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Corte costituzionalesentenza

Corte costituzionale n. 395/1995

ECLI:IT:COST:1995:395
Testo integrale del provvedimento

Testo integrale del provvedimento

1. - [OSCURATO:PERSONA] dello Stato per la Regione Siciliana ha impugnato l'art. 6 della delibera legislativa approvata il 7 aprile 1995 (Proroga termine convenzioni legge 1° marzo 1986, n. 64.

Interventi in favore dei comuni della provincia di Catania colpiti dalle piogge alluvionali dei giorni 12 e 13 marzo 1995.

Disposizioni varie), per violazione dell'art. 97 della Costituzione.

Secondo il ricorrente, la disposizione impugnata, modificando irragionevolmente i criteri di determinazione del prezzo di vendita degli alloggi della Regione occupati dagli appartenenti alle forze dell'ordine, nel senso di prevedere un prezzo notevolmente inferiore a quello d'acquisto nonché al valore di mercato, violerebbe il principio costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione.

2. - [OSCURATO:PERSONA], costituitasi in giudizio, chiede che sia dichiarata la non fondatezza della questione sottoposta all'esame della Corte.

Secondo la resistente, infatti, la disposizione impugnata, in quanto vòlta a realizzare un tangibile riconoscimento del ruolo svolto in Sicilia dalle forze dell'ordine impegnate in prima linea nella lotta contro la mafia, non sarebbe in contrasto con il parametro costituzionale invocato.

3. - [OSCURATO:PERSONA] della Regione Siciliana n. 29 del 19 maggio 1995 è stata pubblicata la legge impugnata (legge regionale 18 maggio 1995, n. 42) omettendo di includervi la disposizione oggetto della presente impugnativa.

Successivamente la disposizione impugnata è stata dichiarata "abrogata" dalla legge regionale 25 maggio 1995, n. 48 (Abrogazione di norme in materia di: personale regionale e degli enti locali; processi di mobilità degli operatori della formazione professionale; garanzie occupazionali per il personale dei consorzi di bonifica e dell'ESA; alloggi delle forze dell'ordine; rinvio elezioni consigli circoscrizionali; disciplina transitoria della caccia; provvedimenti in favore delle ditte STAT e Camarda e Drago).

4. - Nel corso dell'udienza pubblica dell'11 luglio 1995 entrambe le parti hanno chiesto che sia dichiarata cessata la materia del contendere.

Oggetto del ricorso di legittimità costituzionale del Commissario dello Stato è l'art. 6 della delibera legislativa approvata il 7 aprile 1995 (Proroga termine convenzioni legge 1° marzo 1986, n. 64.

Interventi in favore dei comuni della provincia di Catania colpiti dalle piogge alluvionali dei giorni 12 e 13 marzo 1995.

Disposizioni varie), per violazione dell'art. 97 della Costituzione.

Come richiamato nella premessa in fatto, il Presidente della Regione Siciliana, dopo l'instaurazione del presente giudizio, ha promulgato la legge regionale 18 maggio 1995, n. 42, riguardante la delibera legislativa oggetto del presente ricorso, dalla quale, tuttavia, era stata espunta la disposizione impugnata, successivamente dichiarata "abrogata" con la legge regionale 25 maggio 1995, n. 48.

Di conseguenza, in conformità alla giurisprudenza costante di questa Corte (v., da ultimo, la sent. n. 64 del 1995), va dichiarata cessata la materia del contendere.

P.Q.M.

per questi motivi

[OSCURATO:PERSONA]

Dichiara la cessazione della materia del contendere in ordine al ricorso di cui in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 luglio 1995.

Il Presidente e redattore: [OSCURATO:PERSONA] Il cancelliere: [OSCURATO:PERSONA] Depositata in cancelleria il 26 luglio 1995.

Il direttore della cancelleria: [OSCURATO:PERSONA]

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
1. - [OSCURATO:PERSONA] dello Stato per la Regione Siciliana ha impugnato l'art. 6 della delibera legislativa approvata il 7 aprile 1995 (Proroga termine convenzioni legge 1° marzo 1986, n. 64. Interventi in favore dei comuni della provincia di Catania colpiti dalle piogge alluvionali dei giorni 12 e 13 marzo 1995. Disposizioni varie), per violazione dell'art. 97 della Costituzione. Secondo il ricorrente, la disposizione impugnata, modificando irragionevolmente i criteri di determinazione del prezzo di vendita degli alloggi della Regione occupati dagli appartenenti alle forze dell'ordine, nel senso di prevedere un prezzo notevolmente inferiore a quello d'acquisto nonché al valore di mercato, violerebbe il principio costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione. 2. - [OSCURATO:PERSONA], costituitasi in giudizio, chiede che sia dichiarata la non fondatezza della questione sottoposta all'esame della Corte. Secondo la resistente, infatti, la disposizione impugnata, in quanto vòlta a realizzare un tangibile riconoscimento del ruolo svolto in Sicilia dalle forze dell'ordine impegnate in prima linea nella lotta contro la mafia, non sarebbe in contrasto con il parametro costituzionale invocato. 3. - [OSCURATO:PERSONA] della Regione Siciliana n. 29 del 19 maggio 1995 è stata pubblicata la legge impugnata (legge regionale 18 maggio 1995, n. 42) omettendo di includervi la disposizione oggetto della presente impugnativa. Successivamente la disposizione impugnata è stata dichiarata "abrogata" dalla legge regionale 25 maggio 1995, n. 48 (Abrogazione di norme in materia di: personale regionale e degli enti locali; processi di mobilità degli operatori della formazione professionale; garanzie occupazionali per il personale dei consorzi di bonifica e dell'ESA; alloggi delle forze dell'ordine; rinvio elezioni consigli circoscrizionali; disciplina transitoria della caccia; provvedimenti in favore delle ditte STAT e Camarda e Drago). 4. - Nel corso dell'udienza pubblica dell'11 luglio 1995 entrambe le parti hanno chiesto che sia dichiarata cessata la materia del contendere. Oggetto del ricorso di legittimità costituzionale del Commissario dello Stato è l'art. 6 della delibera legislativa approvata il 7 aprile 1995 (Proroga termine convenzioni legge 1° marzo 1986, n. 64. Interventi in favore dei comuni della provincia di Catania colpiti dalle piogge alluvionali dei giorni 12 e 13 marzo 1995. Disposizioni varie), per violazione dell'art. 97 della Costituzione. Come richiamato nella premessa in fatto, il Presidente della Regione Siciliana, dopo l'instaurazione del presente giudizio, ha promulgato la legge regionale 18 maggio 1995, n. 42, riguardante la delibera legislativa oggetto del presente ricorso, dalla quale, tuttavia, era stata espunta la disposizione impugnata, successivamente dichiarata "abrogata" con la legge regionale 25 maggio 1995, n. 48. Di conseguenza, in conformità alla giurisprudenza costante di questa Corte (v., da ultimo, la sent. n. 64 del 1995), va dichiarata cessata la materia del contendere. P.Q.M. per questi motivi [OSCURATO:PERSONA] Dichiara la cessazione della materia del contendere in ordine al ricorso di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 luglio 1995. Il Presidente e redattore: [OSCURATO:PERSONA] Il cancelliere: [OSCURATO:PERSONA] Depositata in cancelleria il 26 luglio 1995. Il direttore della cancelleria: [OSCURATO:PERSONA]
Sentenza Corte costituzionale n. 395/1995 — Fons Iuris — Fons Iuris