CassazionesentenzaSezione 2Decisione del 10 luglio 2024
Cassazione n. 19896/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ha pronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 27673/2022 R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA] E RAPUANO, elettivamente domiciliata in BENEVENTO , [OSCURATO:PERSONA] (p.e.c.: [OSCURATO:EMAIL]), presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]), che la rappresenta e difende; -ricorrente– contro MINISTERO DELL’INTERNO, [OSCURATO:PERSONA]; -intimata - avverso la SENTENZA del [OSCURATO:PERSONA] n. 549/2022depositata il 20/09/2022 ; udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 10/07/2024 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA]: 1. [OSCURATO:PERSONA] degli Agricoltori proponeva ricorso innanzi al Giudice di Pace di Campobasso per l'annullamento dell'ordinanza- ingiunzione n. M_IT PR_CBSPC00004201 emessa dalla Prefettura il 04.08.2017 e del sotteso verbale di contestazione n. V35/17 del 20.04.2017 elevato dalla [OSCURATO:PERSONA] del Comune di Sepino, con il quale veniva irrogata all'opponente la sanzione di €. 354,95 per violazione dell'art. 142, comma 8, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada, ‘CdS’, limiti di velocità). [OSCURATO:PERSONA] di Pace rigettava il ricorso. 2. [OSCURATO:PERSONA] degli Agricoltori interponeva gravame innanzi al Tribunale di Campobasso che, per quel che ancora rileva, rigettava l'appello ritenendo infondato il motivo dedotto con cui si contestava, in quanto non provata, la funzionalità e la taratura dello strumento di rilevazione della velocità utilizzato dal Comune di Sepino. A giudizio del Tribunale, risulta dagli allegati presenti nel fascicolo depositato nel giudizio di primo grado che l'apparecchio utilizzato dall’Amministrazione era stato regolarmente omologato e sottoposto a taratura periodica, mentre nel verbale viene espressamente affermato che prima dell'inizio delle rilevazioni l'agente di [OSCURATO:PERSONA] aveva testato il regolare funzionamento dell'apparecchio senza notare nulla di anomalo. Nè è stata offerta dal deducente alcuna prova della sua tesi dell’inattendibilità di un apparecchio debitamente omologato e, quindi, conforme alla previsione dell'art. 142, comma 6, CdS. 3. Avverso detta pronuncia proponeva ricorso per [OSCURATO:PERSONA] degli Agricoltori di Finelli e Rapuano, affidandolo a due motivie illustrandolo con memoria. Restava intimata la Prefettura di Campobasso [OSCURATO:PERSONA]: 1. Con il primo motivo si deduce violazione dell'art. 45, comma 4, d.lgs. n. 285 del 1992, in relazione all'art. 360, comma 1, n. 3) cod. proc. civ. In tesi, a seguito dell'intervento della Corte costituzionale (sentenza n. 113/2015), gli autovelox devono antecedentemente e successivamente alla loro installazione essere sottoposti a due distinte procedure di verifica: una per la loro taratura, l'altra per il loro corretto funzionamento; con la conseguenza che l'assenza di una o di entrambe di tali certificazioni comporta l'annullamento della sanzione irrogata (Cass. Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 1283 del 2022). Oltre al fatto che la Corte di legittimità ha affermato il principio in forza del quale le valutazioni degli agenti, frutto di mera percezione sensoriale, non rivestono fede privilegiata. 2. Con il secondo motivo si deduce violazione dell'art. 2697 cod. civ., in relazione all'art. 360, comma 1, n. 3) cod. proc. civ. Come sottolineato dalla Corte costituzionale nella sentenza citata n. 113 del 2015, il soggetto sottoposto a verifica deve dimostrare il difetto di costruzione, installazione e funzionamento del dispositivo elettronico solo allorquando precedentemente la P.A. abbia adeguatamente e documentalmente assicurato la perfetta funzionalità dell'apparecchiatura garantita attraverso la sottoposizione della stessa anche a verifiche circa il suo buon funzionamento. 