccolta generale 15642/2022 portatore del titolo sconosciuto alla banca è proprio la ragione che Data pubblicazione 16/05/2022per cui è necessaria la sua identificazione (se fosse un cliente, il problema dell’identificazione neppure si porrebbe); ii) l’apertura di uno specifico deposito, poi, è una cautela adottata proprio dalle banche, per prassi, al fine di evitare il pagamento immediato in modo da disporre del tempo necessario alla verifica della bontà del titolo da parte della banca trattaria nella stanza di compensazione (il deposito sul libretto venendo svincolato, usualmente, solo dopo il placet della banca trattaria). 2.5.6. Infine, va precisato, comunque, che la carta d'identità (così come il passaporto, la patente o altro documento valido di identificazione) costituisce uno strumento sufficiente per una diligenza identificazione purché non siano rilevabili sul documento segni o altri indizi di falsità. Atteso che tale profilo non è stato affrontato dalla corte d'appello, deve cassarsi la sentenza impugnata con rinvio affinché venga esaminato anche tale aspetto. 3. Il secondo motivo del ricorso è fondato. 3.1. Invero, l’assunto del giudice di appello che ha escluso la configurabilità del concorso di colpa della danneggiata, ex art. 1227, comma 1, cod. civ., malgrado l’avvenuta, incauta spedizione, da parte sua, dei titoli suddetti tramite la posta ordinaria noncurante che gli stessi arrivassero nelle mani dei creditori, non è coerente con quanto recentemente affermato da Cass., SU, n. 9769 del 2020, secondo cui «La spedizione per posta ordinaria di un assegno, ancorché munito di clausola d'intrasferibilità, costituisce, in caso di sottrazione del titolo e riscossione da parte di un soggetto non legittimato, condotta idonea a giustificare l'affermazione del concorso di colpa del mittente, comportando, in relazione alle modalità di trasmissione e consegna previste dalla disciplina del servizio postale, l'esposizione volontaria del mittente ad un rischio superiore a quello consentito dal rispetto delle regole di comune prudenza e del dovere di agire per preservare gl'interessi degli altri soggetti coinvolti nella vicenda, e configurandosi dunque come un antecedente necessario dell'evento dannoso, concorrente con il comportamento colposo eventualmente tenuto F i r m a t o D a : D E C H I A R A C A R L O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 5 d 6 4 9 1 e 7 f e 8 7 2 8 d 6 1 a a 3 f f 2 7 6 7 4 2 9 4 c 4 - F i r m a t o D a : B A R O N E F A B R I Z I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 3 9 f 5 f 8 d 1 2 a c d c 2 b b 9 b 9 b c 2 0 6 f c 3 0 8 4 c a Numero registro generale 31606/2018 Numero sezionale 902/2022 Numero di raccolta generale 15642/2022 dalla banca nell'identificazione del presentatore» (cfr., in senso conforme, la Data pubblicazione 16/05/2022 successiva Cass. n. 25873 del 2020 e Cass. n. 34201 del 2021). Sul punto, pertanto, la sentenza impugnata deve essere cassata al fine di consentire al giudice di rinvio di procedere ad un nuovo esame del corrispondente motivo di appello di [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. alla luce dell’appena riportato principio. 4. Il terzo ed il quarto motivo del ricorso, infine, possono considerarsi assorbiti. 5. In conclusione, l’odierno ricorso deve essere accolto quanto ai suoi primi due motivi, dichiarandosene assorbiti gli altri. La sentenza impugnata, pertanto, deve essere cassata in relazione ai motivi accolti, rinviandosi la causa alla Corte di appello di Roma, in diversa composizione, per il corrispondente nuovo esame e la regolamentazione delle spese di questo giudizio di legittimità. [OSCURATO:PERSONA] La Corte accoglie i primi due motivi di ricorso dichiarandone assorbiti gli altri. Cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia la causa alla Corte di appello di Roma, in diversa composizione, per il corrispondente nuovo esame e la regolamentazione delle spese di questo giudizio di legittimità. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Prima sezione civile della Corte Suprema di cassazione, il 22 marzo 2022. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] F i r m a t o D a : D E C H I A R A C A R L O E m e s s