3. I due motivi possono essere esaminati congiuntamente in quanto strettamente connessi, e sono infondati. La giurisprudenza maggioritaria di questa Corte, alla quale il Collegio intende attenersi, ha in effetti, ed in più occasioni, rilevato che, a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 45, comma 6, del d.lgs. n. 285 del 1992 (Corte cost. 18 giugno 2015 n. 113), tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, e che in caso di contestazioni circa l'affidabilità dell'apparecchio il giudice è tenuto ad accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate (Cass. n. 533/2018), essendo irrilevante (cfr. Cass. n. 40627/2021) che l'apparecchiatura operi in presenza di operatori o in automatico, senza la presenza degli operatori ovvero, ancora, tramite sistemi di autodiagnosi - palesandosi la necessità di dimostrare o attestare con apposite certificazioni di omologazione e conformità il loro corretto funzionamento (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 6579 del 2023; Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 22015 del 2022; Cass. n. 29093/2020; Cass. n. 24757/2019). In presenza di contestazioni sulla funzionalità dell'apparecchio, quindi, non risulta sufficiente che il medesimo risulti omologato, dovendo il giudice di merito verificare l'esistenza della prova della successiva taratura periodica, prova che deve essere fornita dall'Amministrazione che ha contestato l'infrazione. E’ stato precisato che (Cass. n. 14597/2021) detta prova non possa essere fornita con mezzi diversi dalle certificazioni di omologazione e conformità (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 9645 del 11/05/2016; cfr. anche Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 18022 del 09/07/2018), aggiungendosi che la prova dell'esecuzione delle verifiche sulla funzionalità ed affidabilità dell'apparecchio non è ricavabile dal verbale di contravvenzione, il quale « ... non riveste fede privilegiata - e quindi non fa fede fino a querela di falso - in ordine all'attestazione, frutto di mera percezione sensoriale, degli agenti circa il corretto funzionamento dell'apparecchiatura, allorché e nell'istante in cui l'eccesso di velocità è rilevato» (Cass. Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 32369 del 13/12/2018). 3.1. È, quindi, a carico della [OSCURATO:PERSONA], in presenza di contestazione da parte del soggetto sanzionato, la prova positiva dell'omologazione iniziale e della taratura periodica dello strumento. I n presenza di detti elementi, di per sé sufficienti a dimostrare il corretto funzionamento dell'apparato di rilevazione della velocità, spetta alla parte sanzionata l'onere della prova contraria (Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 22015 del 2022; Cass. Sez. 6-2, Ordinanza n. 3538 dell'[OSCURATO:DATA_NASCITA], che ha confermato la sufficienza della produzione del certificato di taratura periodica, da parte della P.A., al fine di dimostrare la corretta verifica del funzionamento dell'apparato; Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 29093 del 18/12/2020). Nel caso che ci occupa, il giudice d’appello ha ritenuto dimostrato in atti da parte dell’Amministrazione l’uso di un apparecchio regolarmente omologato e sul quale era stata effettuata la taratura periodica (v. sentenza p. 2, ultimo capoverso): tanto basta ad integrare l a circostanz a - corretto funzionamento dell'apparato di rilevazione della velocità- elemento essenziale costitutivo della fattispecie sanzionatoria. 4. In definitiva, il Collegio rigetta il ricorso. Non si procede alla determinazione delle spese del presente giudizio non avendo la parte controricorrente svolto attività difensiva. Poiché il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013, stante il tenore della pronuncia, va dato atto, ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater D.P.R. n. 115 del 2002, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dell’art. 13, comma 1-bis,del D.P.R. n. 115 del 2002, se dovuto. P.Q.M. La Corte Suprema di Cassazione rigetta il ricorso. Ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater D.P.R. n. 115 del 2002, sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma de